Il processo di recupero di un atleta da un Infortunio

Atleta sdraiato su campo d’erba tiene la gamba infortunata durante fase di recupero
30 ottobre 2020

In ambito di psicologia sportiva le recenti ricerche stanno progressivamente dimostrando la patogenesi multifattoriale degli infortuni sportivi (Lysens et at.1991; Williams, 2001): alcuni fattori di rischio, anche molto diversi fra loro, interagiscono nel processo di genesi degli infortuni sportivi. Si possono distinguere due macro tipologie di fattori di rischio, strettamente interconnesse e riferite a:

  • Cause estrinseche, legate al tipo di sport e di attività motoria svolta, al modo in cui è praticata, ai fattori di contesto, all’equipaggiamento, etc
  • Cause intrinseche, riferite alle caratteristiche personali, tanto fisiche quanto psicologiche, dell’atleta infortunato.

Infortuni

Gli infortuni ogni anno hanno una percentuale elevata e a questo proposito diverse ricerche si sono orientate a questa problematica in ottica di prevenzione. È emerso infatti che le cause degli infortuni possono essere anche di natura psicologica e diversi studi si sono occupati della questione negli ultimi anni; molte di queste ricerche si sono basate sullo “stress injury model” di Williams e Andersen (1998) e sullo “stress-coping model” di Rogers e Landers (2005).

Questo studio aveva come obiettivo l’analisi dell’influenza di fattori psicosociali sul rischio di infortuni; i risultati hanno mostrato che diversi fattori psicosociali possono far incrementare il rischio di infortuni nei calciatori. Inoltre un risultato importante che è emerso che fattori come la capacità di risposta allo stress (ad esempio l’abilità di controllare lo stato di ansia) possono prevenire gli infortuni nello sport.

Calciatore disteso su campo d’erba tiene il ginocchio e la testa, esprimendo dolore da infortunio.

Il processo di recupero di un atleta da un infortunio

In particolare Williams e Andersen hanno sviluppato, e successivamente rivisto (1998), quello che è considerato il più influente modello teorico negli studi psicosociali sugli infortuni contribuendo a chiarire in questa cornice teorica, il ruolo che alcune variabili psicosociali giocano nel processo di infortunio sportivo. Questo modello sostiene come la relazione fra infortuni sportivi e variabili psicosociali sia mediata primariamente dalla percezione e dalle risposte allo stress. Tanto di tipo cognitivo quanto in termini di cambiamenti fisiologici e attentivi. L’ipotesi centrale di questo modello è che gli individui con una storia di stress, con particolari caratteristiche personali di risposta allo stress e con poche risorse per affrontarlo sono in una situazione di rischio maggiore.

Stress

Lo stress è una risposta psicofisica ad un compito, di natura emotiva, cognitiva o sociale, che la persona percepisce come eccessivo. Il modo in cui ci comportiamo per fronteggiare gli eventi della vita è fortemente legato alla valutazione cognitiva che facciamo di essi e a seconda della situazione utilizziamo una strategia comportamentale che consideriamo adeguata alla situazione.

La risposta a questo stato emotivo comporta una relazione bidirezionale tra valutazione cognitiva individuale e fattore esterno potenzialmente stressante. La conseguenza potrebbe facilmente essere: una riduzione dell’attenzione, maggiore distrazione e livello alto di tensione muscolare. È stato dimostrato che lo stress provoca anche un aumento della tensione muscolare e difficoltà di coordinazione provocando di conseguenza il rischio di lesioni dell’atleta.

Uomo in palestra esegue esercizio a terra simile al bear crawl, indossa maglietta blu e pantaloncini neri.

I fattori

I fattori di rischio sono suddivisi in tre categorie principali: personalità, storia dei fattori di stress e risorse di coping.

  • La personalità è definita come quell’insieme distintivo e caratteristico che definiscono lo stile personale. In condizioni di stress, la personalità evoca risposte particolari dagli altri. Diversi studi hanno dimostrato come lo stato d’animo sia correlato con il verificarsi di lesioni: atleti con stato d’animo positivo all’inizio della stagione hanno subito meno infortuni durante la stagione stessa.
  • La storia dei fattori di stress: dagli studi effettuati è emerso che c’è una connessione tra infortunio e stress. I fattori di rischio (stress di eventi particolari, stati di ansia o storia di passati infortuni) inducono ad una riduzione di concentrazione durante l’allenamento.
  • La gestione delle risorse può tornare utile ad affrontare fattori di stress. Il supporto sociale è una tra queste, è stato dimostrato infatti che chi ha goduto di tale supporto ha subito meno infortuni.Cinque persone sedute su tappetini da yoga in posizione meditativa, gambe incrociate e mani sulle ginocchia, in una sala con pavimento in legno.

Sulla base di tutti gli studi orientati alle ricerche e in particolare al modello di Williams e Andersen emerge un quadro cosi riassumibile:

  • Esiste una relazione tra numero di variabili di personalità e aumento di rischio tra stress e infortunio inversamente proporzionale tra numero di tipi di strategie di coping e rischio infortunio tra livello di ansia e rischio lesioni

  • Alcuni fattori psicologici predispongono al rischio lo stress delle atlete infortunate sembra essere è più alto rispetto ai maschi

Bibliografia – Il processo di recupero di un atleta da un infortunio

  • Rogers, T. M., & Landers, D. M. (2005). Mediating Effects of Pheripheral Vision in the life event Stress/Athletic Injury Relationship. Journal of Sport and Exercise Psychology, 27, 271- 288.
  • Vitali, F. (2011). Psicologia dello sport, recupero e prevenzione dell’infortunio sportivo: una ricerca sul contributo della imagery. Giornale Italiano di Psicologia dello Sport, 10, 42-47.
  • Williams, J. M., and Andersen, M. B. (1998). Psychosocial antecedents of sport injury: Review and critique of the stress and injury model. Journal of Applied Sport Psychology, 10, 5-25.

Miglior-Libro-Ginnastica-in-Gravidanza-ATS
Scienza-in-Danza-Libro-Scienze-Motorie
Tennis-Libro-Scienze-Motorie
Giuseppe-Coratella-Libro
Nutrizione-Funzionale-Scienze-Motorie
ads 08-09-10 maggio

Articoli Correlati

Allenamento e Dimagrimento: Perché l'Alta Intensità è Fondamentale

Aumentare il volume dell’allenamento arresta il dimagrimento

Esiste un programma d’allenamento specifico per il dimagrimento? Se come me frequentate il mondo delle palestre in modo massivo vi sarà capitato di imbattervi in utenti, atleti, preparatori, trainer, etc., che “etichettano” gli allenamenti in funzione della tipologia degli “ipotetici” risultati che sarebbero in grado di sortire. E sebbene alcune differenziazioni abbiano del razionale, altre […]

Guida alla Ricerca Bibliografica nelle Scienze dello Sport: Metodi e Risorse

Guida alla Ricerca Bibliografica nelle Scienze dello Sport: Metodi e Risorse

Il Cuore dell’Approccio Evidence-Based Nel panorama contemporaneo dello sport d’élite e della preparazione fisica, l’intuizione non è più sufficiente. Studenti, docenti e professionisti (coach, personal trainer, riatletizzatori) devono oggi adottare un approccio evidence-based: un metodo capace di integrare le più recenti scoperte scientifiche con il contesto specifico e l’esperienza maturata sul campo. La ricerca bibliografica […]

Stretching per la flessibilità

Stretching per la flessibilità

A oggi si conoscono diverse modalità per l’allenamento della mobilità ar ticolare che si espletano con l’applicazione delle molteplici metodologie di  stretching e tecniche complementari. Tante sono le metodologie quante le  considerazioni fatte sulla base degli studi effettuati per le modalità di somministrazione delle esercitazioni inerenti al miglioramento della flessibilità. Ogni studio scientifico riporta, in […]

Fisiologia dell’Ipertrofia tra Metabolismo Lattacido e Carichi di Lavoro

Fisiologia dell’Ipertrofia tra Metabolismo Lattacido e Carichi di Lavoro

Lo stimolo necessario per indurre l’ipertrofia muscolare dipende strettamente dalla resistenza applicata durante la contrazione e dal volume totale di ripetizioni eseguite. In questo contesto, è fondamentale distinguere chiaramente tra Lo stimolo necessario per indurre l’ipertrofia muscolare dipende strettamente dalla resistenza applicata durante la contrazione e dal volume totale di ripetizioni eseguite. In questo contesto, […]

L’Apprendimento Motorio: Tra Neuroplasticità e Memoria Muscolare

L’Apprendimento Motorio: Tra Neuroplasticità e Memoria Muscolare

Nel mondo dello sport, ripetere un’azione costantemente ci permette di automatizzarla, eseguendola senza impegno cognitivo conscio. Questo fenomeno, comunemente noto come “memoria muscolare”, è tecnicamente definito memoria procedurale. Il suo compito è conservare le abilità motorie acquisite, trasformandole in schemi permanenti. La Scienza dietro il Gesto: Dalle 10.000 Ore alla Neuroplasticità Sebbene Gladwell (2008) indichi […]

Bambino che dorme sereno tra peluche nel letto, rappresentazione del riposo rigenerativo cerebrale fondamentale per lo sviluppo cognitivo infantile discusso nell'articolo su attività fisica e impatto schermi.

Sonno nei bambini: impatto di attività fisica e schermi luminosi sullo sviluppo cognitivo

Introduzione In un mondo sempre più digitale e caratterizzato da ritmi di vita frenetici, il sonno dei bambini emerge come uno dei fattori più critici per il loro sviluppo integrale, influenzando non solo la crescita fisica, ma soprattutto quella cognitiva, emotiva e comportamentale. Il riposo notturno rappresenta un processo attivo e indispensabile: durante queste ore, […]

Live Chat
assistance banner image
Whatsapp
Messenger
800.19.35.40