Come Allenare i Ballerini in base all’Età

Di:   RomeoCuturi  |  15 Novembre 2020

Il bambino non è un danzatore professionista in miniatura. Questo è il primo principio che dovrebbe guidarci nell’allenamento degli allievi nella danza. Lo psicologo e pedagogista svizzero Édouard Claparède, già nel 1937, diceva: “Il bambino non è un adulto in miniatura e la sua mentalità non è solo quantitativamente, ma anche qualitativamente, differente da quella degli adulti, per cui un bambino non soltanto è più piccolo, ma è anche diverso”. Se vogliamo allenare gli allievi in maniera ottimale, dobbiamo conoscere le caratteristiche dello sviluppo motorio in base all’età. L’età neonatale (0/1 anno) e l’infanzia (1/3 anni) vedono il bambino esercitarsi nel cammino in stazione eretta. In questa fase, è fondamentale un ricco stimolo ambientale e psicologico da parte della famiglia. Consultando le attuali evidenze scientifiche, non risulta utile attuare un processo di esercitazione specifica per la danza. L’età prescolare (3/6 anni), definita anche età aurea in riferimento allo sviluppo motorio del bambino, è caratterizzata dalla volontà di scoprire il mondo tramite il continuo movimento. Il pensiero del bambino è intuitivo e legato alle esperienze personali. Lo sviluppo cognitivo è influenzato dal gioco dalle esperienze motorie (Demeter, 1981). I bambini devono correre, strisciare, arrampicarsi, appendersi, lanciare e prendere oggetti. Limitare il gioco è un grave errore perché esso risulta essenziale nello sviluppo motorio e cognitivo del bambino. Durante l’età prescolare è sconsigliato stimolare il bambino con schemi motori rigidi ed esercizi di danza specifici. La prima età scolare (6/10 anni) è un ottimo periodo per l’apprendimento motorio (Winter, 1981), ma non è presente una grande capacità di fissare i movimenti appresi (Weineck, 1983). Nella danza classica, ad esempio, la prima età scolare coincide con la propedeutica. In questa età, le difficoltà da parte dei bambini nel memorizzare nuovi movimenti e correzioni sono del tutto fisiologiche. La seconda età scolare (dai 10 anni fino alla pubertà) è definita come la migliore età per l’apprendimento motorio. È questo il momento in cui si comincia seriamente a studiare danza, nella danza classica inizia ora il primo anno accademico, che si concluderà con il diploma a diciotto anni. A partire da questa età, possono essere appresi e controllati movimenti estremamente difficili ed è quindi possibile focalizzarsi sulla qualità e la precisione dei gesti. Risulta fondamentale evitare che vengano acquisiti e automatizzati dei movimenti tecnici errati. L’obiettivo dell’allenamento nella danza durante la prima e la seconda età scolare è soprattutto quello di ampliare il patrimonio di movimenti e migliorare le capacità coordinative alla base delle tecniche di danza studiate. La prima fase puberale (dai 11/12 a 13/14 anni per le femmine, dai 12/13 ai 14/15 anni per i maschi) vede l’allievo affrontare un grande stravolgimento psicofisico, sociale ed emotivo. A partire da questa fase, incontriamo le prime differenze specifiche riguardanti lo sviluppo sessuale di maschi e femmine. Dal punto di vista fisico, assistiamo ad un aumento annuo di statura che può arrivare fino a 10 centimetri, mentre la crescita del peso corporeo può raggiungere i 9,5 kg annui. È facile osservare, in questo periodo, dei peggioramenti nelle capacità motorie degli allievi, per cui è necessario comprendere e comunicare il valore transitorio dei cambiamenti vissuti dai ragazzi. Sottovalutare questi aspetti aumenta il rischio di assistere ai primi fenomeni di abbandono della danza. La seconda fase puberale (dai 13/14 ai 17/18 anni per le femmine, dai 14/15 ai 18/19 anni per i maschi) è la fine del processo di sviluppo che porterà all’età adulta. Definita seconda età aurea dal punto di vista motorio, vede diminuire i parametri di crescita e sviluppo a favore di un’armonizzazione delle linee e delle forme.

ballerini giovani

Da questa classificazione dello sviluppo motorio in base all’età cronologica, possiamo comprendere come a partire dai 10 anni sia necessario inserire un percorso di preparazione fisica specifico per i danzatori. La preparazione fisica specifica deve affiancare, non sostituire o essere inclusa nella lezione di danza: i carichi di lavoro vanno studiati e programmati attentamente dal preparatore e i programmi di lavoro devono prevedere un graduale aumento di volume e di intensità, per preparare il danzatore alla professione. Sono questi gli anni in cui è importante allenare in maniera funzionale e specifica le capacità motorie alla base del modello di prestazione fisica. A partire da questa età, la preparazione fisica non ha più solo il valore di migliorare le capacità motorie, ma anche quello di prevenire gli infortuni; una sua eventuale assenza, infatti, è correlata all’insorgenza degli infortuni tipici dei danzatori.

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