La catena estensoria è quella catena muscolare che permette al nostro corpo di estendersi attivando in sinergia una concatenazione di muscoli a partire dalla volta plantare fino alla zona cervicale. Possiamo dire che questa catena ha un ruolo ancestrale nello sviluppo dell’essere umano in quando il suo sviluppo e attivazione ha una funzione primaria nel passaggio dalla fase del gattonamento all’ortostatismo e successivo cammino (10-18 mesi di sviluppo). Tende invece negli anni, in particolar modo in età adulta, a regredire in forza ed elasticità a favore della catena flessoria. La catena estensoria è composta quindi da una serie di muscoli, in ordine ascendente troviamo:
- Quadrato plantare
- Interossei plantari
- Flessore lungo dell’alluce
- Flessore lungo delle dita
- Flessore breve dell’alluce
- Flessore breve delle dita
- Flessore breve del V
- Tricipite surale
- Ischiocrurali (nella sua componente di estensori di anca)
- Quadricipite
- Grande gluteo
- Quadrato dei lombi
- Aponeurosi lombare
- Aponeurosi dorsale
- Aponeurosi cervicale
Come valutare la catena estensoria?
Partendo dal concetto di ruolo e funzione della catena estensoria visto in precedenza e non avendo linee guida in letteratura specifiche di una sua possibile valutazione dovremmo analizzare 2 fattori:- L’elasticità (intesa come tensione e lunghezza dei muscoli che la compongono).
- La forza (intesa come integrità e tenuta contro forza una esterna).
Esempio clinico: catena estensoria
La sindrome estensoria è una delle sindromi rachidee proposte dalla Sahrmann (2002) legate al movimento associato a sintomi dolorosi. Seconda classificata per incidenza, è comune nei soggetti lombalgici cronici, in soggetti over 60 e in donne con ipotono addominale. Si presenta come un dolore associato all’estensione che si irradia ai glutei, posteriormente e/o lateralmente alla coscia e in alcuni casi fino al piede. Si può notare spesso al test in estensione (spine extension) una marcata discrepanza tensionale tra arti e bacino rispetto al tronco, evidenziando un accorciamento del quadrante caudale anteriore (quadricipite e tricipite surale) e craniale posteriore (area dorsale). E un iper-allungamento con possibile debolezza del quadrante craniale anteriore (addome) e caudale posteriore (ischiocrurali). La proposta di esercizio comprenderà quindi un allungamento della componente accorciata e un rinforzo di quella debole come nella sequenza di seguito:Esempio sportivo: quando ha senso valutare la catena estensoria?
Se pensiamo a qualsiasi gesto sportivo in cui questa catena venga attivata ripetutamente ad elevate tensioni massimali o submassimali è normale pensare che col tempo la postura e l’economia del gesto del nostro atleta possa subire dei cambiamenti e/o modifiche se non viene mantenuto un “equilibrio” globale. Dobbiamo infatti ragionare sempre sul fatto che per ogni catena attivata ne abbiamo sempre una contrapposta il cui scopo è il mantenimento di un buon controllo del gesto e coordinativo. Un marcato inbalance di forza ed elasticità tra le 2 catene può portare nel tempo a problematiche di natura tecnica, se pensiamo al gesto sportivo specifico, o patologica se parliamo di infortuni. Riproponiamo quindi l’esempio dello strappo e pensiamo alla velocità con cui la catena flessoria e quella estensoria passano da uno “stato di quiete” ad una rapida attivazione in maniera opposta. Capiamo subito quanto l’una può influenzare l’altra e cambiare totalmente, in caso di un marcato inbalance, l’economia del gesto e la conseguente performance sportiva. È dunque importante valutare sempre questo equilibrio e agire in maniera mirata. Restando sull’esempio proposto si verifica una discrepanza tensionale tra muscolatura posteriore del corpo (iper attivata) e quella anteriore (ipo attivata) proponiamo 2 esercizi atti a riequilibrare il gesto applicando un rinforzo selettivo (con marcata componente eccentrica) e allungamento dinamico.Bibliografia:
- Thomas W.Mayers. Meridiani Miofasciali. Terza Ed. Tecniche nuove, Milano, 2016
- Saverio Colonna. Le catene miofasciali in medicina manuale,il rachide Edizioni Martina, Bologna, 2006
- D. D. Doskoy e V. M. Zatsiorsky, 1979, «Biomeccanica» Mosca, Russia; Fizkulturi i sport, 203.
