Introduzione

Negli anni ’50 il difensore bravo era quello che non si faceva mai superare dall’avversario diretto, a nessuno importava che modi usava per fermarlo ma soprattutto a nessuno interessava se il difensore era scarso tecnicamente e tirava dov’era girato. Con l’avvento del calcio totale olandese e dopo il passaggio in Italia di allenatori come Liedholm e Sacchi il difensore completo dev’essere bravo anche nella fase di impostazione e nella fase offensiva (prima tra tutte, la giocata corta che permetta il giro palla). Per passare da una fase all’altra diventa fondamentale la capacità di transizione.

Un difensore scarso a livello tecnico, come dicevamo prima, è limitato nella sua carriera calcistica. L’azione in tantissime fasi della gara parte dal portiere che può decidere di avviarla con una palla corta su un difensore centrale o esterno e questi devono essere padroni della situazione e farsi trovare pronti.

Il primo concetto per avere una buona difesa anche in possesso palla è l’elasticità mentale, infatti non è facile per un giocatore che magari ha appena effettuato una scivolata e rubato palla (quindi ha dovuto trovare una contromossa ad un movimento dell’avversario) rendersi conto che è appena diventato lui il “padrone del gioco” (quindi sarà lui a fare determinate mosse e i compagni e gli avversari si muoveranno di conseguenza).

Un altro concetto importante è il principio per il quale quando si difende si stringono gli spazi per dare meno possibilità agli avversari di penetrare in mezzo al nostro reparto, mentre quando si attacca bisogna allargare il più possibile la squadra per avere maggior tempo a disposizione per gestire il pallone. I difensori devono quindi essere bravi ad effettuare una sorta di elastico in ampiezza a seconda se il pallone è in possesso nostro o degli avversari.

Ultima situazione iniziale di possesso palla sulla quale mi voglio soffermare è la capacità del giocatore di posizionarsi bene in ogni situazione di gioco, sia nella giusta zona di campo, sia con la giusta angolazione del corpo e dei piedi in relazione col pallone e con l’avversario.

Come già detto una fase fondamentale per poter ripartire con un’azione pericolosa dopo aver riconquistato il pallone è la transizione, cioè la capacità di passare da giocatore che subisce l’azione in giocatore che imposta l’azione.

Allenamento per il Giro Palla

Il primo aspetto della transizione è mentale; deve diventare automatico per un difensore non abbassare l’attenzione dopo un intervento andato a buon fine o dopo un pericolo sventato da un compagno di reparto ma essere subito pronto a ripartire per trovare impreparata la squadra avversaria. Più tempo ci metterà la squadra che riparte ad effettuare la transizione meno riuscirà a sfruttare il fattore sorpresa ed a trovare fuori posizione alcuni giocatori avversari.

Il secondo aspetto è invece fisico; ritorniamo infatti a parlare di resistenza alla velocità soprattutto per gli esterni bassi. L’esempio classico di uno sforzo fisico prolungato è il nostro giocatore che insegue sulla fascia un avversario, gli ruba palla in scivolata e la gioca al centrale difensivo, si rialza e subito deve ripartire per una sovrapposizione per andare al cross dal fondo 30″ dopo il suo intervento difensivo. Il nostro difensore in questo caso ha effettuato uno scatto in fase difensiva, uno slancio per effettuare la scivolata, un contrasto con impatto per rubare palla, un cambio di baricentro in verticale per rialzarsi da terra, un nuovo scatto per proporsi sul fondo ed una torsione per crossare il pallone al centro; sembra superfluo dire che il dispendio energetico è elevatissimo. Anche qui all’interno di un programma specifico ci sono alcuni esercizi per migliorare questa capacità condizionale.

Vorrei aggiungere ancora una cosa importante sulla transizione: questa è una fase molte volte trascurata mentre dev’essere allenata forse più delle altre 2 (possesso e non possesso palla) perchè la ripetitività del gesto crea uno schema motorio mentale e quindi un automatismo. La transizione deve diventare un concetto innato nel giocatore, il difensore infatti non deve pensare dopo la fase difensiva cosa deve fare ma già deve farlo. Ad esempio se un mio centrale difensivo su una palla in profondità copre l’uscita del portiere guardando la propria porta, appena si accorge che il portiere sta per avere il possesso del pallone deve staccarsi dall’avversario ed effettuare una corsa all’indietro in diagonale per allargarsi e ritrovarsi nella posizione corretta per ricevere la palla dall’estremo difensore; quest’ultimo dovrebbe già avere la possibilità di giocare palla non appena ne è in possesso.

Dopo la fase di transizione comincia il possesso palla. Dobbiamo suddividere quest’argomento in 2 sottoargomenti per poter mettere un po’ d’ordine ai concetti. Parlando di difesa a 4 possiamo avere un possesso palla di uno dei 4 difensori oppure un possesso palla di un qualsiasi altro compagno di squadra che non fa parte del reparto arretrato.

Parlando di possesso palla dei difensori dobbiamo suddividere il campo in 2 zone: la zona centrale che è zona rossa e la zona laterale che è zona gialla.

Questi 2 termini fanno parte delle famose parole chiave che io utilizzo spesso e delle quale abbiamo già parlato. Sono parole che servono in maniera rapida e concisa ad esprimere un concetto più ampio e complesso ed a catalogare una serie di situazioni di gioco con soluzioni simili.

Per zona rossa intendo una zona in cui se perdo palla l’avversario ha grande facilità di concludere a rete e quindi elevata percentuale di far gol; in questa zona la priorità assoluta ce l’ha il ‘non sbagliare’ a discapito della precisione dell’azione offensiva. Questo non significa che un mio giocatore deve buttare palla anzi…

Però ci sono alcuni divieti assoluti in questa zona:

  1. Non bisogna mai puntare l’avversario palla al piede
  2. Non bisogna giocare una palla difficile da controllare per un compagno
  3. Bisogna dopo aver giocato palla dare sempre sostegno e copertura al compagno
  4. Bisogna sempre avvisare il compagno se è solo o pressato

Una cosa importante da sottolineare su quest’ultimo punto è che piuttosto di una palla corta è meglio sbagliare con una palla lunga: l’esempio classico per esprimere questo concetto è una palla giocata ad un esterno basso che sta per essere attaccato rapidamente da un avversario. Se gioco una palla troppo stretta rischio che l’avversario anticipi il mio compagno e punti la porta, se invece gioco una palla troppo larga male che vada pardo il possesso perchè il pallone termina in fallo laterale.

La zona gialla, che in difesa è la zona laterale, è una fetta di campo nella quale ho più tranquillità e maggior spazio tempo per gestire la sfera, rimane però una situazione nella quale, se perdo il possesso devo essere rapidissimo nella fase di transizione contraria a quella descritta, cioè nel passaggio dalla fase offensiva a quella difensiva.

Il vantaggio di questa zona è che, se i giocatori hanno seguito alla lettera le regole fondamentali della zona rossa, perdendo palla nella gialla ci sarà sempre la copertura di un compagno. In questo caso il giocatore che ha perso la sfera deve subito ridare copertura a chi viene attaccato.

Per completezza di informazione aggiungiamo la terza zona del campo: zona verde dove a seconda delle situazioni a volte è importantissimo cercare l’uno contro uno rischiando anche di perder palla ma rendendosi pericolosi e creando superiorità numerica se il dribbling va a buon fine.

Definizione e sviluppo del giro palla

Il giro palla è un’azione collettiva atta a togliere punti di riferimento alla squadra avversaria con il movimento continuo dei propri giocatori che, mantenendo il possesso della palla, cercano di sorprenderla cogliendo l’attimo in cui qualche suo componente, per svariati motivi (stanchezza o concentrazione) si venga a trovare fuori posizione.

Per giro palla dei quattro difensori intendo la circolazione di palla che parte dal un esterno basso e finisca a quello opposto tramite i due difensori centrali come indicato in figura:

Esercitazione per il Giro Palla

Solitamente il giro palla dei difensori parte quando il pallone è in possesso del nostro portiere. A quel punto dovranno essere bravi i due esterni bassi ad allargarsi velocemente e a farsi trovare vicino alla riga del fallo laterale; il portiere dovrà di trasmettere il pallone verso la gamba piu esterna del suo compagno, nella figura sopra quindi verso la gamba destra del numero 2 e sempre sulla corsa. A quel punto il centrale di riferimento, il numero 4 dovrà andare ad aiutare il numero 2, mettendosi dietro la linea della palla. A questo punto dopo che 4 ha ricevuto palla dovrà effettuare un passaggio a 6 sempre sulla corsa, primo per agevolare la giocata di 6 verso 3 e secondo perché l’obiettivo del giro palla è quello di guadagnare campo come metri. Una volta che 6 avrà stoppato la palla sempre con il piede più esterno, il sinistro, giocherà con il destro, cercando di colpire al centro la palla con un passaggio sempre sulla corsa, sul piede piu esterno di 3.

Il giro palla dei quattro difensori non deve essere fine a sé stesso ma deve avere come obiettivo quello di guadagnare metri, quello di far iniziare l’azione e quello di tenere palla e fare correre gli altri. Ogni componente dovrà essere bravo a rispettare lo scivolamento, ovvero dopo aver giocato palla effettuare il movimento corretto. La palla andrà giocata sempre verso la gamba più esterna del mio compagno e dopo aver effettuato il passaggio dovrò andare a sostegno. Io difensore centrale che vado a sostegno e stoppo la palla con il piede piu esterno dovrò effettuare il passaggio con l’altro piede.

Riepilogando con uno specchietto, l’allenatore dovrà curare i seguenti aspetti:

  • Al momento che il portiere effettua una parata i due esterni bassi dovranno posizionarsi sulla riga dando spalle alla riga del fuori.

  • Il portiere dovrà giocare una palla sulla gamba esterna del compagno sulla corsa

  • Ogni compagno dovrà dare sostegno al suo compagno più vicino in possesso palla

  • Il difensore centrale giocherà palla con il piede, dalla parte cui è arrivata la palla

  • Riprendere il concetto di scivolamento

  • Bisogna guadagnare campo

Anche in questa fase di gioco che sembra la più semplice e naturale di tutte bisogna rispettare alcuni accorgimenti per ottimizzare l’esecuzione del gesto tecnico a servizio della tattica:

TECNICA: la palla deve sempre essere trasmessa con l’interno piede dell’arto più lontano a dove trasmetto palla e dev’essere sempre stoppata con l’interno piede dell’arto più lontano alla direzione dalla quale arriva la palla. Questo per essere il più rapido possibile nella fase di trasmissione; per eseguire questo gesto nel migliore dei modi i difensori devono essere ambidestri e bravi tecnicamente con entrambi i piedi.

POSIZIONE: la palla verrà sempre giocata sulla corsa del compagno che dev’essere bravo a trasformare la fase di copertura in quella di ricezione anticipando il passaggio del compagno con un movimento in avanti. Schematicamente il mio difensore dovrà dare copertura quando la palla si allontana da lui e dovrà posizionarsi per ricevere quando nel giro palla la sfera si sta avvicinando. Il difensore che sta per ricevere dev’essere inoltre bravo a controllare palla sempre guardando la porta avversaria, quindi se chi gioca palla sbaglia e la passa troppo arretrata, l’arretramento di chi riceve dovrà essere con passi brevi e rapidi all’indietro dando però sempre le spalle alla propria porta.

COPERTURA: il compito del difensore che trasmette il pallone, come abbiamo già visto, non è terminato, anzi deve diventare automatico il gioco e seguo (cioè il sostegno e la copertura). Al momento in cui un esterno gioca palla al centrale di riferimento dovrà proseguire la corsa prevedendo un errore del compagno e quindi la possibilità di dover inseguire l’avversario che ruba palla; la corsa verrà quindi proseguita in diagonale verso la direzione del pallone e verso la direzione della propria porta. I famosi metri da guadagnare verranno invece ricavati con un passaggio in avanti e con l’avanzamento quando il pallone sta giungendo verso il difensore.

MOVIMENTI D’INGANNO: il giro palla può comprendere dei movimenti d’inganno soprattutto se gli attaccanti avversari invece di muoversi in orizzontale per difendere lo spazio decidono di attaccare un difensore per rubare palla. I principali movimenti d’inganno sono 2 per velocizzare il passaggio da un lato all’altro del campo in orizzontale:

  1. Il salto di un uomo. Spiegato in maniera molto semplice il centrale di dx, ad esempio, può dopo aver controllato con l’interno del dx una palla arrivata dall’esterno basso di sinistra, decidere di non giocarla al centrale di sinistra ma con un rasoterra più forte giocar palla direttamente sul piede più esterno del basso a dx effettuando un taglia fuori sull’attaccante che aveva tentato di anticipare la situazione ed era pronto ad attaccare il difensore che giustamente non è stato chiamato in causa. In questo caso l’ideale sarebbe far passare il pallone alle spalle dell’avversario, cioè verso la sua porta e non sulla sua corsa rischiando se no un intercettamento ed una fuga solitaria della punta verso la porta.
  2. Il velo. Questo gesto dev’essere usato soprattutto dai difensori centrali quando stanno per ricevere palla e si accorgono che l’attaccante è stato bravo ad accorciare gli spazi, quindi il controllo del pallone diventerebbe troppo pericoloso, perciò il difensore deve fingere il controllo con l’interno piede facendosi invece passare la palla in mezzo alle gambe per poi rincorrerla rapidamente e rientrarne in possesso per giocarla all’esterno vicino. Anche in questo caso il giro palla è stato rischioso ma efficace, infatti l’attaccante che ha calcolato male i tempi dell’uscita è ormai tagliato fuori ed i difensori possono impostare una nuova fase di gioco.

Il giro palla è utile come dicevamo per l’avanzamento di tutto il reparto difensivo e per tenere il possesso in alcune fasi di gioco quando c’è bisogno di rifiatare e di far correre di più gli avversari. Il movimento del giro palla serve inoltre a trovare un punto di ingresso nella tattica difensiva avversaria; infatti ad ogni spostamento del pallone corrisponde un continuo adattamento delle posizioni dei giocatori della squadra in fase difensiva, quando questo adattamento non è perfetto (per calo di concentrazione o per stanchezza fisica) si può allora terminare il giro palla ed iniziare la fase offensiva vera e propria con un movimento in profondità o un movimento in ampiezza.

Esempio di esercitazione per il giro palla:

Esercitazione per il Giro Palla

Il numero 3 condurrà la palla verso il giocatore 7 rosso, al fischio dell’allenatore 3 si gira verso la sua porta e gioca una palla verso 6. l’obiettivo dei gialli sarà quello di far arrivare palla al numero 2, con la palla toccata ovviamente da tutti e quattro i difensori. L’obiettivo di 7 rosso sarà quello di impedirlo: al fischio dell’allenatore il numero 7 effettuerà pressione, o meglio rincorrerà la palla cercando di riconquistarla prima che arrivi a 2. Quando la palla arriva a 2, l’azione è finita e si ripete dalla parte opposta con il numero 8 rosso che dovrà dare pressione lui e impedire che la palla arrivi a 3 giallo.

Il retro-passaggio al portiere

Da sempre non si da molta importanza a questo gesto. O meglio non ci si pensa e chi ci pensa secondo me potrebbe pensare meglio. A parte gli scherzi… si nota molto spesso durante le partite un difensore in possesso palla in difficoltà, pressato da un attaccante girarsi verso il proprio portiere e passargli la palla.. in questo caso si sente spesso dire: “fuori dallo specchio”.. beh.. sinceramente non ne capisco l’utilità se non una: passando la palla fuori dallo specchio si evita l’autorete in caso di liscio del portiere. Se abbiamo in porta un elemento del genere non passiamogli la palla mai allora!!

È lo stesso discorso se giochiamo palla al nostro ultimo difensore, perchè non dovremmo giocargliela addosso??

Tornando al portiere.. giocando palla al di fuori dello specchio, creerebbe una situazione anormale nel senso che il portiere deve percorrere qualche metro per posizionarsi fuori dallo specchio (situazione di disagio) e a quel punto se dovesse sbagliare rinvio si troverebbe fuori posizione, non nella posizione ottimale per poter parare: nel caso ad esempio di un rinvio colpito male, situazione che può sicuramente capitare molte piu volte rispetto a un liscio.

Starà comunque a me allenatore con il mio staff (preparatore dei portieri) curare molto questo aspetto, migliorando il mio portiere tecnicamente a gestire con tranquillità la palla nei piedi e vedrete che a quel punto anche lui sarà contento di ricevere un retro-passaggio nello specchio della porta.

Mettendo insieme tutti questi elementi potremmo riuscire a gestire meglio il giro palla della nostra squadra, e quindi ad avere più soluzioni offensive e più frecce al nostro arco per trovare impreparata la squadra avversaria nella propria fase difensiva.

Abbiamo inserito un esempio di esercitazione del giro palla della nostra difesa ma, come sappiamo, gli esercizi possono essere molteplici a vostro piacimento, abbinando anche fase difensiva a fase offensiva oppure inserendo come partenza le transizioni.

L’articolo voleva essere un insieme di concetti ed uno spunto iniziale per poter creare nuove esercitazioni.