Monitoraggio del carico settimanale a costo zero nel calcio

Scienze Motorie Dipartimento Calcio

Direttore Scientifico Dott. Mattia Giacobone, Vice-Direttore Dott. Pablo Lischetti.

Preparatore atletico che registra manualmente dati durante una sessione di allenamento calcistico ad alta intensità con calciatori in sprint.
03 dicembre 2025

Monitoraggio del carico: strumenti e benefici

L’importanza del monitoraggio del carico

Avere un sistema di monitoraggio che permetta di rispettare i principi di alternanza e progressività del carico, sia nel microciclo che nell’intera stagione, è fondamentale per lavorare con logica e in piena sinergia con lo staff tecnico.

Strumenti di monitoraggio: tecnologici e accessibili

I primi strumenti che vengono in mente sono spesso quelli più tecnologici e diretti, come GPS, accelerometri, cardiofrequenzimetri e altri dispositivi avanzati. Tuttavia, non sempre le società dispongono di mezzi all’avanguardia per il monitoraggio. Nelle prime fasi della carriera di un preparatore atletico questo è un fenomeno comune, e l’errore più frequente è pensare che senza tecnologia non sia possibile monitorare.

La scienza, invece, ci ha fornito numerosi strumenti validi e accessibili a tutti. In questo articolo analizzeremo la scala RPE, utile per valutare la percezione della fatica dell’allenamento, alcuni strumenti utili per comprendere lo stato di recupero e di benessere dell’atleta, come il Questionario di Hooper e il Wellness Questionnaire. In questa ricerca faremo riferimento principalmente al metodo di Hooper. A questi aggiungerò la mia esperienza personale, con il mio metodo di monitoraggio che include anche un diario settimanale condiviso con allenatore e staff.

RPE (Rate of Perceived Exertion)

Cos’è l’RPE e la scala CR-10

L’RPE è una scala di percezione della fatica nata da Borg, inizialmente con valori da 6 a 20. In questo articolo utilizziamo la scala CR-10 (da 0 a 10).

Monitoraggio del carico interno

Questa scala permette di monitorare il carico interno, cioè come l’atleta ha percepito lo sforzo durante l’allenamento. È uno strumento economico, accessibile e ampiamente usato nella stima del carico e nella prevenzione degli infortuni (Bourdon et al., 2017).

Tempistiche e calcolo del carico

Per una valutazione valida, è consigliabile raccogliere l’RPE circa 20 minuti dopo la seduta e non immediatamente (Curtis et al., 2019).

Il calcolo del carico è semplice: RPE × durata allenamento (in minuti).
Esempio: 5 × 90 min = 450 UA (Unità Arbitraria).

In letteratura, il giorno gara corrisponde a circa 600 UA, mentre una seduta di allenamento varia tra 300 e 600 UA (Thorpe et al., 2016). Questo dimostra come parametri accessibili possano fornire feedback importanti nella gestione della programmazione.

RPE e correlazioni con parametri oggettivi

L’RPE è stato correlato anche con parametri oggettivi come frequenza cardiaca, lattato e valori GPS (Impellizzeri et al., 2019). Uno studio su 22 giocatori di Premier League in un’intera stagione (1892 sessioni) ha confermato che RPE e TL erano correlati con distanza ad alta velocità, accelerazioni e impatti, parametri che descrivono meglio le richieste del calcio rispetto alla sola distanza percorsa (Curtis et al., 2019).

Limitazioni e strategie per migliorarne l’affidabilità

Come ogni metodo di valutazione, anche l’RPE è influenzato dalla soggettività: un “6” non significa lo stesso per tutti gli atleti. Per questo, nella mia esperienza personale ho scelto di aggiungere descrizioni testuali a ogni punteggio, per standardizzare meglio la percezione e ridurre la variabilità individuale. In questo modo l’RPE diventa più affidabile, soprattutto in contesti di squadra. (vedi immagine 01).

Tabella della scala di fatica percepita (RPE) da 0 a 10, con descrizioni qualitative per ogni livello di intensità.

Immagine 01

Questionario di Hooper

Origini del questionario di Hooper

Verso la fine degli anni ’90 Stephen L. Hooper introdusse un metodo semplice e non invasivo per valutare il recupero e il benessere quotidiano degli atleti. Accanto al questionario di Hooper, negli ultimi anni si è diffuso anche il cosiddetto Wellness Questionnaire, che valuta variabili simili come sonno, fatica, stress e umore.

Struttura e punteggio

Il questionario di Hooper prevede 4 domande su:

  • qualità del sonno
  • fatica percepita
  • stress
  • dolore muscolare (DOMS)

Ogni voce si valuta su una scala da 1 a 7 (1 = molto buono, 7 = molto scarso). Il punteggio totale è la somma dei valori: più alto è il numero, maggiore lo stato di affaticamento. ( vedi immagine 02)

Modulo digitale con quattro scale visive per il monitoraggio quotidiano di sonno, stress, fatica e dolore muscolare.

immagine 02

Validità e tempistiche

Numerosi studi hanno mostrato l’elevata correlazione con parametri fisiologici come la variabilità della frequenza cardiaca (Thorpe et al., 2016). In media, il giorno dopo la partita i valori peggiorano del 30–40%, per poi normalizzarsi durante la settimana.

Il questionario è utile se somministrato con regolarità, idealmente ogni giorno o nei giorni successivi agli allenamenti più intensi, per cogliere i trend di affaticamento e recupero.

Digitalizzazione e fattori soggettivi

Se in passato la raccolta avveniva su schede cartacee, oggi strumenti digitali (app, Google Form, piattaforme) rendono il processo rapido, riducendo errori e aumentando la compliance. Tuttavia, essendo strumenti soggettivi, riflettono anche fattori psicosociali come stress, motivazione o fatica mentale.

Tabella che classifica il livello di forma fisica in cinque categorie basate su punteggi numerici derivati da un questionario di valutazione.

Immagine 03

E’ importante sottolineare, ancora una volta, come la relazione con lo staff medico e con gli atleti è cruciale: empatia e trasparenza aumentano l’onestà e la qualità delle risposte, mentre mancanza di fiducia può ridurre la collaborazione (Haugaasen et al., 2021). Nel mio caso è stata utile una riunione preliminare con la squadra ad inizio anno per far capire come, l’efficacia e la costanza delle risposte possano aiutare sia l’area performance che quella sanitaria nella gestione e nella prevenzione di infortune.

Diario di allenamento

L’importanza del diario di allenamento

Oltre a RPE e questionari di benessere, trovo fondamentale mantenere un diario di allenamento.

Non è uno strumento scientificamente validato, ma rappresenta un utile registro per incrociare carico e recupero. Nel diario annoto sia i dati oggettivi (Session-RPE, questionari), sia osservazioni soggettive e note operative

Digitalizzazione e funzionalità

Oggi può essere facilmente digitalizzato tramite Excel, Google Sheets o app dedicate. Questi strumenti permettono di:

  • inserire quotidianamente RPE (vedi immagine 04 ) e questionari
  • calcolare automaticamente somme e medie
  • ottenere grafici e trend settimanali o mensili (vedi immagine 05 )
  • condividere rapidamente i dati con lo staff

In questo modo il diario diventa una vera e propria piattaforma gestionale a costo zero.

Tabella calendario per la programmazione dell’allenamento, con intensità e volume progressivi per ciascuna sessione.

Immagine 04

 

Tabella riepilogativa del carico di lavoro settimanale in un programma di allenamento, con valori numerici e codifica colore per intensità.

Immagine 05

Conclusioni

L’obiettivo di questo articolo era dimostrare che strumenti semplici possono fornire indicazioni preziose.

  • L’RPE è uno strumento valido, economico e facilmente applicabile.
  • Il questionario di Hooper, trattato sopra, ma anche il wellness questionnaire, sono sensibili e pratici per monitorare fatica e recupero.
  • Il diario di allenamento, pur non scientifico, è un utile strumento gestionale, da poter essere utilizzato non solo per il carico interno, ma anche nella programmazione e gestione del carico esterno attraverso l’indicazione di serie e rip, quindi nella classificazione dei volumi volti a raggiungere gli obiettivi prefissati.

Metodi a costo zero che non sostituiscono GPS o dispositivi avanzati, ma rappresentano una valida alternativa, se usati con costanza.

In definitiva, non serve tecnologia per prendersi cura del carico: conta la costanza, la qualità del dialogo con gli atleti e la capacità di trasformare strumenti semplici in decisioni intelligenti. È in questa prospettiva che il monitoraggio diventa un vero ponte tra scienza e campo.

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