La Fisiologia delle Fibre Muscolari: Classificazione e Adattamenti

Diagramma scientifico sulla classificazione delle fibre muscolari umane e sistema nervoso.
23 febbraio 2026

questo è lo stile La classificazione delle fibre muscolari è oggi oggetto di un dibattito scientifico molto aperto. Le continue scoperte nella biologia molecolare e nella fisiologia dell’esercizio stanno fornendo nuove basi interpretative per i professionisti del settore, ridefinendo ciò che sappiamo sulla risposta muscolare al carico fisico.

I criteri di classificazione delle fibre muscolari

Nonostante l’evoluzione degli studi, la letteratura scientifica identifica quattro elementi cardine per suddividere le tipologie di fibre muscolari:

  • Colorazione: la distinzione visiva tra fibre rosse e bianche, determinata dalla loro attività metabolica e vascolarizzazione.
  • Velocità di contrazione: la ripartizione in fibre lente, veloci (o rapide) e miste.
  • Substrati energetici: l’utilizzo di specifiche sostanze glicolitiche per la contrazione, che ne definisce la tipicizzazione metabolica.
  • Corredo enzimatico: la presenza di specifici acceleratori delle reazioni metaboliche che influenzano la nutrizione e l’utilizzo della fibra stessa.

Adattamento e Plasticità: il cambiamento indotto dall’esercizio

L’esercizio fisico costante provoca un’alterazione nella composizione della capacità contrattile delle fibre. È fondamentale distinguere tra il cambiamento strutturale della fibra e il concetto di plasticità.

Mentre il muscolo modifica la propria struttura in base ai carichi di lavoro, la plasticità vera e propria riguarda l’area nervosa di trasmissione dell’impulso. Essa è l’abilità del Sistema Nervoso (SN) di generare percorsi funzionali in base allo stimolo (ad esempio, il numero di ripetizioni di un gesto), ai quali la struttura muscolare si adatta grazie a specifiche caratteristiche:

  • Fisiche: legate alla massa proteica e alle proteine contrattili.
  • Metaboliche: relative alla capacità di potenziare o ridurre la capacità contrattile.

Le Fibre Rosse e l’adattamento aerobico

Un esempio tipico di adattamento è il protocollo di carattere aerobico. Sottoponendo un soggetto a un carico incrementale di corsa per un lungo periodo, si stimola l’attività delle fibre muscolari rosse.

Queste fibre sono caratterizzate da:

  • Alta vascolarizzazione: necessaria per un costante apporto di ossigeno.
  • Metabolismo ossidativo: la degradazione e ricostruzione delle proteine avviene in presenza di ossigeno.
  • Resistenza: una contrazione con tempi lunghi che richiede molecole nutritive a scissione lenta.

È interessante notare come l’allenamento di resistenza possa indurre le fibre bianche (rapide e glicolitiche) a trasformarsi, acquisendo caratteristiche tipiche delle fibre “rosse” per sopportare volumi di lavoro superiori.

Fibre Bianche e componente genetica

A differenza della componente aerobica, più facilmente adattabile, la prevalenza di fibre bianche è strettamente legata a fattori genetici. Le fibre bianche utilizzano un meccanismo di tipo non ossidativo (anaerobico) per la contrazione.

L’atleta di potenza o il velocista possiede un’elevata percentuale di queste fibre, che gli permettono di tollerare livelli eccezionali di lattato ematico prodotto durante gli sforzi esplosivi.

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