E’ stato recentemente pubblicato un articolo scientifico che sta raccogliendo molta attenzione a livello internazionale riferito alla morte di una donna a causa di un integratore alimentare Herbalife. Molto spesso ci viene richiesto se sia possibile morire a causa di un integratore alimentare, oggi dobbiamo purtroppo rispondere affermativamente. In questo articolo ci atterremo a considerare i fatti e gli articoli scientifici che sono stati pubblicati.

Una donna indiana di 24 anni è deceduta nella regione del Kerala, dopo aver assunto per circa 2 mesi 3 tipologie di integratori prodotti dal colosso Herbalife. La giovane era affetta da ipotiroidismo, una sindrome dovuta ad una insufficiente azione degli ormoni tiroidei a livello dei vari tessuti.

Un gruppo di ricercatori del The Cochin Gastroenterology Group e del Ernakulam Medical Centre hanno condotto uno studio su alcuni integratori Herbalife e hanno scoperto che all’interno vi erano metalli pesanti, composti tossici, tracce di sostanze psicotrope e batteri altamente patogeni.

Herbalife ha prontamente smentito questi risultati, inviando in replica le analisi condotte dalla Federazione delle Indie Camera di Commercio e Industria (FICCI) Research and Analysis Centre (FRAC), centro di ricerca e analisi indipendente che aderisce a tutti gli standard indiani e internazionali, tra cui ISO / IEC17025.

Herbalife

Herbalife è una delle aziende di prodotti dimagranti e integratori più famose al mondo. Herbalife è una delle più note aziende distributrici di prodotti dimagranti a livello internazionale, che si propone come guida per uno stile alimentare rivoluzionario, promettendo l’ottenimento di grandi risultati in termini di perdita di peso.

Herbalife è nata negli Stati Uniti nel 1980 e ad oggi conta un fatturato medio annuale che superiore ai 4 miliardi di dollari. I prodotti dell’azienda americana non si trovano nei negozi, in quanto Herbalife adotta un sistema di distribuzione noto con il nome di marketing multi-livello. I prodotti possono infatti essere acquistati solo dai distributori indipendenti dell’azienda che, però, non sono medici ma semplici venditori. Chiunque può diventare un distributore o un Health Coach di Herbalife.

Le accuse contro Herbalife

La giovane 24enne è morta mentre era in attesa del trapianto a causa di un’encefalopatia epatica. La ragazza inizialmente ha accusato perdita di appetito e dopo circa una settimana le è stato diagnosticato un ittero. L’ittero è il colore giallastro della cute e degli occhi dovuto alla bilirubina, una sostanza gialla, appunto, che viene prodotta dal fegato durante la naturale decomposizione dell’emoglobina (i globuli rossi che trasportano l’ossigeno nel sangue) e indica malfunzionamento epatico.

A peggiorare la situazione, sono sorte delle lesioni al fegato talmente gravi da farla trasferire con urgenza a un centro trapianti, ma la ragazza è morta prima del trapianto. Quando la donna è stata portata in ospedale si trovava affetta da encefalopatia epatica al terzo grado. L’encefalopatia epatica – chiamata anche encefalopatia porto-sistemica – è una sindrome neurologica caratterizzata da alterazioni della coscienza, della personalità e della funzione neuro-muscolare conseguenti all’immissione in circolo di sostanze “tossiche” di natura azotata (principalmente l’ammonio) che provengono dall’intestino e che a causa della ridotta funzione epatica non vengono metabolizzate ed eliminate dal fegato.

Il decesso della donna indiana è stato ricollegato da un team di ricercatori al fatto che la ragazza, nel periodo antecedente alla diagnosi di ittero aveva assunto per 2 mesi 3 tipi diversi di integratori prodotti da Herbalife. Il gruppo di scienziati del The Cochin Gastroenterology Group, Ernakulam Medical Centre indiano ha prodotto uno studio dal titoloSlimming to the Death: Herbalife®-Associated Fatal Acute Liver Failure-Heavy Metals, Toxic Compounds, Bacterial Contaminants and Psychotropic Agents in Products Sold in India.

Una donna 24 anni è deceduta nella regione del Kerala, dopo aver assunto per circa 2 mesi 3 tipologie di integratori prodotti dal colosso Herbalife.

Questo studio, pubblicato su PublMed, si basa sulle analisi effettuate su un prodotto reperito dallo stesso venditore dove la ragazza aveva acquistato i 3 integratori che ha assunto per 2 mesi prima di morire e altri 8 prodotti reperiti da internet, tutti di Herbalife. Gli scienziati hanno condotto analisi di metalli pesanti, tossicologia e studi di contaminazione batterica.

 I risultati cui sono giunti i ricercatori potrebbero gettare ombre su Herbalife:
“Abbiamo trovato alti livelli di metalli pesanti in tutte le formulazioni Herbalife e composti tossici non indicati, incluse tracce di agente psicotropico nel 75% dei campioni – spiegano i ricercatori. Nell’analisi microbica, si sono rivelate diverse comunità batteriche, tra cui specie altamente patogene”.

In particolare, i risultati delle loro analisi metterebbero in evidenza la presenza di sostanze molto nocive per il fegato, il che potrebbe creare una correlazione con la morte della giovane:
Abbiamo rilevato agenti batterici (Proteobacteria e Cyanobattería) con il potenziale di causare lesioni epatiche nel 63% dei casi campioni analizzati, compresi generi pericolosi come Escherichia, Klebsiella, Acinetobacter e Streptococcus. Questo livello di rilevamento microbico non è accettabile che sia presente negli integratori alimentari e rappresenta una seria minaccia per la salute pubblica che potrebbe portare a gravi danni agli organi dopo un uso ripetuto e a lungo termine“.

Herbalife replica alle accuse

Il colosso mondiale della nutrizione, che si sta espandendo in modo particolare in India – che potrebbe diventare presto il mercato principale di Herbalife – ha inviato i certificati relativi alla sicurezza alimentare dei suoi prodotti.

Herbalife ha infatti subito smentito i risultati dello studio indiano e inviato in replica le analisi condotte dalla Federazione delle Indie Camera di Commercio e Industria (FICCI) Research and Analysis Centre (FRAC), centro di ricerca e analisi indipendente che aderisce a tutti gli standard indiani e internazionali, tra cui ISO / IEC17025. (clicca qui per il documento completo)

Da questi dati si evince, al contrario dello studio sopra menzionato, che i prodotti sono completamente sicuri e in linea con tutti i principali standard. L’azienda ha rimandato al mittente tutte le accuse e non concorda sui dati raccolti.

Una donna 24 anni è deceduta nella regione del Kerala, dopo aver assunto per circa 2 mesi 3 tipologie di integratori prodotti dal colosso Herbalife.

Ogni giorno, milioni di consumatori in tutto il mondo utilizzano in tutta sicurezza prodotti Herbalife Nutrition e noi sosteniamo la qualità e la sicurezza dei nostri prodotti. Tutti i nostri prodotti e le procedure di produzione sono conformi alle normative governative vigenti in ciascuno dei 94 mercati in cui i nostri prodotti sono venduti e nessuna epatotossina è stata mai riscontrata nei nostri prodotti”.

Secondo Herbalife, i risultati dello studio prodotto dopo la morte della 24enne non corrispondono alla realtà. Il colosso si è così espresso in merito: “Oltre al nostro robusto programma di test di routine in India, abbiamo chiesto a un laboratorio indipendente e certificato dal governo di testare i prodotti menzionati nel recente articolo e i risultati confermano che i prodotti sono completamente sicuri e conformi a tutte le normative di sicurezza del governo indiano“.