Mental Training: che cosa è?

Di:   RobertoBenis  |  28 Dicembre 2020

Un particolare ambito della psicologia dello sport che riguarda il lavoro con gli atleti è la preparazione mentale o Mental Training (allenamento mentale), altamente personalizzato, composto da diverse tecniche selezionate in base alla specificità della singola disciplina sportiva, agli obiettivi da raggiungere, all’età e al profilo di personalità dell’atleta.

Psicologia dello Sport

La Psicologia dello Sport è una scienza dello sport che studia il comportamento umano legato all’attività sportiva, in relazione alla personalità, alla motivazione, alla capacità di concentrazione, ai fattori emotivi e alle dinamiche di gruppo nelle prove collettive. In tal senso, si rivolge a tutti i protagonisti del mondo dello sport: Atleti dai settori giovanili all’alto agonismo; tecnici e dirigenti sportivi; genitori e famiglie di ragazzi che praticano sport.

 mental training

La preparazione mentale si va quindi sempre più inserendo nella preparazione globale dell’atleta affiancando la preparazione fisica , tecnica e tattica.

Le abilità mentali, non diversamente da quelle tecniche, tattiche e atletiche possono essere sviluppate, migliorate e allenate attraverso interventi di Mental Training.

Funzioni del Mental Training

Un intervento di Mental Training può ricoprire diverse funzioni:

  • Ottimizzazione della prestazione, rinforzo della self-efficacy.
  • Automatizzazione delle strategie di gara.
  • Valutazione degli aspetti della prestazione.
  • Apprendimento dei particolari della tecnica.
  • Controllo di fatica e dolore.
  • Gestione dell’arousal e dello stress agonistico.
  • Incremento delle abilità attentive e di concentrazione.
  • Rafforzamento della motivazione intrinseca e l’analisi e il miglioramento vissuto emotivo legato allo sport.

Fasi del Mental Training

Un percorso di mental training si può articolare in diverse fasi e ha come strumenti operativi:

  • Goal setting: strategia cognitiva mediante la quale si stabiliscono priorità e obiettivi a breve, medio e lungo termine così da influenzare il comportamento, la performance e i significati attribuiti dall’individuo alla realtà.
  • Self-Talk: dialogo interno finalizzato ad incrementare il controllo del comportamento e a trasformare i pensieri negativi in positivi così da puntare su questi ultimi.
  • Tecniche di concentrazione: strategie per orientare gli organi sensoriali e il sistema nervoso centrale nella direzione richiesta dal compito modulando il focus attentivo dell’atleta.
  • Tecniche di rilassamento: insieme di tecniche di monitoraggio e controllo del livello di attivazione che prevedono il raggiungimento di un livello profondo di abbandono e distensione che incide sulla realtà sensoriale.
  • Training Propriocettivo: insieme di tecniche volte a lavorare sulla consapevolezza del corpo, la sua posizione e le sue possibilità motorie nello spazio, integrando le informazioni provenienti dai diversi sistemi sensoriali, potenziando così la sensibilità percettiva e la capacità di «ascoltare il movimento».
  • Visualizzazione o Imagery: rievocazione di immagini mentali, in assenza della stimolazione sensoriale di riferimento, finalizzate al miglioramento della prestazione e del gesto tecnico, alla riduzione di ansia, stress e dolore, all’incremento di self-confidence e motivazione.
  • Allenamento ideomotorio: ripetizione immaginativa di specifiche sequenze tecniche necessarie nella programmazione delle azioni motorie al fine di potenziare l’apprendimento e l’esecuzione del gesto tecnico.