Il controverso caso che ha suscitato l’ultimo articolo, nel quale ho esposto la necessità di una reazione d’intraprendenza da parte di chi ha realmente il desiderio di partecipare al cambiamento delle Scienze Motorie e definirsi un Professionista in tale ambito, ha fatto tremare le dita a molti che non hanno resistito: Alcuni mi hanno scritto privatamente ringraziando per aver espresso ciò che hanno sempre pensato, altri sono stati decisamente meno cordiali.
Poi, la curiosa circostanza di un utente che ha richiesto di partecipare al Summit pur non essendo in possesso di una laurea in Scienze Motorie, ha reso la discussione molto interessante.

L’esito della risposta è stata naturalmente positiva: al Summit Scienze Motorie possono accedere persone che non sono laureate in Scienze Motorie.
La curiosità nasce dal motivo per cui, un manipolo estremista di Dottori in Scienze Motorie, vive con grande frustrazione il pensiero che permettere a un non laureato SM di ascoltare e magari apprendere i rivoluzionari concetti che saranno presentati al Summit, sia oltraggioso.
Prima di procedere nel ragionamento che mi ha turbato tutto il week-end, preciso che la percentuale di NON SM nella prima edizione del Summit svolta a Roma nel 2015, è stata inferiore all’1%.
Ma vediamo per quale motivo un Professionista delle SM potrebbe dormire sonni tranquilli anche al pensiero che accanto a sé sieda un “Diverso”.

1) L’impertinente idea di diffondere il valore e il potenziale d’azione delle SM nella comunità, richiede una necessaria implicazione di tutti i soggetti coinvolti nel processo.

Uno dei punti che da anni mi ostino a veicolare a imprenditori e liberi professionisti che si cimentano in qualsiasi attività, è condividere il proprio campo d’intervento oltre che le proprie competenze. Faccio un esempio; se, in qualità di preparatore fisico, non ho la minima idea di cosa faccia un Osteopata, difficilmente indirizzerò i miei clienti verso di lui, quando invece una collaborazione consapevole potrebbe aiutarmi a migliorare ulteriormente la salute dei miei clienti e la qualità del servizio e viceversa. Un allenatore che non ha mai collaborato con un laureato in Scienze Motorie, ma affida i suoi giocatori nelle mani di un improvvisato che nel dopolavoro allena la squadra dilettantistica, non capirà mai la differenza e continuerà a lavorare come pensa che sia giusto, sulla base delle proprie conoscenze.
PENSIERO NUMERO 1: coinvolgiamo allenatori, dirigenti sportivi e imprenditori nel mondo dello sport e del benessere ad approfondire cosa siano le SM, perché spesso sono fautori del tuo destino professionale. Quando scopri che un allenatore ha solo una vaga idea di cosa siano le SM, vorresti che fosse stato presente mentre Pietro Enrico di Prampero spiegava quanto è profonda la tana del bianconiglio della fisiologia dell’esercizio fisico.
PENSIERO NUMERO 2: Più persone parleranno di Scienze Motorie, maggiore sarà l’interesse che le persone avranno per le Scienze Motorie. Ad oggi, “Scienze Motorie” (o peggio ancora Chinesiologo) sono termini sconosciuti alla maggior parte degli individui, che cercano un “personal trainer”, un “preparatore fisico”, un “Prof.”, un “allenatore”.

2) IL RAGAZZO DI 19 ANNI CHE SIEDE ACCANTO A TE, DOMANI SARA’ PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI.

Dopo aver certificato oltre 15.000 persone in vari corsi di formazione e aver incontrato soggetti che hanno sterzato radicalmente le proprie scelte di vita e i propri obiettivi (anche laureandosi in SM a 40anni) ho l’assurda certezza di NON poter giudicare una persona che si avvicina a un nuovo ambito di studio e di crescita. Ho personalmente seguito corsi di agopuntura, dissezione anatomica, osteopatia, shiatsu, tuinà, chirurgia, nutrizione, psicologia clinica, naturopatia, mediazione civile, negoziazione e cucina molecolare, con la volontà di migliorare professionalmente e individuare nuovi interessanti ambiti di studio. Ma quando i Podologi, scalzi nella sala meeting di un hotel, mi preclusero l’ingresso, ebbi la sensazione che stavano facendo qualcosa di sbagliato. Probabilmente avrei dovuto fare come Luca Russo e prendere la terza laurea in Podologia per diventare un grande Podologo, ma in quel momento mi rassegnai, per riprendere l’argomento proprio con il Dott.Russo anni dopo e portare a termine il libro di Esercizio Correttivo, oggi adottato da molte università di Scienze Motorie e riferimento per migliaia di professionisti.
– Uomo: Aspetti un momento, ragazzo. Lei vuole dirmi che è il
proprietario della Bubba-Gump Gamberi Corporation?
– Forrest: Sì, signore. Abbiamo più soldi di Davy Crockett.
– Uomo: Oh! Ahahahah! Accidenti! Ne ho sentite di balle in vita vita,
ma questa le batte tutte. ahahaha eravamo seduti vicino ad un
miliardario. ahahaha!
PENSIERO NUMERO 3: “Generosità e intelligenza stanno nel dare più di quello che puoi e l’orgoglio sta nel prendere meno di ciò di cui hai bisogno.” (Khalil Gibran, modificata)
Eddy Down è uno dei più noti preparatori fisici al mondo, ha seguito alcuni dei migliori giocatori NBA, NFL, MLB ed è spesso chiamato a parlare di preparazione fisica nei college, pur non avendo un titolo universitario. La prima volta che lo incontrai, fui abbagliato dalla sua preparazione tecnica e dal suo grado di apertura e disponibilità. I suoi insegnamenti hanno tutt’oggi per me un valore inestimabile sia tecnicamente che umanamente.

3)L’ILLUSIONE DELL’ÉLITE

AUTOREVOLE: Che gode di stima e credito notevole, che ispira riverente fiducia.
AUTORITARIO: Che impone con intransigente fermezza la propria volontà o tende ad una esagerata affermazione della propria autorità.
Il sacrificio dovuto a prendere una laurea in scienze motorie e il mancato riconoscimento della figura professionale, è spesso motivo, per alcuni, di un’esagerata reazione a convincersi di dover delimitare l’avvicinamento di altri professionisti a un ambito professionale sconfinato. Tuttavia, pensare di vietare ad allenatori, body builder, istruttori di danza, aerobica, yoga, pilates, massaggiatori, Osteopati, fisioterapisti e medici dello sport… di indicare quali esercizi eseguire ai propri clienti per il benessere e la performance, sarebbe come cercare di vietare il mestiere più antico del mondo: pura illusione.
Il lavoro di un dott. in Scienze Motorie, richiede la particolare dote di osservare, ascoltare e capire come si svolge un determinato sport, gesto atletico, atto motorio e attraverso le proprie conoscenze identificare la migliore ergonomia sia nel gesto, che nel percorso verso il miglioramento e supportare la persona contribuendo con il proprio valore.
La marcata differenza tra un mediocre e un Professionista, si manifesta quando il primo, antepone la laurea a reali competenze in materia, e così vediamo improvvisati laureati in scienze motorie, sostenere di essere in grado di preparare atleti del Sumo, Hockey su ghiaccio, Football, Attività Subacquee… senza alcuna conoscenza specifica, ma perché detentori di una laurea.
PENSIERO NUMERO 4: “Siamo tutti apprendisti in un mestiere dove non si diventa mai maestri.” (Ernest Hemingway)
PENSIERO NUMERO 5: Distinguiamoci per la capacità di accogliere le idee di persone che si muovono e fanno sport con o senza la guida di un laureato in SM, rendendo Autorevole il nostro ruolo.

In ultima analisi, l’azione volta a una crescita rapida e positiva per tutto il settore delle Scienze Motorie e per ogni singolo Professionista, consiste nell’evitare di focalizzarsi sulla costruzione di argini che non sono possibili, ma imparare a instaurare un dialogo diretto con gli utenti e i collaboratori, dando loro modo di riconoscere le qualità e il valore di un Professionista delle SM.
La diffusione del sapere è la migliore strategia per coloro che hanno stoffa, ricordando Karl Kraus: “Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l’aspetto di giganti”.

Molti continueranno a nascondersi dietro il dito della mancanza di un riconoscimento, per poter giustificare la propria inadeguatezza in un settore così importante e complesso come le SM.

Per tutti gli altri ci vediamo al Summit Scienze Motorie il 05 Novembre a Milano.

www.scienzemotorie.com/summit2016