Il broomball (letteralmente “palla-scopa”) è uno sport di squadra giocato su una superficie ghiacciata dove le due squadre composte da sei giocatori ciascuna, utilizzando una speciale scopa, si affrontano cercando di segnare il punto nella porta avversaria. Gli incontri durano due tempi di 20 minuti ciascuno. Chiamato in alternativa “scopone” dai poco avvezzi ai termini inglesi.

I giocatori oltre alla scopa sono dotati di parastinchi e altre protezioni idonee a ridurre i danni dalle inevitabili cadute sulla superficie dura del campo. In particolar modo le scarpe, che sostituiscono i pattini dell’Hockey, devono garantire una buona presa per gli scatti e le frenate. L’abilità dei giocatori sta nel trovare l’equilibrio sul ghiaccio.

STORIA

La patria del broomball fu il Canada dove oggi conta ben 12.000 club ed è considerato sport nazionale. Si diffuse in seguito negli Stati Uniti, in Australia, in Giappone e anche nel Vecchio Continente, dove oggi è praticato Svizzera, in Scandinavia ed anche in Italia nelle regioni dove il clima lo permette nei mesi invernali ovvero Trentino-Alto Adige, dove ha sede il Comitato Italiano Broomball, il Veneto (Belluno ed Auronzo) e il Piemonte (Val Pellice). La storia di questo sport vuole che alcuni canadesi, intenti a preparare un campo ghiacciato per il già diffuso hockey su ghiaccio, iniziarono a giocare fra loro con dei mezzi di fortuna, palla e scopa appunto, coinvolgendo pure alcune gentildonne. Forse ispirato da antichi giochi indiani, come il Lacrosse, nacquero le prime regole proprie che si diversificarono dall’hockey e divenne vera e propria disciplina a sé. Seguì di pari passo l’evoluzione degli attrezzi per il gioco.

Per poter colpire la palla con forza e precisione, essa venne modificata. Dapprima si iniziò con il tagliare la paglia e legarla assieme con dello spago. Poi si provò ad indurire la superficie di attrito immergendo le scope nell’acqua e lasciandole gelare, per migliorare la precisione del tiro. Il mercato odierno offre specifiche cosiddette “scope” in fibra di carbonio e titanio, che non hanno più nulla in comune con le scope originarie.

IL REGOLAMENTO

Le regole richiamano in larga misura il gioco dell’hockey ma con alcune differenze che ne esaltano l’originalità. Ad esempio, la continua ricerca dell’equilibrio migliore possibile e quindi dell’assetto più efficace del corpo è senz’altro una delle abilità più sollecitate in questo sport; la superficie ghiacciata tende a richiedere una costante riorganizzazione del proprio corpo e del movimento attraverso un preciso controllo posturale. Questo implica uno sforzo e una sollecitazione continua specialmente di alcuni distretti muscolari: la muscolatura adduttoria delle cosce e la muscolatura addominale e lombare. Oltre a questo nell’allenamento devono essere curati tutti gli aspetti coordinativi e andranno allenate tutte le capacità condizionali legate alla forza, alla velocità, alla reattività e alla resistenza.

Le dimensioni regolamentari del campo di gioco, detta pista ghiacciata, devono essere comprese tra 56m e 61m di lunghezza e tra 26m e 30m di larghezza. L’altezza interna della porta deve essere di 1,50m misurata dalla superficie del ghiaccio alla parte inferiore della traversa. La distanza interna tra i 2 pali deve essere di 2,10m.