Con le competizioni infrasettimanali molte squadre giocano due partite a distanza di circa tre giorni. In questo scenario il preparatore non ha spazio per sviluppare qualità: deve far arrivare il gruppo alla seconda gara nelle migliori condizioni possibili. Questo articolo propone una struttura dei giorni intermedi e i contenuti di una seduta di mantenimento, distinguendo tra chi ha giocato e chi no.
Lo scenario: cosa succede in 72 ore
Con circa 72 ore tra due partite (ad esempio domenica e mercoledì) la sequenza tipica è:
- MD (match day, giorno gara): gara 1.
- MD+1: giorno dopo la gara, spesso dedicato al recupero.
- MD+2 / MD-1: unica seduta "piena" possibile, che è anche il giorno prima della gara 2.
- MD: gara 2.
In pratica non esiste una seduta di carico. Il recupero dei marcatori di fatica dopo una partita (soggettivi, neuromuscolari, biochimici) segue tempi diversi a seconda dell'indicatore e dell'atleta: le finestre temporali precise non vanno generalizzate. Ciò che conta, sul campo, è che alcuni giocatori non saranno completamente recuperati alla seconda gara. L'obiettivo è ridurre la fatica residua, non aggiungerne.
Tre gruppi, tre esigenze

Figura 1. Tasso di infortunio con una partita a settimana (4,1 ogni 1000 ore) e con due (25,6 ogni 1000 ore). Dupont e colleghi, 2010. Nello stesso studio la distanza di gara, anche ad alta intensità e in sprint, non cambiava in modo significativo. Non è una norma per ogni squadra.
Titolari (o giocatori con molti minuti)
Priorità: recupero e mantenimento della freschezza neuromuscolare. Il loro carico è stato dato dalla partita.
Subentrati
Situazione intermedia. Hanno ricevuto uno stimolo di gara parziale, spesso ad alta intensità ma breve. Possono richiedere una piccola integrazione.
Non utilizzati
Rischiano di accumulare giorni senza stimoli ad alta intensità. Se il ciclo di partite ravvicinate dura più settimane, la perdita di esposizione a sprint e azioni intense diventa un problema concreto, sia per la prestazione sia per la tolleranza al carico quando torneranno a giocare.
MD+1: recupero e compensazione
Titolari
- Seduta breve, a bassa intensità: mobilità, attivazione leggera, eventualmente bici o corsa a bassa velocità.
- Lavoro tecnico semplice e senza contrasti, se lo staff lo ritiene utile.
- Strategie di recupero gestite con lo staff sanitario e nutrizionale (sonno, alimentazione, idratazione).
Non utilizzati e subentrati con pochi minuti
Seduta di compensazione, che tenta di riprodurre in parte lo stimolo della partita:
- Possessi o partite a campo ridotto, ad alta intensità.
- Esposizione allo sprint su distanze adeguate, con recuperi completi.
- Eventuale breve richiamo di forza, se la seduta successiva lo consente.
Nel turnaround a 72 ore la compensazione deve essere più contenuta rispetto a una settimana tipo: anche i non utilizzati potrebbero giocare la gara 2, e non devono arrivarci affaticati.
MD+2 (MD-1): la seduta di mantenimento
È la seduta chiave. Ha un doppio obiettivo: mantenere la qualità neuromuscolare e preparare tatticamente la gara successiva, con un carico complessivo basso.
1. Preparazione (15 minuti circa)
- Mobilità dinamica di anche, caviglie e colonna.
- Attivazione di glutei, posteriori della coscia, adduttori e tronco.
- Andature progressive.
2. Stimolo neuromuscolare breve (5–10 minuti)
- Pochi salti a basso volume e alta qualità.
- Accelerazioni brevi e cambi di direzione a intensità crescente.
- Pochi sprint brevi con recupero completo, per mantenere la "sensazione" di velocità.
Il volume deve essere minimo: l'obiettivo è attivare, non affaticare. Se l'atleta mostra segni evidenti di fatica, questo blocco si riduce o si elimina.
3. Contenuti tecnico-tattici (25–35 minuti)
- Lavoro tattico a bassa intensità: posizionamento, principi di gioco, preparazione specifica sull'avversario.
- Palle inattive offensive e difensive.
- Possessi brevi a bassa densità, con regole che limitano contrasti e accelerazioni ripetute.
4. Chiusura
- Defaticamento breve e mobilità.
- Indicazioni individuali su sonno, alimentazione e idratazione, coordinate con lo staff competente.
Cosa evitare
- Sedute lunghe di analisi tattica in piedi, che aumentano il tempo sul campo senza beneficio.
- Lavoro di forza ad alto volume o con carichi elevati.
- Esercitazioni con molti cambi di direzione e decelerazioni ripetute.
- Nuovi esercizi o stimoli mai proposti prima.
Monitoraggio: decidere su dati semplici
- Questionario di benessere (sonno, dolenzia, fatica, umore) ogni mattina.
- Salto con contromovimento, se disponibile, confrontato con i valori abituali del singolo.
- Carico esterno della gara 1 (minuti giocati, distanze ad alta velocità, accelerazioni) da GPS o tracking.
- RPE di seduta (sforzo percepito moltiplicato per la durata) e della partita.
- Comunicazione diretta con il giocatore e con lo staff sanitario.
Nessuno di questi strumenti va usato come soglia automatica. La decisione di ridurre la seduta o di risparmiare un giocatore resta un confronto tra preparatore, allenatore e staff medico.
Quando i turnaround si ripetono
Un singolo turnaround a 72 ore si gestisce. Più turnaround consecutivi pongono un problema diverso: il carico cronico si mantiene con le partite, ma la forza e lo sprint possono calare per assenza di stimoli dedicati. In questi periodi conviene:
- Inserire brevi richiami di forza a basso volume, lontano dalla gara successiva quando possibile.
- Garantire esposizione regolare allo sprint, anche ai titolari, nelle sedute di attivazione.
- Pianificare la rotazione dei giocatori insieme all'allenatore.
Takeaway pratici
- Nel turnaround a 72 ore non c'è spazio per una seduta di carico.
- Distinguere titolari, subentrati e non utilizzati fin da MD+1.
- La compensazione dei non utilizzati deve essere più contenuta del solito.
- La seduta MD-1 unisce brevi stimoli neuromuscolari e lavoro tattico a basso carico.
- Monitoraggio semplice, decisioni condivise, nessuna soglia automatica.
FAQ
I titolari devono allenarsi il giorno dopo la gara?
Dipende dal contesto. Una seduta breve a bassa intensità è comune, ma alcuni staff preferiscono il riposo completo. La scelta va fatta in base allo stato del giocatore e all'organizzazione della squadra.
Lo sprint nel giorno prima della gara affatica?
Pochi sprint brevi con recupero completo hanno un costo contenuto e mantengono la qualità neuromuscolare. Il volume va adattato alla fatica del singolo.
Come gestire chi non gioca da più turni?
Con sedute di compensazione regolari e, quando il calendario lo permette, con richiami di forza e sprint. È utile programmare questi stimoli con anticipo, non solo reagire al calendario.
Disclaimer
Questo contenuto ha finalità esclusivamente educative e divulgative per professionisti del movimento. Non costituisce prescrizione medica né sostituisce la valutazione di un medico o di un fisioterapista. Le strategie di recupero, nutrizione e gestione del dolore vanno definite con professionisti sanitari qualificati.
