La forza di presa della mano (handgrip strength) è uno dei test più semplici da inserire nella valutazione iniziale di un gruppo di ginnastica per anziani. Richiede un dinamometro, pochi minuti e nessuno spazio dedicato. Proprio per questa semplicità rischia però di essere usato male: come "diagnosi" di sarcopenia, come misura della forza globale o come numero isolato senza contesto.
Questo articolo chiarisce che cosa il test può dire al chinesiologo, come standardizzarlo e come leggere le soglie in modo prudente, distinguendo il piano funzionale da quello clinico.
Perché la forza di presa è informativa
La forza di presa è considerata in letteratura un indicatore della forza muscolare generale ed è associata a esiti di salute nella popolazione anziana. È importante usare il termine associata: un valore basso non spiega da solo perché una persona sia fragile, ma segnala che vale la pena approfondire. Le stime quantitative di queste associazioni (per esempio rischio di disabilità o mortalità) richiedono la citazione di studi specifici e non vanno riportate a memoria nei materiali per i partecipanti.
Per il chinesiologo il valore pratico è triplice:
- stratificare il gruppo all'ingresso;
- monitorare nel tempo l'effetto del programma;
- individuare valori o andamenti che suggeriscono un confronto con il medico.
Protocollo: la standardizzazione conta più del numero
Il confronto tra misure ha senso solo se le condizioni sono ripetibili. Elementi da fissare e annotare:
Strumento
Usare sempre lo stesso modello di dinamometro, possibilmente idraulico o elettronico validato, con impugnatura regolata in modo coerente (molti protocolli usano la seconda posizione; va annotata quella scelta). La taratura periodica secondo le indicazioni del produttore è parte del protocollo.
Posizione
Un protocollo diffuso prevede: soggetto seduto, spalla addotta, gomito flesso a circa 90°, avambraccio in posizione neutra, polso in leggera estensione. Esistono varianti in piedi o con gomito esteso: l'importante è sceglierne una e mantenerla. Tra i protocolli pubblicati ci sono, per esempio, quello dell'American Society of Hand Therapists e il protocollo Southampton.
Esecuzione

Figura 1. Soglie orientative di handgrip (cut-off), non medie di campione: 16 kg nelle donne e 27 kg negli uomini. Dodds 2014 li indica come equivalenti a un T-score di -2,5; Cruz-Jentoft 2019 (EWGSOP2) stampa <27 kg negli uomini e <16 kg nelle donne. Non è una diagnosi e non è una regola che obbliga il chinesiologo a inviare: l'invio al medico resta un limite pratico.
- consegna verbale standardizzata ("stringa il più forte possibile");
- incoraggiamento sempre uguale, o nessuno;
- più prove per mano con pausa tra una e l'altra;
- registrazione del valore massimo o della media, secondo il criterio scelto e dichiarato;
- annotazione della mano dominante.
Soglie orientative: come usarle
Il riferimento più citato in ambito europeo è il consenso EWGSOP2 sulla sarcopenia, che indica come soglie di bassa forza di presa valori inferiori a 27 kg negli uomini e 16 kg nelle donne. Altri gruppi di lavoro e altre popolazioni utilizzano soglie diverse, talvolta corrette per sesso, età, altezza o indice di massa corporea.
Tre precisazioni sono fondamentali per il chinesiologo:
- Una soglia non è una diagnosi. Nel modello EWGSOP2 la bassa forza rende la sarcopenia "probabile", ma la conferma richiede valutazioni della quantità o qualità muscolare e della performance, che spettano all'ambito clinico.
- Le soglie sono popolazionali. Una persona alta e robusta può essere sopra soglia ma molto al di sotto del proprio standard; una persona minuta può essere sotto soglia senza limitazioni funzionali rilevanti.
- L'andamento conta quanto il valore assoluto. Un calo marcato tra due misurazioni, a parità di protocollo, può essere più significativo di un singolo valore basso. Quale entità di calo sia clinicamente rilevante dipende dalla variabilità di misura (errore standard di misura, minima differenza rilevabile).
Lettura integrata
Il dato di presa andrebbe sempre affiancato ad almeno un test degli arti inferiori, come il chair stand test o la velocità del cammino. Una forza di presa bassa con performance degli arti inferiori conservata suggerisce una lettura diversa rispetto a un quadro in cui entrambi i parametri sono ridotti.
Fattori che alterano la misura
Prima di interpretare un valore basso conviene escludere cause locali o contingenti:
- dolore o artrosi delle mani, rizoartrosi, esiti di fratture del polso;
- sindrome del tunnel carpale o parestesie;
- scarsa comprensione della consegna o timore di farsi male;
- affaticamento, malattia intercorrente recente, ricovero recente;
- impugnatura non adeguata alla dimensione della mano.
In questi casi il test può sottostimare la forza reale e va annotato come non pienamente attendibile.
Quando inviare al medico
Il chinesiologo non interpreta il test in senso diagnostico, ma ha la responsabilità di segnalare. È opportuno suggerire una valutazione medica quando:
- il valore è sotto la soglia orientativa e si associano perdita di peso non intenzionale, stanchezza marcata o riduzione evidente dell'autonomia;
- si osserva un calo rapido tra due misurazioni non spiegato da fattori contingenti;
- compare una marcata asimmetria nuova tra le due mani, soprattutto se accompagnata da formicolii, perdita di sensibilità o difficoltà nei movimenti fini;
- la presa provoca dolore significativo, gonfiore o deformità articolari;
- sono presenti sintomi neurologici improvvisi (debolezza di un lato, difficoltà nel parlare): in questo caso si tratta di un'urgenza e va attivato il soccorso.
La comunicazione con il partecipante deve essere chiara ma non allarmistica: il messaggio è che il dato merita un approfondimento, non che esiste una malattia.
Dal test al programma
Un valore basso di presa non significa che si debba allenare soprattutto la presa. Il dato orienta la programmazione verso un lavoro di forza generale, progressivo e ben dosato, con particolare attenzione agli arti inferiori e alle attività funzionali. Esercizi di presa (palline, elastici, sollevamento di oggetti quotidiani) possono essere un complemento utile, specie nelle persone con difficoltà nelle attività manuali.
Ripetere il test a intervalli regolari, con lo stesso protocollo, permette di mostrare ai partecipanti i progressi e di intercettare precocemente i peggioramenti.
Takeaways
- L'handgrip è un test semplice e utile per stratificare e monitorare, non uno strumento diagnostico.
- La standardizzazione di strumento, posizione e consegna è il requisito minimo per confrontare le misure.
- Le soglie EWGSOP2 sono orientative e vanno lette nel contesto individuale.
- L'andamento nel tempo e l'integrazione con test degli arti inferiori sono più informativi di un singolo valore.
- Valori bassi associati a sintomi sistemici, cali rapidi o asimmetrie nuove richiedono l'invio al medico.
FAQ
Un valore sotto soglia significa che la persona ha la sarcopenia?
No. Indica una bassa forza di presa, che nel modello EWGSOP2 rende la sarcopenia probabile. La diagnosi richiede ulteriori valutazioni di competenza clinica.
Ogni quanto ripetere il test?
Un intervallo coerente con la durata dei cicli di programmazione, per esempio a inizio e fine ciclo, è una scelta pratica.
Si può usare un dinamometro economico?
Si può, purché si usi sempre lo stesso strumento per la stessa persona. Il confronto con soglie pubblicate è però meno affidabile se lo strumento non è validato.
Disclaimer
Questo articolo ha finalità esclusivamente educative e formative per professionisti delle scienze motorie. Non costituisce prescrizione medica né sostituisce la valutazione clinica. Valori anomali, sintomi o peggioramenti vanno sempre condivisi con il medico della persona.
