09 settembre 2013

Il percorso di laurea in Scienze Motorie è senza alcun dubbio uno degli ambiti maggiormente apprezzati in Italia dagli studenti in procinto di definire la propria carriera professionale. In migliaia conseguono ogni anno la Laurea in Scienze Motorie, con l’ambizione di entrare professionalmente nell’ambito sportivo e della salute. Sono ormai molti gli atenei che offrono Corsi di Laurea Triennali e percorsi di Laurea Specialistica in Scienze Motorie. Da alcuni anni, poi, sono disponibili corsi di laurea in Scienze Motorie addirittura online.

Una delle domande più frequenti che viene rivolta dagli studenti interessati alle Scienze Motorie è: “Quali sono gli sbocchi professionali per un Laureato in Scienze Motorie?”. Tale quesito raramente trova una risposta esaustiva, in quanto le reali prospettive di un Laureato in Scienze Motorie possono essere molto diversificate. Per fare chiarezza, definiamo innanzitutto le aree d’intervento di un professionista delle Scienze Motorie:

    1. Area Educativa
    2. Area Sportiva
    3. Area Manageriale
    4. Area Comunicativa
    5. Area di Ricerca

Area Educativa

Il Laureato in Scienze Motorie ha le competenze per svolgere un ruolo educativo all’interno della comunità, sia in ambito scolastico che al di fuori di esso. Per operare in ambito scolastico primario, non sono necessarie specializzazioni o particolari tirocini, in quanto non esiste alcuna materia circoscritta all’educazione motoria. E’ tuttavia lecito definire dei rapporti di collaborazione progettuale diretta e personale con gli istituti presso i quali si desidera operare. Per quanto concerne invece l’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado la situazione è ben diversa. Per diventare Professore di Educazione Fisica a tutti gli effetti, è necessario abilitarsi nelle specifiche classi di concorso attraverso un percorso successivo alla laurea Magistrale in Scienze Motorie definito TFA, Tirocinio Formativo Attivo.

Fino all’anno accademico 2008-2009 erano attivi i corsi abilitanti interni alla SISS, Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondario, oggi tali corsi cono stati soppressi con il d.lgs 249 del 10 settembre 2010 che disciplina il nuovo sistema di formazione insegnanti e stabilisce che il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento nelle scuole secondario di primo e secondo grado della disciplina Scienze Motorie e Sportive, si consegue con lo svolgimento del TFA Tirocinio Formativo Attivo che termina con un esame finale con valore abilitante, il tirocinio ha durata di un anno (60 CFU, di cui 19 ovvero 475 ore, di tirocinio diretto e indiretto). Per maggiori informazioni leggi l’articolo: Come diventare insegnanti di Educazione Fisica

Area Sportiva

Uno dei campi d’attivazione più richiesti per i Laureati in Scienze Motorie, è quello dell’attività motoria sportiva. Per mezzo di una delicata fase educativa, cresce sempre con maggiore enfasi l’attenzione delle persone nei confronti della salute e delle informazioni di qualità per la preparazione sportiva specifica, la salute e la cura nella preparazione della performance. Anche le società sportive decidono sempre con maggiore frequenza di affidare la preparazione fisica ai professionisti del settore delle Scienze Motorie. Anche in questo caso gli scenari sono molto variabili, infatti per i professionisti sono diversi i versanti dove collocarsi:

  • centri sportivi ricreativi,
  • club e palestre,
  • società sportive,
  • servizi domiciliari,

Sei studenti universitari seduti sull’erba nel campus, sorridenti e intenti a studiare con libri e quaderni aperti, davanti all’ingresso di un edificio moderno con vetrate e colonne.

Area Manageriale

L’area Manageriale per i Dottori in Scienze Motorie, è un ambito piuttosto recente. Con la recente introduzione dei Corsi di Laurea Magistrale in Management dello Sport e delle Attività Motorie, si sono aperti nuovi ambiti occupazionali nella gestione d’impresa e vendita, relativa ai servizi delle Scienze Motorie. La Laurea Magistrale in Management dello Sport, forma la figura dello Sport Manager e offre una formazione approfondita a diverse tipologie di professionisti:

  • Laureati in Scienze Motorie,
  • Laureati in Economia,
  • Laureati in Giurisprudenza
  • Diplomati ISEF,
  • Laureati in Scienze della Comunicazione
  • Laureati in Scienze Politiche
  • Laureati in Sociologia

I ruoli professionali dei laureati in Management dello Sport sono:
Sport Manager, Sport Marketing Manager, Media manager, New Media e Social Network Manager, Responsabile di progetti sportivi, Organizzatore di eventi sportivi, Responsabile di sponsoring e merchandising, Gestore di impianti sportivi, Dirigente di club sportivi, Federazioni e Leghe, Organizzazione di servizi sportivi di fitness e di wellness, Gestione dell’impiantistica sportiva. Per la sua recente esistenza, tale specializzazione è tutt’ora in forte evoluzione e sono sempre di più gli ambiti di applicazione delle competenze acquisite in tale percorso formativo.

Area Comunicativa

Uno degli ambiti sicuramente di maggiore crescita nel settore delle Scienze Motorie, in sintonia con l’andamento dei canali di comunicazione più attuali, è quello legato alla comunicazione. La facilità di accesso ai nuovi canali di comunicazione online, offre ai professionisti una posizione di rilievo per erogare informazioni di qualità alla nicchia di utenti interessati. Tale ambito di occupazione trova ancora pochi esempi proprio per la sua recente nascita. Per sua natura, la figura professionale del Dottore in Scienze Motorie, porta i professionisti a supportare i propri clienti, per mezzo di un dialogo strategico, nel percorso di cambiamento, crescita, miglioramento e raggiungimento della massima performance. Il processo di divulgazione di un messaggio chiaro e ben calibrato per l’erogazione di un servizio educativo, rappresenta uno degli sbocchi professionali per i professionisti che desiderano fare della formazione il proprio core business.

Area di Ricerca

La ricerca è senza dubbio uno degli ambiti meno ambiti dai professionisti delle Scienze Motorie. In primis per il numero decisamente esiguo di richieste in ambito universitario, e in secondo piano per la scarsità della remunerazione che segue questo lavoro. Esistono tuttavia degli esempi di professionisti che ricoprono incarichi di ricerca.

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