Conoscere l’Atleta per migliorare le prestazioni

Due atleti in posizione di partenza su una pista di atletica in uno stadio con tribune vuote, pronti a gareggiare.
09 marzo 2025

Conoscere l’Atleta

La comunicazione è fondamentale in ogni relazione allenatore – atleta. L’allenatore deve conoscere informazioni preziose dai suoi atleti per pianificare le sessioni di allenamento per prepararsi alle competizioni, e viceversa. Quali sono alcuni degli importanti esempi di informazioni che potrebbero portare al successo per tutti i soggetti coinvolti? Come possiamo conoscere l’atleta nel dettaglio?

Scala di Borg o RPE

Cominciamo concentrandoci su ciò che è significativo durante l’allenamento. Il feedback degli atleti sulla gestione è un aspetto importante, soprattutto per quanto riguarda l’utilità e l’efficacia dell’allenamento. Per questo, viene spesso utilizzata la valutazione dello sforzo percepito o scala RPE.

Il Dr. Gunnar Borg introdusse il concetto della percezione dello sforzo già negli anni ’50. Le sue scale per le quantificazioni della percezione dello sforzo sono usate in tutto il mondo da professionisti della valutazione psicologica, ergonomica e della fisiologia durante l’esercizio fisico. Gunnar Borg è ai più noto per aver messo a punto due scale di valutazione: la Borg RPE e la Borg CR10. L’ RPE (Ratings of Perceived Exertion) è una scala messa a punto per valutare la percezione dello sforzo.

Durante l’esercizio incrementale su ciclo-ergometro, Borg verificò il crescere lineare della frequenza cardiaca (FC) e del carico lavorativo. Egli scelse quindi i numeri crescenti da 6 a 20, corrispondenti all’aumentare della FC durante sforzo: 6 corrisponde a 60 battiti/minuto, ovvero una FC a riposo media e 20 corrisponde a 200 battiti/minuto, ovvero una FC massima raggiungibile durante sforzo. Questa scala negli anni è stata usata con successo anche per valutare la dispnea e la fatica percepita durante lavoro fisico.

Nella scala di Borg CR10 (Category-Ratio anchored at the number 10) il numero 10 rappresenta l’intensità estrema. Questa è una scala di intensità generale per valutare le più importanti grandezze soggettive, attraverso l’identificazione di “ancore” speciali (espressioni verbali semplici) e può essere utilizzata per valutare lo sforzo ed il dolore.

Questa scala è un metodo comune per determinare i livelli di intensità dell’esercizio. La scala viene ampiamente utilizzata per stimare l’intensità dell’allenamento in numerosi sport, oltre ad essere validata negli studi di ricerca. La scala dello sforzo percepito indica quanto forte senti che il tuo corpo sta lavorando e quindi è una misurazione soggettiva. Di solito è segnato su una scala da 1 a 10. La scala dovrebbe idealmente essere usata entro 10 minuti dal termine della sessione per ottenere i risultati più accurati.

La scala RPE misura le sensazioni di sforzo, tensione, disagio e/o affaticamento sperimentate durante l’allenamento aerobico e di resistenza. Il vantaggio principale del metodo session-RPE rispetto ad altri metodi di quantificazione del carico di sessione è che è semplice da misurare e da interpretare e ha dimostrato di essere molto efficace se utilizzato negli sport di squadra (Coutts 2003) e quindi diventa fondamentale per conoscere l’atleta.

Lo sforzo percepito riflette l’interazione tra mente e corpo. Dalla scala RPE, i manager e gli allenatori possono personalizzare le proprie sessioni in base al periodo dell’anno e alle esigenze dei giocatori: il carico di allenamento può quindi essere personalizzato e modificato in base alle esigenze. Essere in grado di quantificare il carico di allenamento gioverà ai giocatori in termini di evitare il burnout e le lesioni croniche e sarebbe di grande aiuto anche per gli allenatori.

Conoscere l'Atleta per migliorare le prestazioni

Definizione degli obiettivi

A seguito di RPE, stabilire obiettivi e traguardi è di vitale importanza per l’atleta e il management. Questi possono variare da obiettivi a breve, medio e lungo termine. Gli obiettivi concordati tra atleti e allenatori possono avere un marcato effetto sulle prestazioni nel tempo. L’acronimo SMARTER rappresenta criteri utili che è possibile utilizzare per ottenere il massimo dall’impostazione degli obiettivi.

  • Specifici: i vostri obiettivi dovrebbero essere specifici per ciò che si vuole realizzare

  • Measurable: impostare obiettivi misurabili e obiettivi

  • Accepted: impostare obiettivi in cui si crede

  • Realistic: fissare obiettivi che siano realistici e stimolanti

  • Time Limited: imposta un limite di tempo per il raggiungimento dei tuoi obiettivi

  • Exciting: fissa obiettivi che ti ispirano e ti entusiasmano

  • Recorded: scrivere i vostri obiettivi aiuta a renderli più tangibile e reale

Il rispetto di queste regole consentirà sia alla dirigenza che agli atleti di creare obiettivi realistici ed efficaci. In effetti, la definizione degli obiettivi ha dimostrato di ottenere risultati ed è sempre più utilizzata dagli allenatori come nuova tecnica per migliorare le prestazioni.

Gli psicologi dello sport si stanno concentrando sempre di più nel fissare obiettivi e traguardi con i loro atleti, il che a sua volta consente all’allenamento di diventare più “centrato sull’atleta”. È stato dimostrato che gli atleti reagiscono meglio all’allenamento quando hanno svolto un ruolo nel metterlo insieme, rafforzando la necessità per gli allenatori di investire risorse per conoscere l’atleta.

Benessere

Alcune istituzioni, team e aziende hanno ideato la propria formula di “prontezza all’allenamento”. Ciò comprende informazioni soggettive quali durata del sonno, indolenzimento muscolare, qualità del sonno, livelli di stress e altre variabili chiave delle prestazioni. Questi possono essere esaminati completamente per creare un punteggio sull’attuale capacità dell’atleta di allenarsi o competere a livelli ottimali. Questa idea di prontezza all’allenamento si concentra su aspetti del corpo e della mente che influenzano le prestazioni.

La ricerca ha evidenziato l’importanza di questi aspetti nello sport a pieno titolo. Collettivamente, svolgono un ruolo enorme nelle prestazioni atletiche. L’identificazione e la documentazione di questi aspetti del corpo e della mente possono essere di grande importanza tra atleta e allenatore, con l’interpretazione dei risultati chiave quando si tratta di pianificare e organizzare l’allenamento. Conoscere l’atleta ha dunque risvolti in molti ambiti e per questo richiede una personalizzazione di grande livello.

Feedback

Infine, possiamo concludere che il feedback sulle prestazioni è qualcosa che tutti gli atleti che sono motivati a migliorare ricercano. Gli atleti vogliono sempre superarsi e il feedback dei loro mentori è un ottimo modo per affrontare i problemi nelle prestazioni. Questo feedback può essere di natura positiva o negativa e può presentarsi sotto forma di riunioni “1 su 1”, riunioni di gruppo o analisi video per citarne solo alcuni.

Poiché l’allenatore assume diversi ruoli (consigliere, valutatore, amico, motivatore, organizzatore), è indispensabile che il suo feedback sia costruttivo e favorisca le prestazioni dell’atleta.

Gli studi hanno dimostrato che gli atleti reagiscono positivamente al feedback degli allenatori, ad esempio il feedback positivo dato nella maniera corretta porta ad un aumento dei livelli di motivazione per gli atleti. Questo a sua volta migliora le prestazioni e sviluppa la relazione allenatore-atleta.

Ciò che abbiamo toccato qui in questo è solo una piccola quantità di informazioni che possono aiutare le prestazioni, ma può sicuramente fare molto per creare allenatori e atleti migliori. Ci sono così tante variabili che contribuiscono al successo atletico ma conoscere l’atleta è sicuramente uno dei più importanti.

Ginnastica Posturale Metodo Sceintifico
Scienza della nutrizione ad uso pratico del Dott. Frank Casillo
Prevenziione alle cadute e riprogrammazione dell'equilibrio del Dott. Riccardo Barigelli Calcari
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