Anatomia del polso

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Stefano Livi
L'immagine presenta un'illustrazione dettagliata dell'anatomia del polso, mettendo in risalto le ossa della mano e dell'articolazione. Le strutture ossee sono evidenziate in arancione e rosso, contrastando con lo sfondo blu per una visione chiara e dettagliata della composizione scheletrica. In basso, una barra rossa riporta la scritta "ANATOMIA DEL POLSO" insieme al logo di ScienzeMotorie.com
28 aprile 2022

In anatomia il polso è composto dal radio, dal complesso della fibrocartilagine triangolare e da otto ossa carpali, disposte su due file, prossimale e distale che si articolano tramite artrodie, esclusa un’articolazione sinoviale tra pisiforme e piramidale.

Articolazione radio-ulnare

L’articolazione distale è un trocoide, costituita da una superficie concava dell’estremità distale del radio che riceve la superficie convessa dell’estremità distale dell’ulna e contribuisce ai movimenti rotatori dell’articolazione radioulnare prossimale. articolazione radio-ulnare

Articolazione radio-ulnare distale

La stabilità attiva è data dal muscolo pronatore quadrato e dal tendine del muscolo estensore ulnare del carpo. Mentre la stabilità passiva è data dalla membrana interossea, dai legamenti capsulari radioulnari palmare e dorsale che avvolgono un disco cartilagineo che insieme ai legamenti forma il complesso chiamato fibrocartilagine triangolare. Durante i movimenti di prono-supinazione il radio ruota e scivola nella direzione del movimento aiutato dal disco articolare. A fine supinazione si tende il legamento capsulare palmare dando stabilità all’articolazione del polso ed aumenta la tensione della membrana interossea.

Articolazione radio-carpica

La filiera prossimale è formata da: scafoide, semilunare, piramidale e pisiforme che insieme al radio ed alla fibrocartilagine radioulnare formano la prima delle due articolazioni del polso. Il capo distale del radio, di forma biconcava ellissoidale, sul piano frontale ha un inclinazione di 25° verso il lato mediale (deviazione ulnare) e una deviazione anteriore sul piano sagittale di 10°. La superficie concava del radio con si articola con una superficie biconvessa formata dallo scafoide, il semilunare e il piramidale. articolazione radio-carpica La superficie articolare prossimale è composta dalla faccetta radiale laterale, che si articola con lo scafoide; dalla faccetta radiale mediale, che articola con il semilunare e la fibrocartilagine triangolare, che si articola prevalentemente con il piramidale, anche se ha anche qualche contatto con il semilunare quando il polso è in posizione neutra. Lo scafoide presenta due poli convessi che si articolano con il radio, il trapezio e il trapezoide. Ha una concavità che prende contatto con il capitato. Il semilunare ha la superficie prossimale convessa e quella distale concava. Il piramidale occupa la posizione ulnare del polso, si articola con l’uncinato tramite una superficie piatta. Sulla superficie palmare accoglie il pisiforme, un osso sesamoide avvolto dal tendine del muscolo flessore ulnare del carpo.

Articolazione medio-carpica

La seconda articolazione è la medio-carpica ed è realizzata dalle superfici distali delle ossa della prima filiera del carpo con le superfici prossimali delle ossa della seconda filiera del carpo che formata da: trapezio, trapezoide, capitato o grande osso e uncinato. Il trapezio è asimmetrico, la superficie prossimale è concava mentre la superficie distale è a forma di sella e si articola con il I metacarpo. Il trapezoide ha una superficie prossimale leggermente concava e quella distale leggermente convessa e prende contatto con il II metacarpo. Il capitato si articola con 7 ossa, prossimalmente si articola con lo scafoide e il semilunare. Distalmente si articola con il II, III e IV metacarpo, con il III crea una colonna che da stabilità longitudinale al polso e alla mano. L’uncinato ha una forma a delta rovesciato, il vertice si articola con il semilunare mentre con i lati si incastra tra capitato e piramidale. La base si articola con il IV e V metacarpo. La stabilità è data da strutture attive (muscoli e tendini) e passive (capsule e legamenti).

Muscoli che intervengono

I muscoli che intervengono a livello del polso si possono suddividere in più gruppi: i muscoli ventrali e i muscoli dorsali, primari e secondari oppure in base alle funzioni. muscoli del polso Muscoli estensori primari...
  • Estensore radiale lungo del carpo
  • Estensore radiale breve del carpo
  • Estensore ulnare del carpo
... estensori secondari:
  • Estensore delle dita
  • Estensore dell’indice
  • Estensore del mignolo
  • Estensore lungo del pollice
Muscoli flessori primari...
  • Flessore radiale del carpo
  • Palmare lungo
  • Flessore ulnare del carpo
... flessori secondari:
  • Flessore profondo delle dita
  • Flessore superficiale delle dita
  • Flessore lungo del pollice
  • Abduttore lungo del pollice
  • Estensore breve del pollice
La stabilità passiva è data da due capsule: una robusta e ampia che comprende radio e prima fila del carpo ed un’altra che avvolge le articolazioni della medio-carpica e le intercarpiche. Anche numerosi legamenti stabilizzano le varie ossa che compongono le due articolazioni, questi legamenti li possiamo suddividere in estrinseci ed intriseci.

Legamenti

Estrinseci:
  • Radio-carpale dorsale.
  • Radio-carpale palmare.
  • Collaterale radiale.
  • Collaterale ulnare.
  • Guaina fasciale del tendine del muscolo estensore ulnare del carpo.
  • Complesso della fibrocartilagine triangolare.
I legamenti intrinseci si distinguono in:
  • Brevi.
  • Intermedi.
  • Lunghi.
Le azioni che compie il polso sono il sommarsi dei movimenti delle due articolazioni e che sono fatte funzionare dai muscoli descritti. La flessione e l’adduzione del polso sono a carico principalmente dell’articolazione radio-carpica, al contrario l’estensione e l’abduzione vengono svolte principalmente dalla medio-carpica. Durante la flessione delle dita o del pollice il polso si estende leggermente per impedire ai muscoli flessore profondo e flessore superficiale delle dita o al flessore lungo del pollice di flettere contemporaneamente il polso. Se è richiesta una forza maggiore da parte dei flessori delle dita, gli estensori del polso aumentano la loro contrazione, estendendo il polso, aumentando la lunghezza dei flessori estrinseci del polso migliorandone così la contrazione. La stessa cosa avviene durante l’estensione delle dita: i muscoli flessori del polso lo flettono o lo stabilizzano per permettere ai muscoli estensore comune delle dita, estensore dell’indice, estensore del mignolo o estensore lungo del pollice di sviluppare più tensione.

Movimenti del polso

Il polso effettua movimenti di deviazione radio-ulnare. Nella deviazione radiale, le ossa del carpo scivolano in direzione ulnare sul radio. Il movimento della mano non solo produce la deviazione delle ossa carpali, ma avviene anche la contemporanea flessione dei carpi prossimali e l'estensione dei carpi distali. I movimenti opposti si verificano con la deviazione ulnare sulle due file del carpo. La forza del secondo e terzo dito è maggiore di circa il 30% rispetto alla forza delle dita ulnari (quarto e quinto dito) quindi durante una presa di potenza per reclutare maggiore tensione il polso devia in direzione ulnare per avere un più alto grado di forza nelle falangi delle ultime due dita. I movimenti del capitato e dell’uncinato sono opposti ai movimenti del polso, mentre il trapezio e il trapezoide durante la flesso-estensione scivolano nella stessa direzione del movimento, ma durante le deviazioni radiali e ulnari del polso questi si muovono dorsalmente e volarmente. mano La mano è composta dalle 8 ossa del carpo, 5 metacarpi e 14 falangi. Le articolazioni carpo-metacarpiche sono tutte anfiartrosi escluso l’articolazione prossimale del pollice che è a sella. I metacarpi si articolano tra loro tramite anfiartrosi e con le falangi tramite articolazioni sferiche. Le articolazioni interfalangee sono ginglimi angolari. Polso - Prevenzione, Rieducazione e Riatletizzazione Attraverso questo video corso, apprenderai tutti i dettagli più specifici indispensabili quando dovrai impostare un programma di prevenzione, rieducazione e riatletizzazione del polso. Guarda anche gli altri complessi articolari:

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