Tiro nella pallacanestro: studio

Di:   Luca Russo  |  24 Maggio 2022

Nella pallacanestro il tiro viene definito come il fondamentale tecnico che permette di concretizzare il vantaggio conquistato. Nel passaggio dalla definizione alla pratica va considerata la capacità individuale di ogni giocatore di realizzare un buon tiro e mandarlo a segno. La capacità di realizzare un tiro dal campo è infatti uno degli indicatori più discriminanti tra una squadra vincente ed una perdente (Gomez et al., 2009; Malarranha et al., 2013). Per queste ragioni sin da piccoli l’insegnamento del tiro deve essere orientato alla corretta esecuzione del gesto tecnico e contestualmente al miglioramento delle componenti fisiche e psicologiche che lo accompagnano.

Come per molte altre tecniche sportive anche per il tiro nella pallacanestro non esiste un modello univoco: vi è infatti un’alta variabilità interpersonale che permette ad ogni singolo giocatore di adattare la tecnica di tiro in relazione alle proprie caratteristiche fisiche, coordinative, comportamentali e psicologiche (Bartlett et al., 2008; Mullineaux et al., 2010).

Inoltre nella pallacanestro esistono molteplici tipologie di tiro sempre variabili ed influenzate da diversi fattori come il tempo, il campo di gioco, gli avversari e le situazioni tecnico-tattiche. Nell’arco di una partita è molto difficile, quindi, assistere ad esecuzioni di tiri sempre uguali anche nel caso di situazioni tattiche ben studiate dagli allenatori. L’unica eccezione riguarda il tiro libero, che per ogni singolo giocatore prevede un rituale preparatorio ed una meccanica efficace e ripetitiva durante ogni esecuzione richiesta ma che non è rappresentativa del livello di abilità (Schmidt, 2012).

L’applicazione pratica della video analisi nello studio della tecnica di tiro trae fondamento da due lavori in letteratura: uno relativo allo studio della variabilità del movimento nell’azione del tiro libero (Button et al., 2003), un altro relativo agli aggiustamenti cinematici durante un tiro contro un avversario (Rojas et al., 2010).

Primo studio

Nel primo studio sono state selezionate 6 giocatrici di basket alle quali è stato chiesto di tirare 30 tiri liberi ciascuno, venendo registrate ad ogni prova. Al termine dello studio, gli autori sono arrivati alla conclusione che i miglioramenti nel livello di abilità tecnica sono associati a una maggiore coerenza del movimento.

Secondo studio

Il secondo studio ha avuto lo scopo di analizzare gli aggiustamenti nella tecnica messi in atto da un giocatore di pallacanestro durante l’esecuzione di un tiro in elevazione contro un avversario. Sono stati selezionati dieci giocatori professionisti della prima divisione spagnola e sono stati studiati con un’analisi del movimento tridimensionale basata su registrazioni video (con una frequenza di campionamento a 50 Hz).

Dai risultati dello studio è emerso che quando il tiro viene eseguito contro un avversario si ha un aumento dell’angolo di rilascio della palla, una riduzione del tempo di volo e un aumento delle regolazioni posturali determinate dagli angoli al ginocchio e alla spalla. Queste indicazioni in letteratura offrono degli spunti pratici, concreti e basati sulle evidenze scientifiche per un utilizzo consapevole e corretto della video analisi per lo studio della tecnica di tiro.

Studio della tecnica di tiro attraverso la video analisi

La video analisi può aiutare sia ad individuare un errore tecnico da correggere che ad offrire un rinforzo positivo al giocatore. Il video risulta ad oggi lo strumento più semplice ed economico per fornire un feedback oggettivo all’allievo, acquisendo immagini del movimento con la possibilità di soffermarsi di volta in volta su particolari diversi.

L’attrezzatura di base per un’analisi della tecnica non è molto dispendiosa e sebbene in commercio ci siano app che sfruttano l’intelligenza artificiale fornendo una quantità incredibile di dati (es. Home Court: app di nuova generazione che sfrutta l’intelligenza artificiale per una calibrazione automatica del campo ed un riconoscimento automatico dei movimenti e del tiro), la video analisi rimane sempre uno strumento base utile e semplice di cui avvalersi.

Gli studi presenti in letteratura sul tiro danno informazioni sui tiri liberi (Button et al., 2003; Mullineaux et al., 2010), tiri in sospensione (Robins et al., 2006) e tiri da tre punti (Stöckel et al., 2013) oppure un mix dei precedenti per verificare gli effetti della distanza di tiro sull’efficacia (Miller et al., 1993).

I parametri che possono essere analizzati sono:

  • Angoli articolari assoluti e relativi in differenti momenti del tiro
  • Traiettoria della parabola della palla
  • Angolo di rilascio della palla
  • Tempo di volo e velocità della palla
  • Tempo di volo del salto giocatore (in caso di tiro in sospensione)
  • Proiezione dell’asse longitudinale del corpo del giocatore al rilascio e all’atterraggio
  • Inclinazioni laterali
  • Valgismo dinamico
  • Allineamento spalla-gomito-polso-palla
tiro pallacanestro

Rappresentazione grafica di una ripresa laterale di un tiro con gli elementi principali da analizzare su questo piano.

Sicuramente l’inquadratura più utilizzata per lo studio del tiro è quella laterale che analizza i movimenti sul piano sagittale del soggetto ma da un punto di vista qualitativo può anche essere utilizzata la video ripresa frontale che risente di una serie di imprecisioni ma che offre interessanti spunti di riflessione sulla qualità del movimento e sui gesti scorretti del giocatore.

tiro pallacanestro frontale

Esempio di video ripresa frontale. Da questa visione non è possibile misurare con precisione i parametri per via dei problemi di prospettiva ma sicuramente è interessante monitorare da un punto di vista qualitativo alcuni allineamenti corporei. Nell’immagine è possibile notare una parte superiore del corpo ben salda e stabile alla quale si oppone un intrarotazione a parte inferiore con un appoggio scorretto dei piedi, un valgismo dinamico delle ginocchia e dell’arto di destra. Tutte queste componenti inevitabilmente modificano la stabilità e la corretta spinta delle forze verso l’alto.

Per analizzare correttamente il tiro con la video analisi si devono tenere in considerazione alcuni aspetti che possono sembrare scontati o addirittura futili ma che in realtà possono compromettere in maniera importante l’analisi, alcuni tra questi sono:

  • Posizionamento della telecamera: a seconda dell’analisi che si deve svolgere la telecamera può essere posizionata più vicina o più lontana dal soggetto. Una ripesa maggiormente dettagliata sarà utile per lo studio dei movimenti articolari ma se si ha necessità di analizzare la parabola del tiro è fondamentale allontanare di molto la telecamera dal campo avendo bisogno di spazi di analisi maggiori. Alla luce di queste necessità spaziali è fondamentale conoscere preventivamente gli spazi di lavoro a disposizione per organizzare una seduta di video analisi del tiro.
  • Un aspetto strettamente correlato con il punto precedente è l’altezza del giocatore. Spesso ci si trova squadre con giocatori di altezze molto diverse tra loro e la posizione della telecamera potrebbe variare all’interno della stessa seduta di video riprese. Verrebbe scontato pensare che la soluzione più semplice possa essere quella di fissare un’unica posizione della telecamera che riprenda i giocatori più alti in modo tale che quelli più bassi entrino nel campo di video ripresa ma questa procedura potrebbe ridurre la qualità dell’immagine per i giocatori più bassi. Una soluzione che fonde precisione e senso pratico, quando possibile, è preparare lo spazio di video ripresa preventivamente e segnare a terra dei riferimenti su dove
    spostare la video camera, analizzando prima tutti i giocatori più alti e poi tutti quelli più bassi o viceversa, in modo tale da cambiare solo una volta la posizione della telecamera.
posizionamento telecamera analisi tiro

Esempio di posizionamento della telecamera per un’analisi del tiro libero sul piano sagittale.

  • Limitazione delle vibrazioni: l’argomento può sembrare sciocco o non reale ma si deve considerare che i campi da pallacanestro sono in parquet e hanno un buon coefficiente di ritorno elastico, non da ultimo nella pallacanestro si palleggia il pallone a terra, facendo vibrare il pavimento. Per tale ragione è importante limitare al massimo durante le sessioni di video analisi che qualcuno nei pressi della telecamera palleggi, salti o corra per ridurre il più possibile le vibrazioni del parquet e di conseguenza della video camera.
  • Valutare con attenzione che tipologia di tiro si deve analizzare e capire quale può essere l’angolo di posizionamento migliore della video camera. Negli esempi precedenti si è immaginato di analizzare un tiro più o meno statico (piazzato) o in movimento ma con una direzione perpendicolare all’asse ottico della video ripresa. Purtroppo la maggior parte dei tiri in movimento nella pallacanestro non hanno questa caratteristica. Risulta, infatti, particolarmente difficoltoso effettuare la video analisi di un tiro in simulazione di una situazione di gioco reale. Ad esempio, in casi come quello molto frequente di un “ricciolo” in uscita da un blocco per ricevere la palla sarà molto difficile posizionare la telecamera perpendicolare rispetto al piano di svolgimento del tiro, in queste situazioni è utile, allora, effettuare la video ripresa dalla posizione più funzionale alla valutazione qualitativa da svolgere.
  • Quanto affermato nel punto precedente vale anche per azioni di tiro che sono precedute da altri fondamentali tecnici come un tiro che avvenga con ricezione dal passaggio o da “palleggio arresto e tiro”. In questi casi si deve prevedere con accortezza un campo di ripresa sufficientemente largo.
  • Un aspetto che spesso non viene tenuto in considerazione è la mano di tiro. Non tutti i giocatori tirano con la mano destra ma esistono anche dei giocatori mancini. Per questa ragione si dovrebbe prendere in considerazione la possibilità di replicare il setting di video ripresa su ambo i lati del campo per analizzare correttamente tutti i giocatori nell’ipotesi in cui ci siano mancini in squadra. Anche in questo caso si suggerisce di procedere con la stessa metodica indicata nel secondo punto di questo elenco, ovvero prima tutte le video riprese su un lato e poi sull’altro così da spostare una sola volta la telecamera.
  • Applicazione dei marker. Per eseguire delle analisi precise è opportuno fissare dei marcatori fisici sulle articolazioni di interesse. Nel caso del tiro questi potrebbero essere molti: la caviglia, il ginocchio, l’anca, la spalla, il gomito, il polso etc.
posizionamento marcatori

Esempio di posizionamento di alcuni marcatori.

  • In caso di doppia inquadratura è utile prevedere degli eventi chiave o trigger che siano visibili da entrambe le telecamere per procedere alla sincronizzazione delle due visuali o per far partire cronometri di misurazione del tempo etc.
  • Acquisizione delle immagini e registrazione. Questa fase che sembra essere la più semplice può in realtà diventare fatale per la riuscita del lavoro, specialmente in fase di analisi. Se si dispone di una telecamera che registra l’audio è bene pronunciare il nome dell’atleta, la tipologia e il numero della prova che sta eseguendo, così che in fase di analisi sia tutto registrato e presente; in caso contrario, se si usano ad esempio video ad alta velocità, questa operazione può comunque essere svolta segnando i parametri appena elencati su di un foglio preventivamente preparato.
  • Azionare sempre la ripresa qualche istante prima dell’avvio del gesto del tiro e lasciare libero il giocatore di prendersi tutto il tempo che necessita nella preparazione del tiro. Azionare tardi la registrazione della video ripresa equivale in molti casi a perdere informazioni dal video a causa della breve durata dell’azione del tiro.
  • Codici nel video. Questa è una procedura che spesso viene tralasciata ma che può facilitare molto l’operatore durante il lavoro. In alcuni casi di video ripresa, soprattutto in quelli in cui il soggetto è in primo piano non si riprende il canestro. Se si vuole correlare il risultato del tiro (canestro o fuori) con la meccanica analizzata nel video è allora fondamentale trovare una soluzione per prenderne memoria. In questi casi è sufficiente scrivere oppure utilizzare degli stratagemmi tanto semplici
    quanto efficaci come chiedere ad ogni atleta di voltare il capo verso l’obbiettivo della telecamera in caso di realizzazione del tiro effettuato e di rimanere rivolto verso il canestro in caso di tiro sbagliato. In questo modo si riesce molto semplicemente a calcolare la percentuale di realizzazione su tutti i tiri eseguiti dalla squadra.
  • In caso di incertezze sulla qualità della video ripresa effettuata si consiglia una visualizzazione veloce sul campo al termine del lavoro in modo da sincerarsi che il video sia stato acquisito correttamente o se sia necessario ripetere la ripresa.

Le indicazioni qui fornite sono solamente un esempio e una serie di buone prassi determinate da anni di esperienza pratica sul campo. Non sono indicazioni assolute e sicuramente non hanno la pretesa di essere esaustive, per questa ragione si lascia al lettore la possibilità di espandere l’elenco dei suggerimenti nella propria pratica quotidiana di video analista.

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