Testa e postura: alterazioni, compensi e conseguenze

Di:   Riccardo Barigelli Calcari  |  14 Marzo 2022

Testa e postura naturale

La testa è un elemento importante per il corpo in generale e per tutte le catene cinetiche e muscolari.

In condizioni fisiologiche dovrebbe estendersi lungo la linea mediana.

A causa della sua posizione e del fatto che costituisce circa il 6% del peso totale, molti autori ritengono che abbia un impatto significativo sul funzionamento dell’intero organismo.

La posizione naturale della testa (NHPNatural Head Position) è un riferimento standardizzato e riproducibile, in stazione eretta, con gli occhi puntati su un punto all’orizzonte che implica un asse visivo orizzontale.

La postura della testa in avanti

La postura della testa in avanti (FHPForward Head Posture) è il più comune difetto posturale cervicale nel piano sagittale e si verifica con diversi livelli di gravità in quasi tutte le popolazioni.

Secondo Kendall la postura della testa in avanti è una cattiva postura del collo abituale definita dall’iperestensione delle vertebre cervicali superiori e dalla traslazione in avanti di queste.

Nonostante le affermazioni che la FHP può essere correlata al dolore al collo, questa relazione sembra essere controversa.

Interessante è una revisione sistematica del 2019 comprendente 15 studi trasversali.

In questo lavoro si è evidenziato che l’età gioca un ruolo significativo come fattore di confondimento nella relazione tra FHP e dolore al collo.

testa e postura

Inoltre, si è dimostrato che gli adulti con dolore al collo mostrano una maggiore FHP rispetto agli adulti asintomatici e che essa è correlata alle misure del dolore al collo negli adulti e negli anziani.

Nessuna associazione è stata trovata tra FHP e la maggior parte delle misure del dolore al collo negli adolescenti.

Nel 2017 sull’European Spine Journal viene pubblicato un lavoro per comprendere l’influenza del malallineamento sagittale cervicale sulla meccanica della colonna cervicale.

Vengono utilizzati studi biomeccanici su un modello di laboratorio ex vivo per studiare la risposta cinematica e cinetica dei campioni di colonna vertebrale cervicale umana nell’impostazione dello squilibrio sagittale cervicale.

Il modello permetteva variazioni controllate di C2C7 Sagittal Vertical Alignment (C2C7 SVA) e T1-Slope in modo da poter prescrivere profili sagittalmente disallineati clinicamente rilevanti, mantenendo lo sguardo orizzontale, e studiare le loro conseguenze biomeccaniche.

I risultati hanno dimostrato che l’aumento di C2-C7 SVA ha causato la flessione dei segmenti cervicali inferiori (C2-C7) e l’iperestensione dei segmenti suboccipitali (C0-C1-C2) per mantenere lo sguardo orizzontale.

Un aumento della SVA C2-C7 ha aumentato le aree neurali cervicali inferiori del forame.

Al contrario, l’aumento della pendenza T1 ha influenzato prevalentemente la lordosi cervicale subassiale e, di conseguenza, ha diminuito le aree foraminali neurali cervicali. Pertanto gli autori ritengono che i pazienti con un aumento della cifosi toracica superiore e sintomi radicolari possano rispondere con un aumento della postura della testa in avanti (FHP) come meccanismo di compensazione per aumentare la loro area foraminale neurale cervicale inferiore e alleviare la compressione delle radici nervose, nonché ridurre il carico sui muscoli posteriori e sulle strutture molli e ossee della colonna cervicale.

Dal punto di vista muscolare l’aumento della FHP, vale a dire l’aumento della SVA C2C7, era associato all’accorciamento dei flessori cervicali e degli estensori occipitali e all’allungamento degli estensori cervicali e dei flessori occipitali, che corrisponde alla flessione C2-C7 e all’estensione C0-C2.

L’accorciamento maggiore si è verificato nei muscoli suboccipitali, suggerendo un notevole carico di questi muscoli durante la FHP cronica.

Le considerazioni emerse in questo studio danno indicazione sui possibili interventi segmentari proponibili da parte degli operatori.

Le posture anomale della testa

Altra tipologia di alterazione sono le posture anomale della testa (AHPAbnormal Head Posture) solitamente attribuite a diverse cause oculari.

Al riguardo interessante è la review di Akbari e collaboratori, nella quale si prendono in considerazione studi dal 1975 al 2020 e si determina che le AHP possono essere causata da varie problematiche oculari o non oculari.

La prevalenza delle cause oculari dell’AHP è stata riportata al 18%-25%.

Il primo passo nella valutazione di un paziente con AHP è una corretta diagnosi differenziale tra fonti non oculari e oculari eseguendo esami oculistici completi ed escludendo altre cause di AHP ortopediche e neurologiche.

L’AHP oculare si verifica per una varietà di motivi, i più importanti dei quali includono il nistagmo, la paralisi del muscolo obliquo superiore e la sindrome da retrazione di Duane. L’AHP può essere un segno clinico essenziale per una malattia sottostante, che può essere trattata in modo appropriato solo attraverso la determinazione accurata della causa.

Conseguenze

Un postura anomala del capo di lunga durata può portare all’asimmetria facciale e a cambiamenti muscolari e scheletrici secondari.

Nel 2020 sull’International Journal of Occupational Medicine Environmental Health una ricerca sistematica della letteratura ha cercato di sintetizzare le prove dell’impatto della postura della testa sul funzionamento del corpo umano.

Sono stati selezionati 16 articoli scientifici pubblicati dopo il 2013. I loro risultati hanno dimostrato che la posizione della testa ha un effetto significativo sul corpo umano.

I risultati della ricerca mostrano che i cambiamenti anomali della posizione della testa influenzano l’attività muscolare, la propriocezione, il modello di respirazione e il dolore al collo.

testa e postura

In tal senso un intervento da parte dell’operatore non può essere esclusivamente segmentario.

Bibliografia

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