Small-sided games nel calcio

Di:   Pasquale D'Antonio  |  30 Agosto 2022

Cosa sono gli small-sided games?

Gli Small-sided games (SSG) sono delle partite su campi di dimensioni ridotte rispetto a quello regolamentare, con un numero ridotto di giocatori e spesso utilizzando alcune specifiche regole di gioco [1]. Questa tipologia di allenamento, permette di allenare nella stessa esercitazione gli aspetti tecnici, tattici e fisici del calciatore, con risparmio di tempo (time-efficient) e un alto grado di specificità.

Ricerca scientifica

Gli SSG negli ultimi anni hanno suscitato enorme interesse da parte della comunità scientifica, per la loro grande diffusione nella pratica quotidiana sul campo, tanto che sono state pubblicate diverse review narrative e sistematiche sugli SSG negli sport di squadra, analizzando il loro effetto sui parametrici tecnici, tattici, fisici e fisiologici. A tal proposito, FM Clemente e collaboratori hanno pubblicato una recentissima “umbrella review”, portando a rassegno tutte le revisioni della letteratura pubblicate sul tema [2]. Secondo i criteri dello studio, sono state selezionate 12 review, di cui 4 con metanalisi [3.4,5,6] e 8 senza [1, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13], per determinare gli effetti in acuto e cronico degli SSG e la qualità dell’evidenza scientifica attuale sul tema.

I risultati di questa review sugli effetti acuti, in termini di carico interno, carico esterno e output tecnico-tattici sono riassunti in tabella 1. Questi indicano che il carico interno aumenta quando si utilizzano formati di SSG con meno giocatori, un campo più grande, un numero di tocchi limitati, regole o richieste difensive (es. uomo su uomo) e incoraggiamento dello staff. Mentre, la presenza del portiere riduce il carico interno. Invece, vi sono risultati inconsistenti sull’influenza del regime di allenamento e dei fattori contestuali sul carico interno.

I risultati sono simili per il carico esterno, con la differenza che il regime di allenamento intermittente e un maggiore livello competitivo producono un maggiore carico esterno.

Aspetto tattico

Per ciò che concerne gli aspetti tattici, è stato visto che il formato del game, la dimensione del campo, l’assegnazione di compiti tattici e i fattori contestuali (es. livello competitivo) influiscono sugli output tattici forniti dall’esercitazione. Le stesse variabili influenzano gli output tecnici, con la differenza che ha un’incidenza anche il metodo di assegnazione del punteggio. Invece, non vi è evidenza sull’influenza del regime di allenamento adottato (continuo o intervallato) sugli aspetti tecnico-tattici.

Effetti in acuto delle diverse variabili sugli SSG

Tabella 1: effetti in acuto delle diverse variabili sugli SSG [2].

Per quanto riguarda la qualità degli studi analizzati sugli SSG, gli autori denotano la bassa qualità degli stessi e invitano i ricercatori ad aumentare la qualità della ricerca in questo campo, per fornire linee guida e conclusioni che non siano infondate o fragili.

Infine, la review indica come gli adattamenti dimostrati dagli SSG sono a carico della capacità aerobica, per la quale c’è evidenza che questo tipo di training la migliora in modo consistente, omogeneo ed equivalente alla modalità di allenamento generale. Invece, vi sono risultati eterogenei negli adattamenti neuromuscolari (forza, velocità, agilità) e quindi l’evidenza suggerisce l’utilizzo della combinazione di SSG con altri metodi complementari.

Dai vari studi in letteratura, si evince come la manipolazione di più variabili fornisce output diversi, in termini di carico interno e carico esterno e soprattutto la co-variazione delle variabili spesso può portare a output diversi dal previsto.

Area relativa

A tal proposito, è stato suggerito l’utilizzo dell’area relativa (o apP, area per player) per combinare insieme il numero di giocatori e la dimensione del campo, espressa in m² per giocatore [14, 15]. L’area relativa si calcola dividendo la grandezza del campo per il numero di giocatori impiegati [14, 16].

In merito a quest’ultimo aspetto, è stata pubblicata una recentissima review sistematica con metanalisi [17], sugli effetti dell’area relativa sulle risposte fisiche e fisiologiche nei calciatori. La review ha analizzato gli studi in cui non era stata calcolata l’area relativa, confrontando vari protocolli standard di SSG con diverse aree relative, in riferimento alla popolazione maschile di calciatori agonisti (che si allenano con regolarità e competono) dalla categoria under 12 in su.

Secondo i criteri inclusivi sono stati analizzati qualitativamente e quantitativamente 11 studi (tabella 2), con un totale di 221 giocatori (con un range di 12 e 48 partecipanti nel singolo studio) con un’età media compresa tra i 10,3 e 26 anni.

Caratteristiche degli studi inclusi nella review

Tabella 2: caratteristiche degli studi inclusi nella review [17].

Risultati della review

Secondo gli autori, la review ha fornito evidenza di qualità sufficiente che l’aumento dell’area relativa incrementa la distanza totale percorsa, la distanza ad alta velocità e la frequenza cardiaca media (figure 1, 2, 3). Però, solo uno studio di quelli investigati ha coinvolto una popolazione di calciatori d’èlite, mentre la maggior parte sono stati fatti su giovani calciatori, quindi la generalizzazione dei risultati va fatta con cautela.

Forest plot per la distanza totale

Figura 1: Forest plot per la distanza totale [17].

Forest plot per la distanza ad alta velocità

Figura 2: Forest plot per la distanza ad alta velocità [17].

Forest plot per la frequenza cardiaca media

Figura 3: Forest plot per frequenza cardiaca media [17].

In riferimento all’area relativa negli SSG è interessante citare altri due recenti studi di Riboli et al. [18, 19]. Nel primo studio, sono stati paragonati small e large sided games (con e senza portieri) con i match in casa di un club d’èlite, analizzando diverse variabili (distanza totale, distanza ad alta intensità, distanza in sprint, potenza metabolica media, distanza totale relativa in metri al minuto). I risultati sono riassunti in tabella 3.

Tabella 3: Area per giocatore (area relativa) per replicare il carico di gara utilizzando gli SSG in riferimento alla distanza totale (TD), distanza ad alta intensità (HIRD), distanza totale in sprint (TDS) e potenza metabolica media (Pmet) [18].

Inoltre, lo studio ha suggerito come l’area relativa ha influenza specifica sul ruolo (difensori centrali hanno bisogno di minore area relativa, attaccanti e centrocampisti centrali maggiore) e che nella programmazione degli SSG sulla base dell’area relativa è necessario tenere in considerazione la presenza o meno del portiere (per replicare le richieste fisiche del match si necessità di maggiore area relativa con la presenza del portiere).

Secondo studio

Nel secondo studio [18] invece, è stata determinata l’area relativa per replicare le richieste fisiche del match in giovani calciatori d’èlite (U15,U16, U17, U18,U19). Sono state monitorate la distanza ad alta velocità, la distanza ad altissima velocità, la distanza totale, la distanza in sprint, la distanza relativa e la distanza in accelerazione e decelerazione. I risultati dello studio per le diverse categorie sono riassunti in figura 4 e per i vari ruoli in figura 5.

area relativa per replicare

Figura 4: minima area relativa per replicare le richieste fisiche della partita nelle varie categorie [18].

area relativa per replicare richieste fisiche

Figura 5: area relativa per replicare le richieste fisiche del match tra i diversi ruoli [18].

Studio di Gimenez

Per la programmazione e periodizzazione degli SSG e la loro integrazione con i lavori di tipo generale, è interessante considerare quanto affermato nello studio di G. Gimènez [19], che compara un match amichevole con gli SSG (4V4) e LSG (8v8) con area relativa di 113 m2 per giocatore, considerando il medesimo volume di lavoro (32 minuti del primo tempo di partita amichevole e 32 minuti SSG e LSG). Dallo studio si evince che nel match amichevole, i calciatori professionisti di questo club, hanno percorso una maggiore distanza totale e tra i 5 e i 6,9 m/s e una più alta velocità di sprint; mentre nel match amichevole il numero di accelerazioni e decelerazioni e la percezione dello sforzo (RPE) è risultata essere minore rispetto agli SSG e LSG.

Studio di Lacome

Un altro studio importante da citare è quello di M. Lacome [20], che dimostra come gli SSG non hanno lo stesso effetto su ogni calciatore, infatti un calciatore può essere sovra-allenato o sotto-allenato dagli SSG proposti e quindi occorre individualizzare il lavoro. Ad esempio, con l’aggiunta di un lavoro generale di corsa per coloro i quali hanno necessità maggiori rispetto al carico offerto dagli SSG. Lo studio dimostra anche una tendenza per il ruolo a restituire un carico maggiore(difensori centrali) o minore (centrocampisti centrali).

Conclusioni

Dalla rassegna della letteratura illustrata in questo articolo, si evince come gli SSG siano una metodica di allenamento che permette di allenare contestualmente gli aspetti tecnici, tattici, fisici e situazionali del calcio. Dal punto di vista fisico, si è visto che gli SSG sono utili per il miglioramento dell’aspetto metabolico del calciatore, mentre sulle qualità neuromuscolari vi è ancora incertezza. Inoltre, è necessario la manipolazione delle variabili degli SSG per regolare carico interno e carico esterno in funzione dell’obiettivo dell’allenamento, della periodizzazione all’interno del meso-microciclo e per ottenere una risposta fisica minore, uguale o maggiore rispetto a quella del match.

Per concludere, è necessario ribadire che l’esperienza, “la ricerca sul campo” e le conoscenze di fisiologia umana e dello sport, devono guidare le più adeguate scelte metodologiche. Infatti, a parere del sottoscritto, è importante quantificare il carico degli SSG, sia quelli proposti dall’allenatore sia quelli proposti dal preparatore per raggiungere un obiettivo fisico, con lo scopo di impostare il giusto lavoro generale da integrare. A tal proposito è bene ribadire che il lavoro generale è essenziale e necessario per creare quegli adattamenti fisiologici utili al calciatore, che seppur sviluppati nel contesto aspecifico, hanno delle ricadute indubbie sulla performance in gara (es. potenza aerobica), quindi non dovrebbe mai mancare. Poi, in considerazione dell’analisi dell’evidenza scientifica attuale è indispensabile effettuare un lavoro complementare agli SSG per migliorare le qualità neuromuscolari e la RSA (repeated-sprint ability), per la quale si è visto che da soli gli SSG non ne permettono un miglioramento significativo [21].

Bibliografia

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