Protocollo chinesiologico correttivo

Di:   Alfonso Traficante  |  16 Giugno 2022

La Chinesiologia o Cinesiologia è la Scienza che studia il movimento umano grazie ad una visione globale dell’uomo.

Il seguente metodo di lavoro è ispirato al libro “Esercizio Correttivo®”.

Un ideale Protocollo Chinesiologico Correttivo dovrebbe avere questo ipotetico decorso:

  1. Valutazione posturale chinesiologica
  2. MFR e SMFR
  3. Esercizi di flessibilità muscolare
  4. Esercizi di mobilità articolare
  5. Esercizi di rinforzo

Valutazione posturale chinesiologica

La valutazione posturale chinesiologica ha la funzione di evidenziare gli eventuali deficit posturali grazie ad un’analisi completa dell’individuo che comprende:

  • Analisi statica o “esame del filo a piombo”
  • Analisi della funzionalità attivo-dinamica suggerita da Greenman
  • One Leg Standing Balance Test
  • Valutazione della forza muscolare analitica attraverso test muscolari manuali
  • Valutazione del ROM articolare analitico attraverso test articolari manuali
  • Sit & Reach
  • Overhead squat test
  • Single leg squat test
  • Routine di studio degli arti superiori
  • Star excursion balance test

In base all’esito dei test sarà possibile lo sviluppo di un programma di allenamento trimestrale.

MFR e SMFR

Un’ ipotetica seduta chinesiologica correttiva dovrebbe prevedere come primi esercizi quelli atti al rilascio miofasciale.

Il rilascio miofasciale (MFR) ed il rilascio auto-miofasciale (SMFR) sono tecniche manuali intese a:

  • Ripristinare la lunghezza ottimale dei muscoli e della fascia
  • Ridurre il dolore e le tensioni fasciali generatesi all’interno del tessuto muscolo – fasciale (in seguito al mantenimento prolungato di posizioni e posture non corrette o funzionali)
  • Migliorare la funzionalità del muscolo

Il rilascio avviene grazie all’utilizzo di rotoli di schiuma pressata e/o palline dure sulle quali la persona eserciterà pressione.

Autorilasciamento miofasciale con foam roller

È bene sottolineare che sia l’MFR che l’SMFR sono da evitare in determinati casi come quelli visibili nella tabella sottostante.

Situazioni in cui prendere precauzioni Situazioni in cui l’MFR e l’SMR sono controindicati
Insufficienza cardiaca da ostruzione Infenzioni
Insufficienza organica Osteoporosi
Sanguinamento Artrite reumatoide acuta
Fragilità della pelle Fratture in fase acuta
Edema Degenerazioni articolari avanzate
Alcuni tipi di cancro Trombi vascolari profondi
Edema ostruttivo
Lesioni cutanee
Ferite e piaghe aperte
Infortuni acuti o interventi nella zona di lavoro
Iperestesia
Diabete a stadi avanzati
Gotta
Terapia cortisonica o fluidificanti
Sangue

La letteratura scientifica fornisce costantemente prova dell’utilità del rilascio miofasciale nelle più diverse situazioni come nel miglioramento della flessibilità dei muscoli posteriori della coscia e della dorsiflessione della caviglia (Fauris P, 2021), e, nel dolore e nella funzionalità fisica delle persone affette da lombalgia cronica (Wu Z, 2021).

Esercizi di flessibilità muscolare

Gli esercizi di flessibilità costituiscono un pilastro essenziale del protocollo d’allenamento, poiché una mancanza di flessibilità incide negativamente sulla mobilità e sulla postura dell’individuo.

Stretching per la flessibilità

Le tecniche suggerite sono sicuramente quelle inerenti a tutti i tipi di stretching conosciuti:

  • Statico analitico o globale
  • Dinamico
  • Neuromuscolare PNF

Lo stretching statico prevede, come dice il termine stesso, che venga mantenuta nel tempo una determina posizione di allungamento lavorando sull’inibizione del riflesso da stiramento. È da scegliere quando i compensi articolari distrettuali sono ridotti.

Lo stretching dinamico o muscolare attivo prevede che si effettui un movimento costante per allungare i muscoli. È da scegliere quando i compensi articolari distrettuali sono esagerati.

Pnf

Il PNF (Proprioceptive Neuromuscular Facilitation) è una metodica caratterizzata dal lavoro sul riflesso inverso da stiramento e sul riflesso di inibizione sia autogena che reciproca; ne esistono due tecniche la CRS (Contraction Relaxation and Stretching) e la CRAC (Contraction Relaxation and Antagonistic Contraction).

CRS

La CRS prevede che un ciclo di lavoro sia composto da 30” di tenuta statica in allungamento al termine del quale il soggetto, dalla posizione di allungamento in cui si trova, esegue una lieve contrazione isometrica della durata di 3-5 secondi contro la resistenza offerta dall’operatore, il quale, al termine della contrazione, chiede al soggetto di rilassarsi e spingendo sull’articolazione guadagna passivamente qualche grado di ulteriore allungamento così da ripetere un successivo ciclo.

CRAC

La CRAC prevede un’implementazione della tecnica precedente , in quanto un ciclo di lavoro è composto da 30” di tenuta statica in allungamento al termine del quale il soggetto esegue una lieve contrazione isometrica della durata di 3-5 secondi con successivo rilassamento come nella tecnica CRS, a differenza di questa però il guadagno in allungamento dopo il rilassamento è ottenuto in forma autogena dal soggetto attraverso l’attivazione dei muscoli antagonisti; l’operatore quindi, al termine del guadagno di range articolare da parte del soggetto, avrà solo il compito di bloccare l’articolazione nella nuova posizione raggiunta così da ripetere un nuovo ciclo.

È interessante notare che, nella letteratura scientifica recente, sono stati osservati benefici sul ROM (Range of Motion) degli individui che praticavano, in maniera combinata e consecutiva, prima l’SMFR e successivamente lo Stretching (Konrad A., 2021).

Esercizi di mobilità articolare

Dopo aver lavorato sulla flessibilità muscolare è bene passare alla mobilità articolare e, perciò, a tutti quegli esercizi che permettono alle articolazioni di lavorare nel migliore dei modi.

La mobilità articolare è, infatti, la capacità di eseguire movimenti con la massima ampiezza articolare possibile; è influenzata da fattori di natura interna (costituzione, età, sesso, caratteristiche psicologiche, ecc.) ed esterna (temperatura, forze esterne, grado di allenamento, ecc.).

A seconda delle cause che la determinano può essere:

  • Attiva: determinata dalla contrazione del muscolo che permette il movimento articolare;
  • Passiva: dovuta alla forza di gravità, al peso del corpo, all’uso di attrezzi, all’intervento di un partner.

A seconda invece delle articolazioni che interessa può essere:

  • Analitica: indirizzata ad una sola articolazione con movimenti molto precisi;
  • Globale: indirizzata a più articolazioni con sollecitazioni di tutti i muscoli di una catena cinetica.

La mobilità articolare permette, quindi, sia il miglioramento del ROM, sia il rilasciamento della muscolatura e delle zone connettive rigide intorno all’articolazione.

Esercizi di rinforzo

Il rinforzo va considerato una parte fondamentale nel protocollo chinesiologico perché permette di rafforzare in maniera analitica i muscoli che, durante la valutazione, sono emersi essere carenti di forza e perciò implicati come causa del possibile deficit posturale.

Gli esercizi utilizzeranno tutte le contrazioni muscolari conosciute, ossia di tipo isometrico, concentrico ed eccentrico.

Si ricorda che:

Contrazione Isometrica Contrazione Concentrica Contrazione Eccentrica
Il muscolo genera tensione senza modificare la propria lunghezza Il muscolo modifica la propria lunghezza vincendo la resistenza Il muscolo si allunga opponendosi alla resistenza

Conclusioni

È bene sottolineare e ricordare che, alla base di un’ottima impostazione del protocollo chinesiologico, c’è una valutazione obbiettiva dell’individuo che mira a visionare, oltre ai vari disequilibri, il livello di allenamento del soggetto che si ha di fronte.

È perciò di fondamentale importanza che il carico di lavoro somministrato sia proporzionato all’età, alle problematiche presenti ed al livello di Fitness dell’individuo.

Esempio situazione tipo:

VALUTAZIONE POSTURALE CHINESIOLOGICA Individuo con Ipercifosi dorsale
SMFR – MFR Massaggio con pallina sul Muscolo Grande Pettorale e Muscoli Paravertebrali
ESERCIZI DI FLESSIBILITÀ MUSCOLARE Stretching del Muscolo Grande Pettorale
ESERCIZI DI MOBILITÀ ARTICOLARE Mobilità del rachide
ESERCIZI DI RINFORZO Adduzione scapolare in isometria

Bibliografia

  • Fauris P, López-de-Celis C, Canet-Vintró M, Martin JC, Llurda-Almuzara L, Rodríguez-Sanz J, Labata-Lezaun N, Simon M, Pérez-Bellmunt A. Does Self-Myofascial Release Cause a Remote Hamstring Stretching Effect Based on Myofascial Chains? A Randomized Controlled Trial. Int J Environ Res Public Health, 2021 Nov 24;18(23):12356.
  • Konrad A, Nakamura M, Bernsteiner D, Tilp M. The Accumulated Effects of Foam Rolling Combined with Stretching on Range of Motion and Physical Performance: A Systematic Review and Meta-Analysis. J Sports Sci Med. 2021 Jul 1;20(3):535-545.
  • López-Torres O, Mon-López D, Gomis-Marzá C, Lorenzo J, Guadalupe-Grau A. Effects of myofascial release or self-myofascial release and control position exercises on lower back pain in idiopathic scoliosis: A systematic review. Journal of Bodywork and Movement Therapies, 2021; 27:16-25.
  • Russo L, Benis R, Livi S, Falcone A, Ragalmuto N, Bartolucci P, Barni L. Esercizio correttivo®. Postura, salute e performance. ATS Giacomo Catalani Editore, Italia; 2016.
  • Vincenzini O, Raimondi P. Teoria, metodologia e didattica del movimento compensativo, rieducativo, preventivo. Prima Edizione Margiacchi – Galeno Editrice, Italia; 2003.
  • Wu Z., Wang Y., Ye X., Chen Z., Zhou R., Ye Z., Huang J., Zhu Y., Chen G., Xu X. Myofascial Release for Chronic Low Back Pain: A Systematic Review and Meta-Analysis. Front Med (Lausanne), 2021 Jul 28;8:697986.