Perché nella nostra società viene valorizzato più un titolo accademico che il reale valore della preparazione tecnica. Le Scienze Motorie non sono esenti da questo approccio nel valutare le credenziali professionali.
Le conseguenze di questo errore si manifestano nella carenza di risultati e in un fallimento del progetto d’impresa, che si tratti di un team aziendale o del mancato obiettivo individuale.
Il successo di qualsiasi operazione è frutto di una reale preparazione, che inizia con l’accesso all’informazione affidabile e di valore e passa dall’esperienza pratica.
La formazione professionale e il sistema educativo istituzionale, sta vivendo una rapida e profonda trasformazione, caratterizzata come tutti i grandi cambiamenti da una forte turbolenza all’interno della quale è facile essere disorientati. Come tutte le bolle, nella mischia tendono a inserirsi entità di vario genere interessate a una rapida speculazione, prima che il sistema trovi la sua stabile conformazione e punti di riferimento affidabili.
I migliori professionisti, capaci di ricoprire ripetutamente ruoli di responsabilità, produrre risultati e incrementare giustamente i propri profitti economici nel campo delle scienze motorie, sono professionisti che investono nella formazione professionale e personale. Statisticamente programmano almeno due corsi di formazione e aggiornamento ogni anno. Molti di questi continuano gli studi anche attraverso percorsi universitari con relativa acquisizione di competenze e titoli accademici abilitanti. Bloccare gli investimenti in ambito formativo, equivale a fermare l’orologio sperando che il tempo si fermi altrettanto. Nel contesto formativo, sono inclusi ovviamente anche lo studio di libri e l’ascolto di podcast.
Perché gli studenti imbrogliano agli esami?
Scienze Motorie - Registro Professionisti
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Il tessuto osseo non è una struttura di sostegno statica, ma un organo dinamico in continuo rimodellamento (bone remodeling). Questo processo è regolato dal delicato equilibrio tra il riassorbimento osseo, a carico degli osteoclasti, e la deposizione di nuova matrice extracellulare, mediata dagli osteoblasti. Nell'invecchiamento, in particolare nella donna nel periodo post-menopausale a causa del calo estrogenico, questo equilibrio si altera a favore degli osteoclasti, determinando una perdita netta di massa ossea e una degradazione della microarchitettura trabecolare (Raisz, 2005).
