• Siediti di nuovo.
  • Tieni il petto fuori.
  • Metti le spalle indietro.
  • Coinvolgi i tuoi fianchi.
  • Aspetta, fai finta che ci siano palle da tennis sotto le ascelle.
  • Spingi anche i glutei.
  • Non sorridere.
  • Hai fatto tutto bene?

Ti sembrano le parole di un allenatore? Speriamo di no.

Troppi segnali hanno un solo risultato possibile ed è confondere e frustrare i nostri clienti. Più spesso che no, troppi stimoli diventano schiaccianti e impediscono di fare bene il lavoro. Peggio ancora, diventano troppe informazioni da elaborare per le persone durante una sessione e questo le porta ad abbandonare presto la determinazione verso i propri obiettivi.

Non creiamo però fraintendimenti: correggere le persone è una buona cosa. Non saremmo allenatori se non allenassimo. A tal fine, dobbiamo istruire le persone in modo che eseguano gli esercizi nel modo migliore e che progrediscano verso gli obiettivi che abbiamo fissato.

Tuttavia, troppe istruzioni o come si chiama tecnicamente l’ over coaching, può essere uno degli errori più comuni e allo stesso tempo più gravi che può compiere un Personal Trainer. L’ overc oaching è reale ed è certamente presente in tutto il settore del fitness come uno dei maggiori problemi.

Quando il corpo e la mente non sono in grado di affrontare tutti gli stress, i sintomi di "sovrallenamento" si svilupperanno e le prestazioni ne risentiranno

Problema 1: troppe persone confondono le persone

Dal momento che i clienti stanno eseguendo movimenti complessi che eccitano il sistema nervoso, l’ultima cosa di cui hanno bisogno è che qualcuno gli parla addosso, il primo e più classico esempio di over coaching.

C’è già così tanto da fare nella mente di un cliente durante un esercizio: petto in fuori, torna indietro, il conto della carta di credito è previsto per domani, porta i bambini a scuola, respira, le spalle indietro, se solo potessi sposare Megan Fox. Fa sorridere ma vedi come è stimolata la loro mente?

Quindi un allenatore che aggiunge ogni volta 5-10 dettagli da sistemare è destinato ad vedere le sue parole che entrano in un orecchio ed escono dall’altro.

Soluzione: concentrati sugli errori più evidenti.

Cerca di tenere il cliente concentrato anche su solo uno o due segnali, quelli che ritieni più importanti in quel momento. Potresti scoprire che precisamente uno di quegli stimoli è ciò che fa la differenza per più problemi. Ad esempio, quando vedi un cliente con una “schiena arretrata”, ciò accade perché il cliente non riesce a impegnare adeguatamente i propri fianchi o mantenere il petto in fuori in modo corretto.

Uno stimolo “magico” potrebbe essere dirgli “proietta il tuo petto in fuori come Superman” oppure puoi arrivare a dare loro palline da tennis da spremere realmente sotto le ascelle così da poter aggiustare la loro postura.

O per un accorgimento diverso, nell’eseguire degli squat che non sono fatti correttamente, l’unico suggerimento davvero utile potrebbe essere quello di mettere una mini band sopra le ginocchia.

 

Di nuovo, a volte una cosa risolve TUTTO.

Problema 2: non c’è niente di peggio che sentirsi ripetere che sbagli

La gente sbaglia. Ma l’ over coaching li fa sentire come dei falliti. Non c’è cosa peggiore!

Ad esempio, chi non ha avuto a che fare con un cliente incapace di eseguire gli squat correttamente. E non importa quanti stravaganti stimoli, quante varie dimostrazioni, correttivi e preghiere hai tirato fuori, alla fine non sei riuscito a smuoverlo e al termine ha detto che si sentiva un fallimento perché non riusciva ad accovacciarsi come si deve. Anche questo è over coaching.

Quindi, invece di dire “scusa, gli squat sono off limits per te“, dobbiamo cambiare le cose.

Soluzione: per prima cosa dobbiamo realizzare che alcune persone hanno bisogno di una variazione su un movimento di base per ottenerlo “giusto”. Quello di cui il cliente di esempio sopra aveva bisogno per ottenere maggiore profondità e mobilità dell’anca, poteva per esempio essere il carico frontale.

Quindi potremmo provare questo esercizio di forza:


Non solo questo esercizio lo ha aiutato a migliorare la posizione dello squat, ma lo ha anche aiutato a non sentirsi un fallimento che è non poteva fare gli squat per sempre.Un giorno riuscirà a tornare a squat? Mai dire mai.

Problema 3: l’eccesso di coaching non dà autonomia alle persone

Certo, ti hanno assunto per essere sempre pronto a dare una mano, ma consentire ai clienti di ottenere l’indipendenza li aiuta ad acquisire fiducia in sè stessi. Le persone non pagano gli allenatori per avere una babysitter. Stanno pagando allenatori per diventare forti, per infondere fiducia in sé stessi ed essere in grado di ottenere i risultati desiderati. Non capire questo porta sicuramente a sviluppare un approccio decisamente indirizzato verso l’ over coaching.

I migliori personal trainer istruiscono e potenziano. Un cliente ha bisogno di sentirsi come se avessero voce in capitolo nella progettazione del loro allenamento o protocollo nutrizionale. Tu fai strada e guidali verso una decisione, ma lascia che siano loro a farlo.

Considerazioni finali

I Personal Trainer sembrano ossessionati dall’offrire motivazioni estrinseche per le prestazioni. Forse è più facile oppure siamo sempre stati stati allenati con ricompense estrinseche e non abbiamo mai pensato che potessero essere potenzialmente dannose per la motivazione.

Una ricompensa estrinseca (ad esempio una pausa extra di 20 secondi per terminare un gruppo di squat o lo stesso complimento che si dà sempre) cambia lo scopo del cliente per il completamento del compito.

Un neuroscienziato di nome Brian Knutson ha mostrato, utilizzando l’immagine di una risonanza magnetica funzionale (fMRI), una raffica di dopamina che si riversava nel cervello quando i partecipanti hanno saputo che stavano per ricevere una ricompensa. Fisiologicamente, la risposta per ottenere un premio è simile a una dipendenza. L’unico modo per mantenere la risposta desiderata alla ricompensa è continuare e dare ricompense sempre più grandi.

Per ottenere risultati a lungo termine, i tuoi clienti devono essere intrinsecamente motivati. Ci sono 3 pezzi del puzzle:

  1. Il primo è l’autonomia, di cui ho parlato sopra.
  2. Il secondo è la maestria. Un aspetto principale nel percorso verso la padronanza sta nello sviluppo di un flusso corretto. Secondo Mihaly Csikszentmihalyi, la sfida non può essere troppo facile o troppo difficile. Deve spingere il corpo e la mente in un modo che renda lo sforzo stesso la ricompensa.
  3. Il terzo è lo scopo. Scopo è la ragione emotiva dei clienti dietro i loro obiettivi di fitness. Se perdere 10 chili significa per il tuo cliente la possibilità di vivere più a lungo, questo è il suo scopo. Assicurati che i tuoi clienti siano consapevoli dello scopo del loro esercizio e non degli obiettivi superficiali.

Chiedi sempre a te stesso: stai dando ai tuoi clienti ciò che vuoi dare loro o ciò di cui hanno bisogno?