Francesco Avaldi

PERCORSO:
Francesco Avaldi è medico, laureato presso l’Università di Pavia, e poi specializzato in farmacologia clinica e con un master in dietetica vegana. Ha collaborato con l’AC Milan in qualità di consulente per la nutrizione e l’integrazione sportiva nella prima squadra e nel settore giovanile (2002-2005/2010-2016).

Francesco Avaldi è stato anche consulente per la nutrizione e l’integrazione sportiva al Paris Saint Germain nel 2013 e nel Real Madrid negli anni 2013-2015, nello staff di Carlo Ancelotti.

Attualemente collabora in qualità di consulente per la nutrizione e l’integrazione sportiva con L’Atalanta si per quanto riguarda la prima squadra che per il settore giovanile.

Giacomo Catalani:
“Come incide il regime alimentare sulle prestazioni degli atleti di elite?”

Francesco Avaldi:

“È ormai consolidato che l’alimentazione, sia per gli sportivi professionisti sia per i cosiddetti amatori, è un elemento determinante per far sì che l’attività fisica risulti benefica e non crei rischi per la salute dell’atleta. Il ruolo della dieta è ancora più importante per gli sportivi di grande livello che devono quindi seguire un piano di allenamenti e di gare molto impegnativo e che necessita di prestazioni sempre al top. Con un’alimentazione mirata ed equilibrata è indubbio che si può favorire il miglioramento delle prestazioni fisiche e prevenire il rischio di infortuni.”

Giacomo Catalani:
“Come si compila un piano alimentare?”

Francesco Avaldi:

“Per programmare un regime alimentare corretto è importante iniziare da un piccolo diario alimentare, che l’atleta deve compilare nel modo più fedele possibile. Questo passaggio è utile soprattutto per capire se nella sua dieta ci sono carenze o eccessi alimentari. Questo primo passaggio deve essere poi corredato da esami medici e strumentali, quali l’impedenzometria, un esame che serve a valutare lo stato di idratazione dell’atleta che ritengo sia un aspetto di fondamentale importanza. Bisogna poi analizzare il rapporto tra massa magra e massa grassa, nonché esami ematici per verificare se ci sono carenze vitaminiche o minerali, che possono determinare problematiche di salute o di deficit nella performance dell’atleta.”

Giacomo Catalani:
“Parliamo dell’importanza dell’acqua…”

Francesco Avaldi:

“Un atleta importante durante un periodo di allenamento deve bere circa 5 litri di acqua ogni giorno, questo ti fa già capire quando è importante secondo idratare bene l’organismo di un atleta di primo livello.

Non è che se un atleta non beve o non beve a sufficienza ha sicuramente un infortunio, però è certamente più a rischio. L’acqua trasporta tutta una serie di minerali e vitamine molto importanti per l’organismo e nei fluidi corporei avvengono tutta una serie di reazioni biochimiche fondamentali per un corretto funzionamento dell’intero organismo e di conseguenza, è evidente che, se un atleta non ha un muscolo adeguatamente idratato, andrà più facilmente incontro ad infortuni muscolari non di tipo traumatico.”

Giacomo Catalani:
“Quali sono le caratteristiche dell’acqua per un atleta?”

Francesco Avaldi:

“Fondamentalmente credo che l’acqua migliore per un atleta importante è un’acqua con PH tendenzialmente acido e un residuo fisso basso (intorno ai 5omg per litro) che permetta al rene di smaltire con buona facilità e velocità tutti i metaboliti tossici che si sono creati durante l’attività fisica e per aver un buon ricambio del liquido corporeo.

Adesso va molto di moda l’osmosi inversa che permette di avere un’acqua molto alcalina con un pH addirittura di 9,4. Bisogna però stare molto attenti perché alcalinizzare l’organismo troppo velocemente può portare ad effetti inversi a quelli desiderati, ovvero un non allenabilità dell’atleta. In questo senso preferisco avere nello spogliatoio della frutta fresca in modo da poter alcalinizzare in maniera naturale utilizzando tipi di acqua più normali.”

Giacomo Catalani:
“Quale tipo di sacrificio rappresenta la dieta per gli atleti di elite?”

Francesco Avaldi:

“Un atleta professionista non può mangiare quello che vuole durante la settimana, per poi il giorno prima della partita mettersi a dieta. È fondamentale che durante tutta la settimana l’atleta mangi in un determinato modo. Quello che devono saper capire gli atleti professionisti che non devono fare una dieta ma devono applicare uno stile di vita che sicuramente ha i suoi benefici nell’attività sportiva che deve svolgere. Quando mangiano devono stare concentrati su quello quasi quanto fanno durante l’attività fisica.

In questo senso le indicazioni che diamo agli atleti non sono solamente per quello che riguarda la loro vita al centro sportivo ma anche per quello che riguarda la loro vita a casa e quindi spesso vengono date indicazioni alle mogli o alle colf per fare in modo che gli atleti possano avere un regime alimentare costante e corretto.”

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