Antonio Squillante

PERCORSO:
Antonio Squillante è nato e cresciuto a Padova, in Italia. Si è laureato con lode presso l’Università San Raffaele – Roma, Italia – con un dottorato in Scienze motorie. Antonio è un allenatore di forza e condizionamento con più di dieci anni di esperienza con atleti delle scuole superiori, collegiali e professionisti a livello nazionale e internazionale. Ha allenato Javelin USA alle prove olimpiche di Eugen, Oregon e Team USA ai Mondiali IAAF di Perth, in Australia.

Antonio ha un interesse illimitato nel campo della biomeccanica sportiva, conducendo ricerche accademiche e presentandosi ad eventi nazionali e internazionali come membro della National Strength and Conditioning Association (NSCA), della Australian Strength and Conditioning Association (ASCA) e della International Sports Società di biomeccanica (ISBS). È uno specialista certificato in resistenza e condizionamento (NSCA-CSCS), sollevamento pesi USA e allenatore certificato USA di atletica leggera di livello 2.

Antonio ha una vasta esperienza in atletica leggera come velocista e lanciatore di giavellotto. Ha anche giocato a football americano della divisione I ed è attualmente un powerlifter riconosciuto a livello nazionale (USAPL).

Giacomo:
“Cosa rende l’Università americana più innovativa rispetto a quella italiana?”
Antonio Squillante:

“Diciamo che non è soltanto un fattore, sono più fattori. Prima di tutto lo sport è costruito dentro l’università a livello di prestazione sportiva quindi le maggiori squadre o quelle che hanno più followers sono le squadre che appartengono a università: scuole di football, di calcio, scuola di basket…

C’è un sistema economico che supporta lo sport e per migliore lo sport parte di quei fondi vanno nella ricerca quindi hai da una parte più soldi da investire quindi più potenzialità di ricerca e dall’altra parte hai più soggetti su cui fare ricerca perché hai atleti di livello praticamente professionistico a disposizione da mattina a sera, hai squadre maschili, squadre femminili e sport di forza, di potenza, di resistenza, hai soggetti e soldi per la ricerca.”

Giacomo:
“Cosa ti ha stimolato a diventare quello che sei oggi?”
Antonio Squillante:

“Uno degli stimoli più grandi all’inizio della mia carriera a livello generale, in termini di educazione è sicuramente stato il dottor Spattini che avete anche voi intervistato. Quando l’ho conosciuto è stato il primo impatto che ho avuto con un professionista nel settore quindi con qualcuno che venisse da una forte formazione accademica ma anche una forte componente pratica a livello nutrizionista, dietista e preparatore atletico.

Avevo appena cominciato scienze motorie, avevo 19 anni circa, e sono rimasto affascinato da come lui potesse prescrive una dieta e di punto in bianco citarti dieci articoli pubblicati su dieci di riviste diverse per giustificare quello che faceva. Quello un esempio di quello che in America chiamano evidence based practice. Fare medicina o preparazione atletica basata sulla ricerca.”

Giacomo:
“Quali sono le peculiarità di allenare nel football americano?”
Antonio Squillante:

“La cosa migliore a livello di preparazione atletica nel football americano è il modo in cui combaciano allenamento della forza con l’aumento della potenza all’interno del microciclo quindi all’interno della settimana. Quello penso che sia un concetto abbastanza inesplorato in Italia in Europa.

Nel football americano ci sono almeno 9/12 partite a campionato. 9/12 partite per tutta la stagione sono ogni giorno sollevamento pesi la mattina, allenamento in campo e la necessità di trovare un compromesso tra fatica e prestazione ha fatto sì che abbia sviluppato un approccio molto più razionale su come utilizzare il tempo in maniera migliore.

Quando vengono in sala pesi non ho più la seduta di potenziamento muscolare, la seduta di allenamento della forza o la seduta di forza esplosiva. Hanno tutto combinato in un’unica seduta e adattano volume e intensità per farci entrare tutto.”

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