Microbiota intestinale: ruolo e funzioni

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Un'illustrazione del microbiota intestinale, che mostra villi intestinali arancioni e microrganismi, come batteri o virus, fluttuanti sopra la superficie. In basso a destra è visibile il logo di Scienze Motorie
01 luglio 2021

Composizione del Microbiota

La composizione del microbiota acquista delle caratteristiche specifiche in funzione al tipo di dieta, tradizioni ed abitudini alimentari. La Flora intestinale è composta da più di 100.000 miliardi di batteri appartenenti a 400 specie diverse fra loro. La loro collaborazione è indispensabile per mantenere l’intero organismo in salute. La sua composizione viene influenzata fin dalla nascita e dai primi mesi di vita, è specifica per ogni individuo e può essere studiata dal punto di vista genetico (microbioma).

Funzioni

  • Disgregazione delle sostanze che il nostro sistema non è in grado di smantellare, come le cartilagini e le molecole di cellulosa.
  • Sintesi di sostanze indispensabili, ad esempio la vitamina K, che svolge un ruolo essenziale nella coagulazione del sangue.
  • Tali funzioni includono la capacità di assimilare componenti altrimenti indigeribili della nostra dieta, come i polisaccaridi vegetali.

Fattori che influenzano la composizione

  • L’apporto di fibre con la dieta (nel 2010 uno studio condotto dall’ospedale di Meyer e dal dipartimento di farmacologia dell’università di Firenze ha rilevato che le popolazioni dei bambini del Burkina Faso, abituati ad una dieta ricca di fibre, hanno nell’intestino una popolazione di batteri molto più ricca e varia rispetto a quella dei loro coetanei Italiani, abituati a mangiare zuccheri, carne e meno fibre).
  • L’abuso di zuccheri e di carboidrati raffinati (causa uno squilibrio del microbiota intestinale verso lo sviluppo di tutti quei batteri che causano infiammazione).
  • L’età.
  • Lo stress (altera il normale equilibrio della composizione del microbiota interferendo con i normali processi di assorbimento e assimilazione di vitamine e minerali).
  • L’uso di antibiotici, statine, antiinfiammatori, antiacidi.

Batteri che causano disbiosi

La disbiosi intestinale è una condizione di squilibrio microbico causata da una crescita eccessiva di batteri “cattivi” all'interno dell'intestino, che ne provocano la produzione di sostanze nocive all’equilibrio del benessere. disbiosi intestinale

Microbiota e patologie

Malattie infiammatorie croniche intestinali:
  • Morbo di Crohn (E. Coli)
  • Colite di ulcerosa (E. Coli)
Patologie reumatiche infiammatorie:
  • Artrite reumatoide (carenza di bifidobatteri/aumento di prevotella)
  • Spondiloartrite
Malattie autoimmuni:
  • Lupus eritematoso sistemico (carenza di bifidobatteri/aumento di prevotella)
  • Sclerosi multipla

Esami di laboratorio per lo Studio del benessere intestinale

  • Micro-bioflora (feci)
  • Micro-disbioflora (feci)
  • Calprotectina fecale
  • Zonulina fecale
  • Elastasi 1 pancreatica
  • Test genetico microbiota infiammatorio
  • Test genetico microbiota metabolico

Probiotici

Sono microrganismi vivi, per lo più batteri e lieviti, come composizione molto simili naturalmente a quelli presenti nel nostro tratto gastrointestinale. Il loro nome deriva dalla fusione tra il prefisso latino “pro”, “a favore” con il sostantivo greco “bios”, cioè vita. Favoriscono la vitalità e l’equilibrio del microbiota intestinale. Requisiti : devono essere in grado di sopravvivere all’ambiente acido dello stomaco e arrivare vivi e vitali nell’intestino. Devono essere in grado di aderire alla mucosa intestinale e colonizzarla (riprodursi). Devono trovare un ambiente idoneo per potersi riprodurre. Carta d'identità : ll ceppo batterico a cui appartiene un probiotico è la sua carta di identità e consente di verificare se sono stati pubblicati studi e ricerche. Per diversità si intende il numero di ceppi batterici contenuti, per dosaggio si intende il numero di batteri contenuti, misurato in CFU (unità formanti colonie), e per modalità di somministrazione si intende se va assunto per bocca o va applicato a livello topico. Questo parametro determina anche la forma in cui si presentano i probiotici. È opportuno scegliere dei probiotici che contengono almeno 1 miliardo di cellule vive per almeno uno dei ceppi presenti, un valore di riferimento definito dal Ministero della Salute, che garantisce la colonizzazione a livello intestinale. La formulazione: l’utilizzo di capsule rivestite è spesso da preferire, in quanto permette ai microrganismi probiotici di sopravvivere all’ambiente ostile dello stomaco e di raggiungere l’intestino. Questo problema non si pone, come abbiamo visto, nel caso di probiotici sotto forma di spora.

Conclusioni

Il microbiota intestinale è un mondo complesso ancora da scoprire nella sua totalità. Sono infatti ancora in corso diversi studi per comprendere Il complesso equilibrio fra i rapporti dei vari distretti corporei e il microbiota intestinale. La genomica ha fatto dei passi da gigante riuscendo a genotipizzare l’intero genoma del microbiota umano. L’alimentazione è uno degli elementi in grado di indurre delle modificazioni sulla composizione del microbiota intestinale: potrebbe avere quindi, indirettamente, un ruolo preventivo nello sviluppo di condizioni infiammatorie croniche intestinali. Le nuove strategie terapeutiche dovranno avere in comune l’idea di curare la malattia con approcci nuovi, che non siano più basati solo sulla soppressione dei meccanismi infiammatori grazie all’esclusivo uso di farmaci, per quanto siano gli eventi responsabili dei sintomi, devono essere oggi considerati tutti gli eventi secondari nell’eziopatogenesi della malattia compresa la cura del microbiota intestinale.  

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