Lipedema e linfedema

Di:   Simona Repetto  |  15 Febbraio 2022

Il lipedema è una malattia progressiva in cui si riscontra accumulo spropositato di grasso sottocutaneo nella regione sotto ombelicale, a partire quindi dalla regione glutea e soprattutto sulle gambe ad eccezione dei piedi che conduce quasi sempre a problemi di deambulazione man mano che la malattia diventa cronica.

Spesso ma non sempre colpisce anche la regione delle braccia. Nei primi stadi della malattia la parte superiore del corpo può rimanere piuttosto esile mentre la parte inferiore del inizia ad accumulare grasso.

Le aree colpite appaiono edematose e dolorose sia senza stimoli che a seguito della digitopressione, e sono molto sensibili ai traumi per cui anche un minimo sfregamento può causare ecchimosi.

Stadi del lipedema

Questa patologia colpisce quasi esclusivamente la donna e viene classificata in quattro stadi in base all’aspetto e alla distribuzione del tessuto adiposo (Meyer-Vollrath 2004, Herbst 2015):

  • STADIO 1: la cute appare liscia con piccole nodularità.
  • STADIO 2: l’aspetto è a “buccia d’arancia”, il sottocute ispessito, nodularità più visibili.
  • STADIO 3: l’aspetto è a “materasso” con noduli di grossa dimensione.
  • STADIO 4 o LIPOLINFEDEMA: l’edema non si riduce con il riposo notturno, ma permane, e interessa anche mani e piedi.

Tuttavia quest’ultimo stadio genera diverse controversie infatti non tutti gli autori sono concordi nell’inserirlo all’interno della classificazione del lipedema perché associa caratteristiche proprie del linfedema, altra patologia differente anche se per certi versi correlata.

In questo quarto stadio infatti si assiste a due caratteristiche particolari, la prima è che il segno della fovea diventa positivo.

linfedema

Segno della fovea

Con il termine segno della fovea ci si riferisce alla formazione di una fossetta o depressione della pelle in seguito a digitopressione.

È un fenomeno transitorio che indica però che il tessuto è edematoso e più sarà edematoso e sofferente e più tempo ci metterà a sparire la fossetta dopo aver premuto la pelle.

Segno di stemmer

Inoltre compare il segno di Stemmer che è considerato un test diagnostico per riconoscere la patologia del linfedema.

Per diagnosticarlo si procede così: si cerca di sollevare verso l’alto una plica cutanea, e se questo risulta difficile o impossibile si parla di ‘Segno di stemmer positivo’, siamo di fronte ad un criterio diagnostico di linfedema.

Lipedema

L’eziologia del lipedema è ancora sconosciuta anche se si suppone possano coesistere fattori genetici, ormonali e familiari.

Il lipedema è ancora oggi molto sottovalutato in quanto si ritiene responsabile esclusivamente il paziente accusandolo di introdurre molte più calorie del necessario e favorendo così l’ingrassamento, tuttavia anche se la dieta spesso in questi soggetti non è molto corretta si verifica un eccessivo accumulo di grasso talmente anomalo da far sembrare il soggetto come diviso a metà: una parte sopra normale o piuttosto esile, e una parte sotto completamente sproporzionata, pesante, malata.

Ad oggi non esiste ancora un programma di screening per prevenire o riconoscere questa patologia, inoltre viene spesso confusa con un’altra patologia che è il linfedema oppure con l’obesità tuttavia sono tutte patologie diverse, con caratteristiche dissimili tra loro e ben definite.

Nel linfedema c’è un ristagno di linfa in alcuni distretti del nostro organismo, soprattutto negli arti inferiori e ciò è causato da anomalie del sistema linfatico.

lipedema linfedema

Obesità

Nell’obesità c’è un grande accumulo di tessuto adiposo causato dal surplus di calorie introdotto con l’alimentazione, il tessuto grasso si distribuisce piuttosto armonicamente in tutto il corpo, tuttavia rimangono inalterate le due predisposizioni relative all’accumulo, ossia la tendenza all’aumento di grasso androide che interessa braccia e addome, quest’ultimo considerato da più di un decennio molto pericoloso perché associato a diverse malattie coronariche e sindrome metabolica, e l’accumulo di grasso ginoide che interessa fianchi, glutei e gambe, considerato caratteristico del genere femminile per cause ormonali (soprattutto un aumento di estrogeni associato a ritenzione idrica e infiammazione cellulare).

Sintomi

Nel lipedema abbiamo diversi sintomi, il principale è l’accumulo eccessivo di grasso sugli arti inferiori, sui fianchi e sulle caviglie, il dolore a riposo, durante la digitopressione e nella deambulazione il che lo rende una malattia cronica invalidante per il soggetto che farà sempre più fatica a muoversi ed essere autonomo.

Inoltre il gonfiore tipico del lipedema è simmetrico e si presenta come delle alterazioni a colonna e deformità delle gambe intere anche se esistono alcuni casi in cui si presentano alterazioni che si diffondono verso il basso e in questo caso si parla di fenomeno ‘pantaloni alla zuava’ perché le deformità terminano sempre alle caviglie.

Inoltre sono presenti dolore al tatto e alla pressione, presenza frequente di teleangectasia sulla parte esterna della coscia, sensibilità generale e quindi tendenza a sviluppare lividi causati da piccoli traumi, pelle morbida, nodulare che presenta tipici affossamenti.

Il lipedema quindi non è solo grasso, spesso i pazienti hanno già provato a dimagrire senza ottenere risultati, anzi spesso accade che a dimagrire siano le zone sane mentre le zone affette da questa patologia rimangano invariate.

Questa malattia rappresenta un disordine del tessuto adiposo e colpisce l’11% di donne in tutto il mondo.

Approccio per il recupero

Il primo approccio per migliorare la condizione del paziente è un supporto alimentare adeguato, combinato all’attività fisica. Diversi studi dimostrano che l’adiposità del lipedema è resistente alle diete dimagranti ma può rispondere alla chetosi.

Dato che ogni dieta che causa deficit calorico è funzionale ai fini del dimagrimento, si può intervenire con le diete chetogeniche perché è dimostrato che modulano il dolore e riducono l’infiammazione di vasi linfatici.

Per quanto riguarda l’esercizio fisico è importante programmare sedute di allenamento cardiovascolare in modo da aumentare il flusso sanguigno e drenare la linfa abbinate a sedute di rinforzo muscolare per contrastare le perdita di massa magra che invece è da preservare perché utile ai fini di mantenere tono e forza negli arti inferiori.

Il grasso corporeo diminuisce sempre grazie alla dieta, la muscolatura si mantiene o cresce grazie all’allenamento, questa è una verità fisiologica inoppugnabile.

La terapia compressiva con particolari calze elastiche unita a massaggi drenanti manuali risultano utili per prevenire ulteriori gonfiori.

Ulteriori accortezze

Alcune accortezze possono essere quella di evitare di stare troppo seduti o in piedi, di dormire con uno o più cuscini sotto le gambe in modo da mantenere gli arti inferiori sollevati, terapie con macchinari come la pressoterapia aiutano a ridurre i gonfiori ed a stimolare il sistema linfatico.

Importantissima anche la cura delle pelle e l’igiene poiché il sudore può causare irritazioni. Importanti anche gli automassaggi da effettuare dal basso verso l’altro per aiutare il drenaggio della linfa. L’integrazione fitoterapica può dare un contributo importante se viene associata a tutto il resto: gli estratti di betulla, pilosella e orthosiphon hanno spiccate proprietà diuretiche, favoriscono l’azione drenante, si trovano sotto forma di compresse, gocce o particolari mix in bottiglia in cui ci si serve del misurino allegato al prodotto da diluire in una bottiglia da un litro e mezzo/due litri d’acqua. Questo è un sistema molto utile per invogliare il paziente anche a bere di più.

La bromelina, enzima presente nel gambo dell’ananas, ha azione proteolitica in grado di ridurre i gonfiori, è necessario però assumerla lontano dai pasti poiché durante il pasto aiuterà a digerirne lo stesso e non avrà azione diuretica.

Per quanto riguarda il linfedema invece, è importante sapere che esso rappresenta un ristagno di linfa nei vari distretti dell’organismo, che è segno di sofferenza del sistema linfatico.

Normalmente il decorso della linfa avviene per mezzo di valvole a nido di rondine situate nei vasi linfatici e poiché non esiste un sistema di pulsazione e distribuzione attiva come per esempio accade con cuore e vasi arteriosi e venosi, un rallentamento della linfa può accadere anche con facilità in soggetti predisposti.

Quando si verifica il linfedema

Il linfedema si verifica quindi quando i vasi linfatici non sono in grado di drenare adeguatamente la linfa.

Esso può presentarsi di origine primaria se è causato da anomalie congenite del sistema linfatico oppure di origine secondaria dovuto alla conseguenza di alcune patologie come adenopatie, diabete, linfangite, cellulite batterica, erisipela, filariosi linfatica oppure può derivare dalla rimozione chirurgica dei linfonodi (eseguita, per esempio, per asportare masse tumorali).

I sintomi caratteristici del linfedema sono i gonfiori ad un braccio o ad una gamba, spesso molto evidenti, con difficoltà a muovere l’ atto colpito, alterazioni del colore della pelle della zona soggetta associato a prurito persistente.

È quindi un accumulo esagerato non di grasso come avviene nel lipedema ma di liquido linfatico in vari distretti dell’organismo e questo rallentamento è comunque patologico perché è espressione del malfunzionamento del sistema linfatico che è un sistema molto importante per eliminare i residui tossici che filtrano dai capillari sanguigni.

La linfa che scorre nei vasi linfatici viene veicolata nei linfonodi che sono centrali di filtraggio e depurazione, è quindi importante che tutto il meccanismo funzioni, se così non è il liquido si accumula originando gonfiore ma si compromette anche la qualità della linfa.

Anche in questa patologia non esiste una cura specifica ma bisogna sempre rivolgersi alle terapie precedentemente elencate: un approccio alimentare chetogenico con alimenti poco lavorati e in grado di stimolare la diuresi, un programma di attività fisica mirato che include esercizio aerobico e attività di muscolazione, in quanto più il muscolo è sano ed attivo e più la circolazione linfatica viene stimolata dalle contrazioni muscolari stesse.

I trattamenti manuali come il linfodrenaggio, o con macchine come la pressoterapia e l’uso di indumenti compressivi.

È quindi comprensibile come entrambe le malattie possano causare problemi fisici e psicologici alla persona stessa, ed in entrambi i casi si assiste ad un indebolimento del sistema immunitario dovuto sia in parte alle conseguenze delle patologie sia dalle concause (alimentazione sregolata, sedentarietà, sovrappeso/obesità ecc) quindi l’approccio dovrà essere multidisciplinare e coinvolgerà più professionisti.

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