L’importanza dello Sport per i Bambini

Gruppo di bambini con magliette arancioni e gilet blu che partecipano a un’attività sportiva
27 novembre 2019

La ricerca:

mostra che l’esercizio fisico, che si tratti di sport di squadra, sport individuali o anche solo di andare fuori a giocare, ci rende più creativi e più attenti quando torniamo sui nostri banchi. Può anche aiutarci a imprimere l’apprendimento nella nostra memoria muscolare, proprio come un allenamento sportivo.È sempre più riconosciuto a livello scientifico che l’attività fisica sia determinante per il funzionamento cognitivo e neurale dei bambini oltre ad avere diversi benefici fisiologici e psicologici. I risultati di diverse ricerche mostrano come alti livelli di attività fisica migliorino il funzionamento cognitivo e i risultati accademici nei bambini in età scolare (Carson et al., 2016).

In uno studio del 2014 dell’Università del Nord del Texas,

i ricercatori hanno scoperto che l’attività aerobica tra i bambini ha portato a punteggi più alti nei test di lettura e matematica. Gli scienziati dell’Università dell’Illinois, utilizzando i dati della risonanza magnetica per misurare le dimensioni del cervello, hanno scoperto che i bambini di nove e dieci anni fisicamente attivi avevano un ippocampo più grande dei loro coetanei sedentari e hanno ottenuto punteggi più alti nei test di memoria.

Una meta analisi del 2016 di Jackson e colleghi, ad esempio, ha mostrato che un programma strutturato di allenamento rivolto a bambini tra i 7 e i 12 si associ ad un miglioramento significativo della capacità di inibizione; si tratta di un insieme di capacità che ci permettono di regolare il nostro comportamento in modo da fornire una risposta adeguata alla situazione in cui ci troviamo, è  un’importante funzione cognitiva alla base di diversi processi mentali complessi come l’intelligenza, l’interazione sociale e l’abilità di risolvere problemi complessi.

In uno studio in corso, Il professore di psicologia della Northeastern University Charles Hillman ha trovato prove che i bambini che corrono e giocano per 70 minuti al giorno mostrano abilità cognitive migliori di quelli che non lo fanno.

Perché l’esercizio fisico è la chiave della cognizione?

Esistono molti meccanismi diversi“, afferma Hillman. “Non li capiamo tutti, ma uno di quelli di base è che in risposta all’esercizio cardiovascolare, c’è un aumento del flusso sanguigno. Il sangue trasporta ossigeno, che nutre il tessuto cerebrale. Un altro è che le molecole neuro-protettive aumentano durante l’esercizio e sono correlate, tra le altre cose, alla memoria.

La linea di base è il movimento: anche un singolo momento di moderato esercizio fisico migliora la funzione cerebrale. Dice Hillman: “Se mi chiedessi di progettare un giorno di scuola perfetto, si tratterebbe di lezioni di 45 minuti, con intervalli di 10-15 minuti in modo che possano ottenere i benefici dell’attività esterna.”

Il cervello umano si è evoluto per integrarsi e rispondere ai segnali di tutti e cinque i sensi – non solo della vista – che può aiutare a spiegare perché gli stimoli cinestetici e tattili sono una spinta all’apprendimento. Un esempio importante di questa capacità del cervello sono i risultati sempre maggiori che si ottengono con bambini con problemi come la dislessia: molti specialisti fanno esercitare i ragazzi con le parole mentre saltano su un trampolino. Attività ripetitive, ritmiche, multisensoriali come saltare la corda, ballare, saltare e lanciare una palla coinvolgono il corpo, non solo la mente, aiutandoci ad assorbire meglio le informazioni e conservarle più a lungo. Il movimento, specialmente quando è divertente, ci distoglie anche da ciò che potrebbe essere altrimenti percepito come un compito oneroso.

Di quanti movimenti hanno bisogno i bambini?

In un rapporto pubblicato a novembre dal comitato consultivo delle Linee guida per le attività fisiche del Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti, i bambini dai 6 ai 17 anni sono invitati a fare un’ora di attività da moderata a intensa ogni giorno. Questo è invariato rispetto al rapporto precedente, ma la novità è la raccomandazione anche per i bambini più piccoli: i bambini in età prescolare di età compresa tra i tre e i cinque anni dovrebbero essere “attivi durante il giorno”.

Gli sport di squadra e le attività organizzate sono ottimi sbocchi fisici, ma non programmati o liberi da soli – anche il gioco è importante. Quando non rispondono agli stimoli esteriori e alle istruzioni dei loro allenatori o amici, i bambini sono più in grado di sintonizzarsi con la propria immaginazione. E secondo recenti studi, sognare ad occhi aperti è sia un indicatore di intelligenza che un canale per una maggiore creatività.

Non c’è dubbio che l’attività fisica sia estremamente importante per i bambini.

Oltre ai benefici legati al corpo e alla crescita, praticare uno sport può aiutare a costruire la fiducia e l’autostima, imparare le abilità sociali e stabilire abitudini di vita sane a lungo termine.

Ma ovviamente non tutti i bambini sono uguali e soprattutto non tutti amano lo sport allo stesso modo. Molti bambini si impigriscono, complici gli stimoli passivi come computer, console, tv e smartphone e a volte per un genitore convincerli a fare sport con regolarità può diventare come costringerli a mangiare verdura cotta ogni giorno.

Sport e Bambini in Italia

I dati dell’Istat rivelano che l’Italia è uno dei paesi più sedentari d’Europa e il dato non riguarda solo gli adulti, ma si riferisce anche ai bambini. Nel 2017, i bambini nella fascia d’età tra i 6 e i 10 anni che non praticavano sport e attività fisica erano il 18,8%, se prendiamo in considerazione la fascia d’età che va dai 3 ai 5 anni, i dati sono ancora più preoccupanti: il 48,8% non pratica né sport né attività fisica. La conseguenza di questo stile di vita sedentario è che, in Italia, un bambino su 3 è in sovrappeso.
fRiferimenti
Rispetto a comportamenti che favoriscono la sedentarietà ben il 44% dei bambini ha la Tv nella propria camera da letto, il 41% trascorre più di 2 ore al giorno davanti a Tv/videogiochi/tablet/ cellulari, solo 1 su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta. E quando si cresce non va meglio: dopo i 14 anni il 20% dei maschi e il 40% delle ragazze interrompe la pratica dello sport.

Bambini con magliette arancioni e gilet blu che partecipano con entusiasmo a un’attività sportiva all’aperto.


Riferimenti:

Carson, V., Hunter, S., Kuzik, N., Wiebe, S. A., Spence, J. C., Friedman, A., … Hinkley, T. (2016). Systematic review of physical activity and cognitive development in early childhood. Journal of Science and Medicine in Sport, 19(7), 573–578.

Jackson, W. M., Davis, N., Sands, S. A., Whittington, R. A., & Sun, L. S. (2016). Physical Activity and Cognitive Development. Journal of Neurosurgical Anesthesiology, 28(4), 373–380.

Miglior-Libro-Ginnastica-in-Gravidanza-ATS
Scienza-in-Danza-Libro-Scienze-Motorie
Tennis-Libro-Scienze-Motorie
Giuseppe-Coratella-Libro
Nutrizione-Funzionale-Scienze-Motorie
ads 08-09-10 maggio

Articoli Correlati

Bambino che dorme sereno tra peluche nel letto, rappresentazione del riposo rigenerativo cerebrale fondamentale per lo sviluppo cognitivo infantile discusso nell'articolo su attività fisica e impatto schermi.

Sonno nei bambini: impatto di attività fisica e schermi luminosi sullo sviluppo cognitivo

Introduzione In un mondo sempre più digitale e caratterizzato da ritmi di vita frenetici, il sonno dei bambini emerge come uno dei fattori più critici per il loro sviluppo integrale, influenzando non solo la crescita fisica, ma soprattutto quella cognitiva, emotiva e comportamentale. Il riposo notturno rappresenta un processo attivo e indispensabile: durante queste ore, […]

Guida alla Ricerca Bibliografica nelle Scienze dello Sport: Metodi e Risorse

Guida alla Ricerca Bibliografica nelle Scienze dello Sport: Metodi e Risorse

Il Cuore dell’Approccio Evidence-Based Nel panorama contemporaneo dello sport d’élite e della preparazione fisica, l’intuizione non è più sufficiente. Studenti, docenti e professionisti (coach, personal trainer, riatletizzatori) devono oggi adottare un approccio evidence-based: un metodo capace di integrare le più recenti scoperte scientifiche con il contesto specifico e l’esperienza maturata sul campo. La ricerca bibliografica […]

Rappresentazione anatomica 3D del pavimento pelvico femminile con evidenza dell'utero e delle strutture muscolari di sostegno.

Il pavimento pelvico femminile: anatomia e funzioni

Il pavimento pelvico è così denominato in quanto sorregge come un pavimento tutti i visceri. È composto da diversi strati muscolari che formano una cupola rovesciata o la prua arrotondata di una nave. Questa struttura delinea la chiusura caudale della cavità addominale. La sinergia muscolare e la stabilità Il pavimento pelvico lavora in stretta collaborazione […]

Tennista professionista in fase di spostamento laterale durante un test di resistenza specifica sul campo.

Sigma Test: la valutazione della resistenza specifica nel tennis

Nel panorama della preparazione atletica moderna, la valutazione del tennista ha superato la distinzione netta tra capacità condizionali e capacità cognitive. Il Sigma Test, ideato da Buzzelli, rappresenta l’evoluzione scientifica nella valutazione dell’atleta. Questo protocollo non si limita a misurare la capacità aerobica, ma indaga la resistenza specifica del tennista, integrando metabolismo e funzioni cognitive. […]

L’Apprendimento Motorio: Tra Neuroplasticità e Memoria Muscolare

L’Apprendimento Motorio: Tra Neuroplasticità e Memoria Muscolare

Nel mondo dello sport, ripetere un’azione costantemente ci permette di automatizzarla, eseguendola senza impegno cognitivo conscio. Questo fenomeno, comunemente noto come “memoria muscolare”, è tecnicamente definito memoria procedurale. Il suo compito è conservare le abilità motorie acquisite, trasformandole in schemi permanenti. La Scienza dietro il Gesto: Dalle 10.000 Ore alla Neuroplasticità Sebbene Gladwell (2008) indichi […]

Biomeccanica della Corsa: L’Ingegneria del Rimbalzo e il Ruolo Attivo del Piede

Biomeccanica della Corsa: L’Ingegneria del Rimbalzo e il Ruolo Attivo del Piede

La corsa rappresenta una delle forme di locomozione più evolute dell’essere umano. Sebbene nell’immaginario comune sia considerata un gesto istintivo — quasi banale nella sua immediatezza — un’analisi scientifica rivela una struttura complessa, regolata da fini concatenazioni motorie e leggi fisiche precise. La distinzione tra “correre” e “saper correre” non è puramente semantica: il “sapere” […]

Live Chat
assistance banner image
Whatsapp
Messenger
800.19.35.40