Troponina, tropomiosina, actina e miosina: le proteine contrattili

ats logo
Paolo Bartolucci
Rappresentazione tridimensionale di proteine contrattili muscolari, con filamenti di actina e miosina visibili. In basso, il testo "Le Proteine Contrattile" e il logo di Scienze Motorie
27 giugno 2022

Il muscolo scheletrico, sottoposto al controllo volontario che troviamo classificato come facente parte dell’apparato locomotore, è costituito da una serie di unità dette fibre, raccolte in fasci che ne contengono un numero imprecisato e variabile. Le fibre sono formate da cellule muscolari, dette miofibrille, che sono rappresentate dal sarcomero, un’unità contrattile che contiene le proteine tipiche della contrazione muscolare. Sono orientate longitudinalmente e delimitate da due dischi detti “Z” dove avviene il loro slittamento. struttura del sarcomero muscolare Le proteine contrattili sono quattro. La classificazione gerarchica qui adottata, tiene in considerazione l’importanza che tali proteine hanno in natura: quanto sono presenti e quanti individui le possiedono nel loro organismo. Struttura della miosina

La miosina

È la proteina contrattile per eccellenza. Ha un elevato peso molecolare e come tutte le proteine presenti in natura, è dotata di polarità. È composta da un’area filamentosa centrale e da una parte globulare terminale. L’area filamentosa è formata da catene polipeptidiche di due tipi, due sono pesanti e quattro leggere. Quelle leggere determinano la specialità nella funzione della proteina, deputata a definire le proprietà funzionali specifiche nella muscolatura, sia per l’uomo che per gli animali. Le catene sono formate da aminoacidi, che a loro volta sono composti peptidici costituiti da basi azotate formate da carbonio, azoto e idrogeno. I peptidi formano i polipeptidi, che vanno a definire la base strutturale proteica, così come i mattoni per costruire una casa. Dal punto di vista istologico, le aree centrali creano ponti trasversali attraverso i quali si legano con altre proteine contrattili, mentre le aree globulari strutturano i legami con l’actina e l’ATP.

L'actina

L’actina costituisce i filamenti sottili del sarcomero, è una proteina globulare, di forma simile ad una sfera (G-actina). Molte di queste molecole si associano tra loro per comporre lunghi e sottili granuli (detti F-actina). Due di queste catene si avvolgono eleicodalmente l’una sull’altra, dando origine al filamento sottile. Ogni molecola di G-actina contiene un sito di legame per la testa della miosina, che, in condizioni di riposo, si trova bloccato da due proteine. I filamenti sottili sono infatti costituiti, oltre che dall’actina, da Troponina e Tropomiosina.

La troponina e la tropomiosina

Sia la troponina che la tropomiosina sono proteine contrattili che impediscono la contrazione muscolare, in quando mantengono ancorate le posizioni molecolari dell’actina rispetto la miosina. Il calcio ha un ruolo fondamentale, in quanto consente – agendo sulla troponina – di effettuare modifiche nella contrazione actino-miosina. Tropomiosina: nel muscolo a riposo impedisce il contatto tra 7 molecole di G-actina e le rispettive teste di miosina, mantenendo il muscolo rilassato. Troponina: quando lega il calcio cambia la propria conformazione e sposta la tropomiosina permettendo l’aggancio con la miosina. Libro Esercizio Funzionale

Libro Allenamento Cognitivo Tennis
Libro Prevenzione delle cadute e riprogrammazione dell’equilibrio
Cadaver Lab
Libro e Video Corso Ginnastica Posturale
Libro Ginnastica in Gravidanza
Sport Science

Articoli Correlati

Portieri: profilo di carico delle uscite e seduta di potenza specifica

Portieri: profilo di carico delle uscite e seduta di potenza specifica

Il portiere è un ruolo poco rappresentato nella letteratura sulla preparazione fisica nel calcio e nella programmazione quotidiana. Le sue richieste non sono una versione ridotta di quelle del giocato...

Proteine nella giornata di chi si allena la sera: distribuzione dei pasti rispetto al pasto unico

Proteine nella giornata di chi si allena la sera: distribuzione dei pasti rispetto al pasto unico

Chi lavora di giorno e si allena dopo le 19 ha spesso una giornata alimentare sbilanciata: colazione rapida o assente, pranzo veloce, spuntino casuale e una cena abbondante dopo l'allenamento, dove si...

Doppio e singolare: profilo di carico e adattamento della seduta atletica

Doppio e singolare: profilo di carico e adattamento della seduta atletica

Come differiscono le richieste di doppio e singolare nel tennis e come adattare volume, intensità e contenuti della seduta atletica.

Il warm-up tecnico nel calcio: evidenze disponibili e proposta metodologica

Il warm-up tecnico nel calcio: evidenze disponibili e proposta metodologica

Nel calcio, il warm-up collega la condizione iniziale di riposo del calciatore alle richieste fisiche, tecniche e cognitive dell’allenamento o della competizione. Un riscaldamento attivo adeguatamente strutturato può aumentare la temperatura muscolare, il flusso sanguigno, la velocità di conduzione nervosa e l’attività metabolica, oltre a favorire l’attivazione neuromuscolare e la preparazione mentale. I benefici dipendono tuttavia dall’equilibrio tra attivazione e fatica, dalla durata, dall’intensità e dal recupero che precede l’attività successiva (Bishop, 2003a, 2003b; Fradkin et al., 2010; McGowan et al., 2015; Silva et al., 2018).

Esercizi per Osteoporosi negli Anziani: come prevenire fratture e rafforzare le ossa in sicurezza

Esercizi per Osteoporosi negli Anziani: come prevenire fratture e rafforzare le ossa in sicurezza

Il tessuto osseo non è una struttura di sostegno statica, ma un organo dinamico in continuo rimodellamento (bone remodeling). Questo processo è regolato dal delicato equilibrio tra il riassorbimento osseo, a carico degli osteoclasti, e la deposizione di nuova matrice extracellulare, mediata dagli osteoblasti. Nell'invecchiamento, in particolare nella donna nel periodo post-menopausale a causa del calo estrogenico, questo equilibrio si altera a favore degli osteoclasti, determinando una perdita netta di massa ossea e una degradazione della microarchitettura trabecolare (Raisz, 2005).

Come Migliorare il Cammino negli Anziani: Esercizi per Bacino, Colonna e Anche per un’Andatura più Fluida e Sicura

Come Migliorare il Cammino negli Anziani: Esercizi per Bacino, Colonna e Anche per un’Andatura più Fluida e Sicura

La qualità del cammino è uno degli indicatori più importanti dello stato di salute nell’anziano: una camminata lenta, rigida o instabile è associata a un rischio significativamente maggiore di cadute,...

Live Chat
assistance banner image
Whatsapp
Messenger
800.19.35.40