La teoria yin-yang

Di:   Francesco Corsi  |  30 Giugno 2022

Nell’approccio alla metodica della coppettazione non è possibile non incontrarsi con la teoria yin-yang. Essa rappresenta il principio primo e ultimo di tutte le cose, il concetto filosofico di complementarietà che permea tutto l’universo, che va dal Taiji all’arte e alla musica alla medicina.

Spesso, nella cultura occidentale, i disturbi vengono affrontati in maniera settoriale, in base alla propria specializzazione. Per la MTC gli aspetti fisici e mentali sono sempre uniti e sono espressione di un’unica energia che attraversa la persona, l’ambiente e l’universo. Lo yin e lo yang rappresentano quindi un metodo di lettura funzionale di un evento esprimendo un concetto non statico ma dinamico: non esisteranno aspetti assoluti ma relativi, secondo la logica che tutto è in continuo mutamento. Considerando poi quanto i fattori esterni condizionino il corpo umano emotivamente e psicologicamente, come l’alimentazione, lo sport e le varie sostanze che possono essere assunte, si comprende che all’interno del corpo esistono dei sistemi di autoregolazione molto potenti che possono essere attivati o inibiti.

L’aspetto della complementarietà è di fondamentale importanza: questa collega tutte le parti del sistema, unisce segni e sintomi oltre a permettere di proiettare il corpo stesso in connessione con l’ambiente che lo circonda senza creare divisioni.

simbolo del taiji

Aspetti dello yin e dello yang

Gli aspetti dello yin e dello yang sono raffigurati secondo un sistema tramandato da un libro che è giunto sino ai tempi odierni: L’I Ching (“I” significa interno e “Ching” mutamento).

Il “libro dei mutamenti” incorpora i concetti dello yin e dello yang secondo un codice binario, in cui il primo è raffigurato come una linea spezzata (__ __) e il secondo come una linea intera (____).

Questo concetto permette di interpretare la realtà secondo una nuova prospettiva: al mutare dei fenomeni non è presente la dualità, ma l’alternanza. Le cose non sono bianche o nere ma vi sono diverse sfumature che permettono di indicare diversi stati di transizione degli eventi (ovvero quattro poli: massimo yang, yin relativo, massimo yin, yang relativo). Tutto ciò appare circolare, tridimensionale ed in movimento. Attraverso questo sistema delle linee si crea dunque un sistema di trasfigurazione che può collegare i diversi sistemi viventi al loro ambiente. Ne consegue che è possibile mettere in relazione alcuni disturbi della persona con le ore del giorno, o con le stagioni o altro ancora.

La struttura finale di questa teoria è però ancora più diversificata perché l’uomo è figurativamente rappresentato tra cielo e terra attraverso tre linee. In questo modo il quadro di interpretazione si diversifica nei cosiddetti otto trigrammi e quindi otto variabili. La rappresentazione dell’intero sistema avviene attraverso la relazione e combinazione degli otto trigrammi fra di loro, ottenendo così sessantaquattro esagrammi.

simbolo del taiji con otto triagrammi

Sono soprattutto questi sessantaquattro esagrammi ad essere legati al testo antico dell’I Ching, secondo cui la vita viene interpretata come un meccanismo logico di causa – effetto. In questo aspetto è possibile osservare una grande differenza con il pensiero occidentale: ciò che viene osservato come fenomeno di casualità, nel pensiero orientale viene affrontato in termini di causalità.

Le otto variabili

Le otto variabili, da cui conseguono le sessantaquattro, indicano in maniera straordinaria come la civiltà orientale abbia pensato in maniera sfumata e dinamica ai molteplici livelli della vita umana. Non è un caso che anche le antiche ginnastiche mediche, appartenenti al mondo delle arti marziali cinesi, come il Taijiquan siano fondate sul simbolo del “Taiji” che significa “grande principio”, rappresentato sempre dal concetto dello yin e dello yang; il termine “quan” significa invece pugno. Sempre stando all’interno del panorama delle arti marziali, un altro grande sistema è rappresentato dal Baguazhang il quale si fonda sul concetto dei trigrammi. Infatti “Ba” significa “otto” e “Gua” significa “trigrammi” mentre il termine “zhang” sta per palmo.

Entrambi gli stili abbracciano la filosofia della circolarità e questo fa capire come il modello di pensiero verta molto sulla dinamicità e quindi in definitiva sul movimento. La qualità del movimento costituisce quindi una trasformazione dell’uomo stesso.

Ideogrammi

Gli ideogrammi cinesi di yin e yang simboleggiano la parte in ombra (yin) e soleggiata (yang) di una collina.

L’ideogramma yang evoca immagini come:

  • Calore
  • Stimolo
  • Movimento
  • Il vigore
  • La luce
  • L’alto
  • Esterno
  • Crescita
  • Forza centrifuga
  • Sud
  • Ciò che è in alto

L’ideogramma yin evoca immagini come:

  • Freddo
  • Riposo
  • Passività
  • Ricettività
  • Oscurità
  • L’interno
  • Diminuzione
  • Forza centripeta
  • Nord
  • Ciò che è in basso

Da questi esempi si comprende come, con questi due simboli, si possano definire, più che classificare, tutti i fenomeni in termini di linguaggio binario. La materia è un equilibrio fra forze di attrazione e repulsione fra cariche atomiche.

La regolazione di tutti gli equilibri fisiologici avviene per mezzo di sistemi in apparente antagonismo tra loro:

  • Sistema simpatico e parasimpatico
  • Sistema reticolare eccitatore e inibitore
  • Sistemi adrenergici e colinergici
  • Equilibrio acido-base
  • I feedback endocrini

Concetto base

Il concetto base che si deve estrarre dallo yin e dallo yang è che l’uomo deve vivere in armonia con la natura, e che anch’esso è sottoposto alle leggi della natura. Il concetto di salute è legato alla capacità dell’uomo di armonizzarsi con la natura attraverso il mantenimento di un equilibrio dinamico. Benché il modello possa sembrare distante, in realtà ci riporta all’essenzialità delle cose, ad un approccio alla vita equilibrato e semplice. Yin e yang rappresentano quindi elementi contrari dove però l’opposizione non diventa elemento di scontro, bensì di opportunità.

La visione cinese ha quindi una visione olistica dell’uomo e, per questo, cerca di studiare la globalità dell’individuo; la salute è mantenuta se esiste equilibrio energetico tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda, mentre, all’opposto, la malattia nasce da uno squilibrio energetico, da un eccesso o da un vuoto di energia.

Questa teoria nasce dall’intuizione che energia e materia siano la stessa cosa: l’energia si trasforma in materia e questa di nuovo in energia in un ciclo continuo. Lo Huang Di Nei Jing o Classico di Medicina Interna dell’Imperatore Giallo, del V° secolo a.C., afferma infatti come la nascita sia una condensazione di energia in materia e la morte una dispersione di materia in energia.

Macrocosmo e microcosmo

Ciò che accade nel grande (Macrocosmo) accade nel piccolo (Microcosmo) e questo aspetto, per analogie e similitudini, è rapportabile a qualsiasi aspetto della vita. Per la filosofia e la medicina tradizionale cinese, l’uomo (ren) non solo risente delle influenze esterne, ma ha con “l’esterno” un ruolo fondamentale attraverso la sua postura; questa è infatti il collegamento tra cielo e terra, il luogo degli scambi dove le energie si mescolano, si intersecano, si fondono, quindi, quanto più la postura è eretta, tanto migliore sarà il collegamento.

Per comprendere meglio questi aspetti, di seguito si riportano le leggi che rappresentano la teoria yin–yang.

  • Opposizione
  • Interdipendenza
  • Reciproca trasformazione
  • Mutuo consumo

Opposizione

Esprime il concetto che la contrapposizione costituisce la forza motrice secondo la quale si realizzano tutti i cambiamenti, dallo sviluppo al decadimento.

L’opposizione è relativa, in quanto nessuna cosa è, di per sé, solo yin o solo yang.

Il risultato di questa tendenza all’opposizione è uno stato di equilibrio dinamico. Sebbene yin e yang esprimano opposizione, essi indicano, allo stesso tempo, una tendenza all’unificazione che scaturisce appunto dalla loro reciproca opposizione. Un esempio di quanto detto è quello offerto dai fenomeni elettrici in cui esistono le cariche positive e quelle negative, quelle dello stesso segno si respingono, al contrario, cariche di segno opposto si attraggono. Il protone che ha carica positiva, attira l’elettrone che ha carica negativa. Anche in chimica: gli ioni di carica positiva attirano quelli di carica negativa. Un altro esempio è quello dei fenomeni osmotici che si basano sull’attrazione esercitata da ambienti a differente concentrazione di sostanze.

Da questo punto di vista, secondo la legge di opposizione, la malattia non deve essere vista necessariamente come un qualcosa che si oppone alla salute, ma può rappresentare un’occasione per fare esperienza e migliorare la conoscenza di se stessi; ad esempio comprendere in che circostanza si manifestano certi disturbi, se ci sono degli alimenti da rimuovere dalla propria dieta e così via. L’organismo non trova l’equilibrio nella staticità, ma, al contrario, nella dinamicità: di conseguenza la ricerca dell’equilibrio porterà necessariamente ad affrontare sempre nuove situazioni. Pertanto ciò che spinge l’essere umano al cambiamento è l’opposizione.

Interdipendenza

Esprime il concetto della complementarietà degli opposti. Ogni cosa contiene forze opposte che si escluderebbero l’una con l’altra, ma che, nello stesso tempo, affinché possano esistere, sono entrambe necessarie; ad esempio il sistema immunitario, per svolgere e sviluppare la propria azione e continuare a mantenersi attivo, ha bisogno che esistano elementi potenzialmente pericolosi come virus e batteri Yin e yang hanno l’uno la radice dell’altro, “la radice dello yang è nello yin e la radice dello yin è nello yang”.

Reciproca trasformazione

Yin e yang si trasformano continuamente l’uno nell’altro. Le sostanze si modificano nel corpo grazie alla trasformazione che l’organismo attua attraverso tutti i suoi sistemi. Il risultato, dunque, è dato da una catena di eventi realizzata dal complesso di apparati che lavorano insieme e dipendono l’uno dall’altro.

Mutuo consumo

L’equilibrio dinamico dello yin e dello yang è mantenuto tramite un continuo aggiustamento dei livelli relativi. Quando yin e yang sono “sbilanciati”, compensano le loro proporzioni in modo da raggiungere una nuova situazione di equilibrio. Per fare un semplice esempio, basti pensare ad una persona anziana che ha una struttura organico – motoria (yin) deficitaria; poiché la struttura (yin) è deficitaria anche la funzionalità (yang) lo sarà altrettanto; o, viceversa, una persona che ha consumato tutte le sue riserve energetiche (yang) avrà consumato anche la sua struttura (yin); per quest’ultimo caso, esempio emblematico è la mitica corsa di Filippide che corse da Maratona ad Atene e, dopo aver annunciato la vittoria sui Persiani, morì avendo esaurito tutte le sue energie.