Importanza del pensiero tattico

Di:   Valter Nutini  |  8 Agosto 2022

La tattica è un metodo utilizzato per conseguire degli obiettivi, la tattica si distingue dalla strategia nella descrizione del piano di azione: strategia lungo termine, tattica breve termine.

La tattica prevede quattro fasi distinte secondo:

  • Analisi delle informazioni.
  • Presa di decisione.
  • Realizzazione della decisione.
  • Adattamento della realizzazione.

Nei giochi sportivi durante l’apprendimento dei fondamentali tecnici, il giovane atleta sperimenta durante l’applicazione di tali capacità, il proprio livello di risposta motoria alla situazione tattica.

Tecnica e tattica si perfezionano e si sviluppano influenzandosi reciprocamente: la risoluzione gestuale è legata all’interpretazione della percezione, dell’analisi e dell’elaborazione delle informazioni rilevate le quali definiscono i processi decisionali conseguenziali.

La condotta tattico-strategica osservata anche nei bambini dimostra che riescono ad analizzare una variegata ed una crescente tipologia d’informazioni (Jacques Mariot 1996).

Acquisito le regole dello sport essenziali, il principiante, attraverso il percorso d’apprendimento ludico, riesce a memorizzare nuovi comportamenti e nuove esperienze, in graduale crescente difficoltà, le quali aumenteranno in modo importante sia il numero delle informazioni rilevate sia il numero delle potenziali opzioni: questo profilo prestativo definirà il livello qualitativo raggiunto e dovrebbe essere possibile misurarne oggettivamente le dimensioni.

Questa area oggettiva-valutativa produrrà inoltre nel giocatore una notevole motivazione ed autostima efficace nella dedizione all’applicazione di sempre nuovi orizzonti tecnico-tattici e svilupperà un sempre miglior stile personale.

Nella realizzazione interpretativa, l’aumentato bagaglio informativo modifica anche la priorità delle osservazioni importanti accelerando i processi decisionali: la qualità sarà determinata dal costante feed-back fra informazione e realizzazione.

Funzioni visive: psico-semantica e psico-sensomotoria

Vari autori (Ripoll, Bard, Paillard, Grosgeorge 1982-83-85-86) hanno distinto le fasi realizzate dall’analizzatore visivo nello sport in due funzioni fondamentali:

  • la funzione visiva PSICO-SEMANTICA
  • la funzione visiva PSICO-SENSOMOTORIA

La funzione psico-semantica organizza i dati in categorie bel definite con relazioni chiaramente definite, tale classificazione delle informazioni consente rilevare, comprendere e dedurre le conoscenze in base alla loro classificazione.

I dati psico-semantici rilevati vengono elaborati attraverso un processo cognitivo di ricerca di valori determinanti la scelta decisionale; questa tipologia informativa permette non solo di interpretare le informazioni ma anche di comprenderne il significato.

Questo processo cognitivo permette la configurazione anticipata dei comportamenti eseguiti dagli avversari: possiamo definirla come capacità d’anticipazione.

La funzione psico-sensomotoria invece completa la gestione delle funzione d’interazione motoria fra individuo ed ambiente e determinano il controllo e l’esito.

La comprensione e l’azione

Negli sport di squadra le capacità tecnico-tattiche vivono un rapporto contrastante fra il comprendere e l’agire dovuto a:

  • Tempo disponibile limitato
  • Precisione delle risposte
  • Complessità delle azioni
  • Adattamenti e modificazioni richieste

La precisione, la velocità e la distanza sono i fattori chiave che influenzano la qualità della realizzazione operativa-motoria del gesto interessato.

La precisione della risposta è inversamente proporzionale alla velocità di esecuzione ed alla distanza (traiettoria, lontananza, ecc.); è anche inversa la precisione della risposta e la velocità-quantità-incertezza dei dati rilevati.

Il tempo del feed-back dell’elaborazione dei dati aumenta se aumentano le informazioni e l’incertezza dello stimolo.

Il tempo disponibile deve essere sufficiente a realizzare la risposta tattica positiva, altrimenti nascerà un esito negativo.

Definiamo Tempo A (tempo decisionale) quello utilizzato nel processo analisi dati, Tempo B (tempo di esecuzione) quello utilizzato nella realizzazione e Tempo C (tempo concesso) quello disponibile, risulta ovvio che:

A + B < = C

pensiero tattico

La somma dei tempi A più B deve essere inferiore o uguale al tempo disponibile C.

La presa di decisione

La presa di decisione avviene cognitivamente subito dopo la scansione consapevole della presa delle informazioni; in questa fase di consapevolezza il giocatore decide quale è la scelta migliore da fare ed esegue l’azione motoria configurata. In questa fase consapevole il fattore tempo ha notevole importanza in quanto deve presentarsi come coerente adattamento delle opportunità.

processi decisionali

Strategia metodologica

Il processo operativo elaborato nel corso degli ultimi anni può essere riassunto in tre modelli teorici fondamentali:

  • Pedagogia degli schemi tattici
  • Pedagogia delle risposte agli stimoli
  • Pedagogia del ragionamento e della presa di decisione

Pedagogia degli schemi tattici

Modello delle fasi dell’azione tattica di Choutka (Mahlo 1969):
Percezione dello stimolo >>> Analisi della situazione ed elaborazione mentale >>> Risposta

Questo modello presenta alcuni limiti in quanto la percezione degli stimoli non è una semplice copia della realtà ma un processo di riconoscimento complesso.

Il modello deve essere arricchito da una serie di feed-back che servono a confrontare le informazioni percepite con quelle registrate nella memoria motoria per consentire il continuo adattamento delle soluzioni programmate. In questo modello inoltre, l’elaborazione mentale non tiene conto delle tappe fondamentali del processo elaborativo (anticipazione, processi decisionali, confronto fra memoria operativa e memoria a lungo termine, orientamento dell’attenzione, scelta del programma, modulazione dei parametri esecutivi).

Risulta fondamentale che l’atleta riesca a riconoscere, il più rapidamente possibile, i segnali significativi eliminando quelli inutili ed i messaggi distorti (RUMORE).

Il criterio decisionale dovrà confrontare e ripulire gli elementi disturbanti.

Pedagogia delle risposte agli stimoli

Secondo questo modello, l’allenamento consiste nel migliorare l’associazione tra stimoli e risposte attraverso esercitazioni che abituano l’atleta a scegliere il più rapidamente possibile la risposta adeguata allo stimolo percepito.

Modello delle fasi dell'azione tattica

Il limite di questo modello teorico è quello di apparire “passivo” perché prevede che l’atleta reagisca semplicemente adattandosi agli eventi sulla base delle informazioni ricevute senza operare alcuna azione per condizionare preventivamente le intenzioni dell’avversario.

In altre parole: l’atleta reagisce agli stimoli senza provocarli, mentre negli sport di situazione (giochi di squadra) risulta estremamente importante elaborare anche iniziative autonome rispetto le elaborazioni recepite.

Il modello teorico di allenamento basato sul ragionamento e sulla presa di decisione fornisce una soluzione al problema.

Pedagogia del ragionamento e della presa di decisione

Questo modello si basa sul presupposto che l’atleta sia in grado di elaborare delle decisioni autonome rispetto le informazioni percepite durante l’attività sportiva.

Le informazioni sono fondamentalmente di 2 tipi:

  1. Informazioni non ricercate ottenute cioè senza ricerca attiva e che vengono integrate nel piano d’azione predeterminato dal soggetto.
  2. Informazioni ricercate che sono rappresentate da informazioni “attese” che l’atleta ricerca attivamente concentrando l’osservazione sui punti strategicamente più importanti.

Nelle discipline sportive caratterizzate da un elevato grado d’incertezza, i limiti temporali imposti dalle azioni consentono di percepire solo ciò che viene ricercato attivamente quindi, assume particolare importanza la capacità di realizzare delle ipotesi previsionali.

Può accadere però che questo processo di anticipazione sia difficile da compiere a causa dei comportamenti dell’avversario che quasi sempre tenta di mascherare le sue intenzioni.

L’atleta è in grado di manipolare le informazioni essenzialmente attraverso 2 modalità:

  1. Mimetizzando le proprie intenzioni.
  2. Mostrando iniziative per indurre all’errore l’avversario.

Bibliografia

  • Brunetti G. Allenare l’atleta Manuale di metodologia dell’allenamento sportivo SDS -Roma
  • Ceciliani A. (2006) Elementi di didattica dei giochi sportivi: lo sviluppo degli aspetti cognitivi nella tattica. SDS Rivista di Cultura Sportiva, n. 86 pp. 29-40
  • Parlebas P. (1997) Giochi e sport. Torino – Edizioni Il Capitello
  • Verhosanskyij J. V. Introduzione alla teoria e metodologia dell’allenamento sportivo CONI
  • Cicchella A. Elementi di teoria e metodologia dell’allenamento … -Libri Sport
  • Durigon V. Metodologia e Didattica – C.G.F.S. 1-2/20 Quaderni di Sport
  • Platonov V.N. Allenamento sportivo: teoria e metodologia – Calzetti-Mariucci
  • Schmidt R., Wrisberg C.A. Apprendimento motorio e prestazione – Società Stampa Sportiva