Il gioco delle freccette consiste nel lanciare verso un bersaglio dei dardi, in modo che da colpire una delle porzioni in cui il bersaglio è suddiviso. Può essere praticato con freccette con punta in acciaio e bersagli in legno e sisal africano, o con freccette dalla punta in gomma o silicone su bersagli elettronici.

LA STORIA 

Il gioco è molto antico: pare fosse praticato anche dai Padri Pellegrini, i Puritani inglesi che nel 1620, sulla nave Mayflower, raggiunsero gli Stati Uniti d’America e vi fondarono Plymouth.
Fu però alla fine del secolo scorso nel 1896, che apparve il bersaglio numerato così come lo conosciamo noi, per opera di Brian Gamlin un falegname di Lancashire, che però morì prima di poter brevettare il tutto.

IL REGOLAMENTO 

Alcune regole valgono sempre, a prescindere dalla specialità che si sceglie.
Ogni turno è composto dal lancio di tre freccette a tiratore.
Nel gioco con freccette steel non si considerano valide le freccette che non si piantano nel tabellone o che cadono da esso durante il lancio delle frecce successive.

Non sono nemmeno valide le freccette che colpiscono lo spider che suddivide i settori.
Nelle freccette soft tip, invece, il punteggio viene considerato valido se registrato dal computer del bersaglio elettronico anche se la freccetta soft darts non si inserisce nei fori o cade in un secondo momento.
I punteggi nel gioco con punta in metallo vengono fatti a mano su un tabellone vicino al bersaglio, nel caso di freccette soft tip è il bersaglio elettronico a tenere conto dei tiri e dei punteggi.

IL GIOCO 

Chi inizia ha un vantaggio, specie in giochi come 501 o Cricket in cui vuol dire in pratica avere 3 tiri di vantaggio sull’avversario. Per decidere chi inizia ogni giocatore tira una freccetta ed in base alla distanza dal centro si determina l’ordine di partenza (dal più vicino al più distante). In caso di parità si esegue un tiro di spareggio.

Solitamente chi perde un leg (o partita) inizia il leg successivo. Questa regola deriva dall’usanza di giocare nei pub inglesi in cui il perdente doveva offrire al vincitore una pinta di birra per cui era lui ad iniziare la partita successiva mentre l’avversario si godeva il premio.