Dispositivi eletronici, Postura e Prestazioni Sportive

Illustrazione profilo persona che guarda smartphone con postura curva e rossore cervicale; testo “SMARTPHONE, POSTURA E PRESTAZIONI SPORTIVE” e logo Scienze Motorie.
03 giugno 2019

Facebook, Instagram, WhatsApp, e-mail… Una lista infinita di motivi per essere mentalmente e fisicamente connessi ai dispositivi elettronici. Ormai tutti noi ci ritroviamo sempre più spesso al lavoro scorrendo tra le e-mail o sdraiati sul letto mentre ci perdiamo attraverso i vari post sui social media. La domanda che dovremmo porci è: quali effetti ha davvero sul corpo, sulla nostra postura e sulle prestazioni sportive?

L’atleta è un soggetto che per avere il miglior risultato porta il corpo al proprio massimo, attraverso allenamenti mirati e personalizzati, risulta quindi chiaro che se si presenta un dolore o un infortunio la prestazione atletica ne risentirà, ma a volte non è altrettanto chiaro come la postura incida sulla performance.

Negli sportivi di alto livello, anche una minima variazione di equilibrio si può tradurre in variazioni dell’Intensità della forza e delle capacità di coordinazione, oltre a provocare l’insorgere di uno stato di tensioni muscolari che si ripercuotono negativamente sull’intero corpo, diminuendone le potenzialità atletiche globali.

TESTA IN AVANTI

L’evoluzione ha consentito varie trasformazioni biomeccaniche che hanno portato a un miglioramento dell’efficienza del movimento, soprattutto in termini di meccanica dell’andatura [1]. Un problema sorge quando i dispositivi elettronici iniziano a invertire le nostre trasformazioni biomeccaniche. La postura scorretta della testa in avanti è definita come “l’orientamento anteriore eccessivo della testa o dell’articolazione gleno-omerale rispetto al filo a piombo verticale del corpo” [2,3].

Sfortunatamente, poiché aumenta ogni giorno la necessità di un uso costante di vari dispositivi tecnologici, una cattiva postura nella regione della spalla e del collo è diventata un evento comune. Come mostrato in figura 1, quando la testa viene spostata in avanti, vengono aggiunte forze aggiuntive nella regione superiore della schiena e del collo. Quando la testa viene spostata in avanti di 60 gradi, si ottiene un incremento di 27,21 kg di forza [4].

Quindi, cosa significa questo per gli sportivi? Una postura della testa in avanti si traduce in una maggiore attivazione muscolare per mantenere il mento fuori dal torace. Inoltre, una postura scorretta con la testa in avanti può portare ad una riduzione della capacità polmonare del 30% che limita la quantità di ossigeno fornito ai muscoli durante l’esercizio. Questo squilibrio posturale si traduce anche in un ridotto flusso di sangue al cervello che è un aspetto essenziale durante l’attività fisica [5].

È stato determinato che una postura piegata alla fine aumenta la lettura di elettromiografia media (EMG) di tutti i muscoli coinvolti [1]. Ciò significa che con le posture piegate, i muscoli devono lavorare molto più duramente di quanto dovrebbe per un determinato compito. Inoltre, in termini di sport di contatto come il rugby, molte ferite alla testa sono il risultato di un inefficiente condizionamento del collo.

DORMIRE CON I DISPOSITIVI ELETRONICI

Ti sei mai chiesto perché il tuo telefono cellulare ha una modalità notturna? La luce blu rilasciata dai dispositivi elettronici ha conseguenze negative sulla qualità del sonno. È stato suggerito che la luce blu emessa dai dispositivi elettronici può causare aumenti di vigilanza, stanchezza e concentrazione [7]. Tutti questi fattori possono inibire la qualità del sonno, che è una componente essenziale per qualsiasi sportivo. Uno studio ha rilevato che il 60% dei partecipanti portava i telefoni a letto, provocando una maggiore latenza del sonno, una scarsa efficienza del sonno, un sonno più disturbato e una maggiore disfunzione diurna [8]. Lance Armstrong una volta disse che 6-8 ore di sonno sono essenziali per migliorare la concentrazione, l’umore e le prestazioni sportive.

DOLORE

Spesso abbiamo sentito parlare del detto “nessun dolore, nessun guadagno“. A volte il dolore può fornire la prova che il tuo programma di esercizi è efficace, ma in termini di postura della testa in avanti, il dolore è problematico. Questo genere di disturbo posturale è una complessa irregolarità che può causare dolore indesiderato e / o altre circostanze patologiche, comunemente nella zona lombare e collo [10].

Il dolore alla schiena diminuisce drasticamente il raggio di movimento e la quantità di forza prodotta durante i vari movimenti. Negli sport di precisione come il golf, è estremamente difficile far oscillare un bastone con lombalgia o dolore al collo.

Dispositivi elettronici

FIDUCIA

Le componenti fisiche delle prestazioni sportive sono solo una parte dello spettro. “Una cattiva postura a causa dell’eccessivo utilizzo del cellulare può rafforzare l’immagine negativa del corpo e ridurre la fiducia in se stessi” [11]. È stato suggerito che gli individui con una postura scorretta sembrano stare meno bene, spesso con scarsa immagine di sé e autostima [12]

È importante ricordare che la fiducia in sè stessi ha un ruolo importante nello stato mentale dell’individuo durante i preparativi sportivi e le competizioni.

Senza dubbio, gli smartphone e i dispositivi elettronici sono diventati una parte essenziale della nostra vita quotidiana. Il problema è che un uso eccessivo può portare a riduzioni della normale curvatura e a maggiori sollecitazioni sulla colonna cervicale, che possono portare a possibili degenerazioni muscolari [4]. In altre parole, stiamo diventando più come il gobbo di Notre Dame, che non è l’ideale.

Quindi, come possiamo trovare una soluzione? È stato spiegato che l’utilizzo della tecnologia non è affatto una soluzione, ma piuttosto il modo in cui utilizziamo i dispositivi è la chiave [4]. Quando guardi il tuo dispositivo elettronico, devi essere consapevole della tua postura, prova a mantenere una colonna vertebrale neutra ed evitare di curvare.


Riferimenti:

  1. Grasso R, Zago M, Lacquaniti F. Interactions between posture and locomotion: motor patterns in humans walking with bent posture versus erect posture. J. Neurophysiol. 2000;83:288-300.
  2. Lewis JS, Green A, Wright C. Subacromial impingement syndrome: the role of posture and muscle imbalance. J Shoulder Elbow Surg. 2005a;14(4):385–392.
  3. Lewis JS, Wright C, Green A. Subacromial impingement syndrome: the effect of changing posture on shoulder range of movement. J Orthop Sports Phys Ther. 2005b;35(2):72–87.
  4. Hansraj KK. Assessment of stresses in the cervical spine caused by posture and position of the head. Surg Technol Int. 2014 Nov;25(25):277-9.
  5. Chicago fitness & recovery center – http://edgeathletelounge.com/blog/69077/How-Posture-is-Impacting-Your-Performance
  1. Eckner JT, Oh YK, Joshi MS, Richardson JK, Ashton-Miller JA. Effect of neck muscle strength and anticipatory cervical muscle activation on the kinematic response of the head to impulsive loads. The American journal of sports medicine. 2014 Mar;42(3):566-76.
  2. James LM. Blue-enriched white light in the workplace improves self-reported alertness, performance and sleep quality. Scandinavian journal of work, environment & health. 2008 Aug 1;34(4):297.
  3. Exelmans L, Van den Bulck J. Bedtime mobile phone use and sleep in adults. Social Science & Medicine. 2016 Jan 1;148:93-101.
  4. Badr MS, Belenky G, Bliwise DL, Buxton OM, Buysse D, Dinges DF, Gangwisch J, Grandner MA, Kushida C, Malhotra RK, Martin JL. Recommended amount of sleep for a healthy adult: a joint consensus statement of the American Academy of Sleep Medicine and Sleep Research Society. Journal of Clinical Sleep Medicine. 2015 Jun 15;11(06):591-2
  5. Cole AK, McGrath ML, Harrington SE, Padua DA, Rucinski TJ, Prentice WE. Scapular bracing and alteration of posture and muscle activity in overhead athletes with poor posture. Journal of athletic training. 2013 Jan;48(1):12-24.
  6. Tattersall R, Walshaw MJ. Posture and cystic fibrosis. Journal of the royal society of medicine. 2003;96(Suppl 43):18.
  7. Watson AWS. Physical fitness and athletic performance. 2nd edition. London: Longman; 1995;63-65

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