Fragilità ed Esercizio Fisico negli anziani

Uomo anziano che esegue uno squat con bilanciere in palestra, indossa maglietta gialla. Testo in basso: "FRAGILITÀ ED ESERCIZIO FISICO NEGLI ANZIANI" accompagnata dal logo di ScienzeMotorie.com
24 dicembre 2018

La fragilità è una condizione di salute tipica che aumenta i rischi di cadute, invalidità e morte negli anziani.

I segni di fragilità includono debolezza, perdita di peso, bassa velocità di deambulazione e bassi livelli di attività. Con l’invecchiamento della nostra popolazione, gli scienziati si aspettano che sempre più persone avranno bisogno di affrontare la fragilità e le relative preoccupazioni per la salute.

Cos’è la fragilità

Il concetto di fragilità è stato oggetto di crescente interesse nell’ultimo trentennio anche in relazione al fenomeno della “transione demografica” (Thompson 1929) e, benché ampio spazio sia stato dedicato dalla letteratura scientifica a questo tema, non è stato raggiunto ancora un pieno accordo circa la definizione e i criteri più corretti per identificarla (Hogan 2003, Bergman 2007, Karunananthan 2009). Esiste invece accordo nel ritenerla uno stato biologico età-dipendente caratterizzato da ridotta resistenza agli stress, secondario al declino cumulativo di più sistemi fisiologici (Fried 2001) e correlato a comorbilità, disabilità, rischio di istituzionalizzazione e mortalità (Fried 2004).

Due sono essenzialmente i paradigmi che definiscono la fragilità:

  • Il paradigma biomedico. Fried e Coll. (2004) hanno definito la fragilità come “una sindrome fisiologica caratterizzata dalla riduzione delle riserve funzionali e dalla diminuita resistenza agli “stressors” risultante dal declino cumulativo di sistemi fisiologici multipli che causano vulnerabilità e conseguenze avverse”;
  • Il paradigma bio-psico-sociale. Gobbens e Coll. (2010) definiscono la fragilità come “uno stato dinamico che colpisce un individuo che sperimenta perdite in uno o più domini funzionali (fisico, psichico, sociale), causate dall’influenza di più variabili che aumentano il rischio di risultati avversi per la salute”

La ricerca scientifica sulla fragilità

La geriatria è la branca della sanità dedicata al lavoro con le persone anziane. Gli esperti di geriatria hanno suggerito in maniera chiara ed evidente che l’attività fisica può essere uno dei modi migliori per prevenire la fragilità.

L’attività fisica include camminare e altre forme delicate di esercizio ed è ampiamente dimostrato che migliora la salute. L’attività fisica può ridurre il rischio di molte malattie croniche, tra cui diabete di tipo 2, malattie cardiache, diversi tipi di cancro e depressione.

L’esercizio può anche migliorare la capacità di svolgere le attività quotidiane e ridurre il rischio di morte per malattie cardiache. Negli adulti più fragili, l’attività fisica ha dimostrato di migliorare la forza, l’equilibrio, l’agilità, la velocità di camminata e la massa muscolare. Queste sono tutte funzioni chiave legate alla fragilità.

I ricercatori hanno recentemente esaminato una serie di studi sull’esercizio in adulti più fragili che hanno dimostrato che l’esercizio fisico ha contribuito a ridurre le cadute, migliorare la deambulazione, migliorare l’equilibrio o aumentare la forza muscolare. Tuttavia, non sappiamo ancora se l’attività fisica può ridurre la morte tra gli adulti più fragili.

I ricercatori hanno recentemente progettato uno studio per colmare tale lacuna di conoscenze esplorando se l’attività fisica possa ridurre l’alto tasso di morte associato alla fragilità nelle persone anziane.
Il loro studio è stato pubblicato sul Journal of American Geriatrics Society.

I ricercatori hanno utilizzato le informazioni dello studio dell’UAM (Universidad Autonoma de Madrid), che comprendeva persone di 60 anni e oltre che vivevano in Spagna.

I 3.896 partecipanti allo studio sono stati selezionati in base al sesso e all’età. Le informazioni sono state raccolte presso le case dei partecipanti attraverso interviste personali e gli esami fisici sono stati eseguiti da personale qualificato.

I ricercatori hanno valutato quanta attività fisica hanno fatto i partecipanti chiedendo se erano generalmente inattivi durante il loro tempo libero, o impegnati occasionalmente in attività fisiche, diverse volte al mese o più volte alla settimana.

La fragilità è stata determinata con la scala FRAIL, che misura cinque componenti di fragilità:

Fatica,

bassa Resistenza (capacità di mantenere uno sforzo, come ad esempio salire le scale),

limitazione nella Abilità a camminare per molti metri,

Illness (Malattia) e

weight Loss (peso perso).

I ricercatori hanno riportato che, tra i partecipanti:

  • Il 12 per cento ha riferito di avere affaticamento
  • Il 7% ha avuto una bassa resistenza
  • Il 4 percento ha avuto difficoltà a camminare
  • Il 2 percento aveva riscontrato la perdita di peso
  • Il 2% era malato

Questo significa:

  • Il 52 percento dei partecipanti allo studio era in buona salute
  • Il 4% era pre-fragile (il termine medico per uno stato di salute indebolito prima che qualcuno sia considerato fragile)
  • Il 6% era fragile
  • Il periodo di follow-up dello studio era di 14 anni. Durante quel periodo morirono 1.801 partecipanti (il 46% dei partecipanti totali), di cui 672 a causa di malattie cardiovascolari.

Rispetto ai partecipanti robusti, le persone pre-fragili e fragili avevano un rischio più elevato di morte per malattie cardiovascolari. Avere uno qualsiasi dei cinque componenti della scala FRAIL era legato a un più alto rischio di mortalità per qualsiasi causa.

I ricercatori hanno affermato che essere pre-fragile o fragile potrebbe essere collegato a un più alto rischio di morte per malattie cardiovascolari. Tuttavia, essere fisicamente attivi era legato a un minor rischio di morte tra individui fragili. Inoltre, le morti per malattie cardiovascolari in persone fisicamente attive ma comunque fragili erano simili ai livelli di persone prive di fragilità e inattive.

I ricercatori hanno detto che i loro risultati suggeriscono che l’attività fisica potrebbe in parte ridurre l’aumento del rischio di morte associato alla fragilità negli anziani.

Benefici dell’attività fisica per gli anziani

Numerosi sono gli studi, alcuni risalenti ai primi anni del XX secolo, che rafforzano la comune opinione che l’attività fisica abbia favorevoli effetti sullo stato di salute. Anche se la longevità è stata associata ad alcuni specifici genotipi, l’interazione tra individuo ed ambiente rimane di primaria importanza e sono molte le evidenze che dimostrano una relazione inversa tra mortalità ed attività fisica.

L’età avanzata non controindica l’attività fisica, anzi può prevenire le malattie cardiovascolari, la morbilità e la disabilità dell’anziano. In generale, nell’anziano l’esercizio fisico è in grado di migliorare il tono muscolare e la capacità di movimento, nonché di ridurre l’osteoporosi, e di indurre un aumentato rilascio di mediatori neurormonali quali endorfine e serotonina, che conferiscono una sensazione di benessere generale.

Gli aspetti positivi di una regolare attività fisica sono molteplici e di seguito riportati:

  • la riduzione del rischio di morte improvvisa, per infarto o per malattie cardiache in generale;
  • la riduzione del rischio, fino al 50%, di sviluppo di tumori del colon;
  • diminuzione del rischio, fino al 50%, di sviluppo del diabete di tipo 2;
  • la prevenzione o la riduzione dell’ipertensione;
  • la prevenzione o la riduzione dell’osteoporosi, con diminuzione fino al 50% del rischio di frattura dell’anca nelle donne;
  • la riduzione del rischio di sviluppo di patologie osteoarticolari;
  • diminuzione del rischio di sviluppare deficit cognitivo e demenza;
  • la riduzione dei sintomi di ansia, stress, depressione, solitudine;
  • il calo del peso e la diminuzione del rischio di obesità, con benefici del 50% rispetto a chi ha uno stile di vita sedentario.

 

Uomo in palestra con maglia rossa e pantaloncini neri seduto a terra mentre tiene una palla medica, circondato da attrezzi e pesi da allenamento

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