Questo articolo riprende un’interessante tesi universitaria discussa dall’amico e collega Dott. Bertolini Francesco (allenatore nel settore giovanile professionistico dell’A.C. Pavia) col quale ho collaborato alla stesura della stessa in qualità di correlatore.


La figura del videoanalista si sta diffondendo ed evolvendo sempre di più nel campo sportivo. Questo perché l’analista sta diventando un punto di riferimento molto importante per tutte le società, in quanto è in grado di leggere e trasmettere tendenze che si evidenziano sui campi, sia a livello individuale che collettivo, durante il pre-post gara e durante l’allenamento. Questa figura è molto ambita e utilizzata non solo nelle prime squadre, ma anche nel settore giovanile, oltre che avere un ruolo sempre più importante nello scouting.

L’obiettivo finale, visto che il calcio di domani (come molti altri sport) dipenderà sempre di più dalla lettura e dalla manovra in spazi e tempi ridotti, è quello di allineare i giocatori agli obiettivi proposti dall’allenatore nel minor tempo possibile. Nell’ambito di una prima squadra si parlerà quindi di match analysis dove l’elemento tecnico e tattico avranno maggiore impatto (analisi completa del match; svolta in preparazione o in correzione); in un settore giovanile si parlerà di analisi del movimento.

Prima di entrare nel vivo della tesi è importante rinfrescare la memoria sulle capacità coordinative e sulla loro incidenza nella fase tecnica.

LE CAPACITA’ COORDINATIVE NEL CALCIO

Le capacità coordinative speciali sono correlate con quelle generali e si sviluppano in modo interdipendente.

Nello specifico le capacità coordinative speciali possono così elencate:

  1. Equilibrio;
  2. Percezione della relazione spazio-temporale;
  3. Accoppiamento e combinazione motoria;
  4. Differenziazione;
  5. Orientamento spazio-temporale;
  6. Anticipazione;
  7. Reazione;
  8. Ritmizzazione;
  9. Trasformazione;
  10. Fantasia motoria.
Capacità coordinative Attività in cui intervengono nel gioco del calcio
Combinazione motoria: capacità di combinare tra di loro movimenti di segmenti corporei differenti, gesti motori diversi ecc. Conduzioni palla+passaggio, guida palla+tiro, salto+colpo di testa, controllo+passaggio
Differenziazione motoria: capacità di selezionare il giusto grado di tensione muscolare a seconda dell’esigenza motoria Finte, dosaggio della forza nei gesti tecnici, ritmo di corsa
Equilibrio: capacità di mantenere tutto il corpo, sia in fase statica che dinamica, in condizioni di stabilità. Giochi in acrobazia, colpo di testa, cambi direzionali e dribbling, contrasti, tuffi vari
Organizzazione spazio/temporale: capacità di definire e variare la posizione e i movimenti del corpo nello spazio e nel tempo, in riferimento ad un campo di azione definito. Posizionamento in campo, valutazione di traiettorie e velocità della palla, valutazione della velocità di spostamento dei compagni e degli avversari
Reazione motoria: capacità di iniziare ad eseguire un movimento il più rapidamente possibile in rapporto ad una sollecitazione e nel rispetto della tecnica Reazione alle finte, tempi di attivazione della risposta motoria in rapporto alle situazioni di gioco, ripartenze
Adattamento e trasformazione motoria: capacità che ha l’individuo, mentre svolge un’azione, in base alle variazioni percepite o dedotte dalla situazione, di portare delle modificazioni all’azione programmata in precedenza e di eseguirla in modo, del tutto o in parte, diverso 1>1, cambio tattica di gioco, rimbalzi e deviazioni anomale della palla, variazione del programma motorio in relazione alle iniziative dei compagni e degli avversari
Ritmizzazione: capacità di dare ordine cronologico specifico, ad un atto motorio Adattamento ai tempi e ritmi di gioco, variazioni di ritmo dei movimenti a seconda delle situazione
Fantasia motoria: capacità che consente di risolvere in forma originale e creativa un problema motorio, quindi di variare, ristrutturare nuove forme di apprendimento Dribbling, finte, ricerca di nuove soluzioni
Anticipazione motoria: capacità che consente al soggetto di prevedere l’andamento, la successione, gli esiti di un’azione e di programmare conseguentemente i propri compiti motori Lettura del gioco, lettura della situazione, visione di gioco

Importante capire anche i fattori di autovalutazione e l’importanza di quest’ultima, che va di pari passo con l’utilizzo della videoanalisi.

L’AUTOVALUTAZIONE

Per autovalutazione intendiamo la procedura che aiuta la costruzione progressiva, non solo di prodotti attesi (come le competenze), ma anche dell’immagine di chi sta costruendo la propria identità di persona impegnata nel processo di apprendimento.

Autovalutarsi comporta sempre una percezione di competenza, cioè un giudizio soggettivo, e proprio per questo una delle sfide più impegnative consiste nello sforzo di assicurare anche alle modalità di autovalutazione quei livelli di qualità, così difficili da assicurare, che dovrebbero essere comuni a tutte le operazioni valutative, e cioè validità, affidabilità, trasparenza e condivisione.

PERCHE’ AUTOVALUTARSI

Quando chiediamo ad un bambino (ma anche ad un adulto) di riguardarsi e notare gli eventuali errori, è chiaro che viene richiesta una propria personale percezione di competenza. Probabilmente ritorniamo con la mente alle esperienze che abbiamo fatto di questo tipo – se abbiamo fatto sufficienti esperienze concrete, se ce le ricordiamo, se ricordiamo i risultati che abbiamo avuto e le soddisfazioni o insoddisfazioni che abbiamo provato, allora possiamo arrischiarci e autocorreggerci.
Questo significa che in realtà quello su cui ci basiamo per auto valutarci è una serie di concrete prestazioni passate e da queste deduciamo, cioè decidiamo per inferenza, in che misura possediamo quella competenza. La competenza insomma, come sappiamo, è invisibile, può solo essere inferita, generalizzando, dalle prestazioni. Allora è ovvio che quante più saranno le prestazioni, tanto più sarà valida ed attendibile l’operazione di deduzione con cui decidiamo che esiste la competenza, rendendo vero il principio della varietà di stimoli e proposte durante gli allenamenti.

Si capisce allora l’importanza di collegare strettamente giudizio e prestazione, facendo “toccare con mano” al ragazzo se la sua percezione di competenza può reggere un test di realtà, come svolto in questa tesi.

Introduciamo ora il mondo della videoanalisi per poi valutare anche i dati sperimentali della trattazione ed analizzarne infine le conclusioni.

LA VIDEOANALISI

La videoanalisi è l’attività con cui lo staff tecnico (allenatore, vice allenatore, video analista) visiona i filmati della propria squadra o degli avversari e seleziona i momenti o le situazioni di gioco salienti. Una metodologia moderna, oggi imprescindibile nello sport ad alto livello.

Ci sono vari scopi per cui la videoanalisi risulta molto importante, fra i quali:

  • valutare la prestazione dei singoli giocatori o della squadra

  • studiare gli avversari

  • analizzare specifiche situazioni di gioco

  • preparare al meglio la partita

Per occuparsi di videoanalisi occorrono principalmente:

  • un video

  • una logica di codifica

  • un sistema di analisi

La videoanalisi viene considerata proprio come una metodologia di studio, infatti rientra all’interno di un principio di operatività ben definito che pervade l’intero processo di insegnamento dell’area tecnica di una società: il cosiddetto Coaching Cycle (ciclo del coaching).

Ciclo del Coaching

 

 

ESECUZIONE PRATICA DELLO STUDIO

Passiamo ora a vedere come è stata svolta la tesi (senza dilungarci troppo) per poi valutarne gli effetti.

Sono state prese in esame due squadre di calcio professionistiche con ragazzi di 10 e di 14 anni.

Sono stati proposti tre test iniziali e finali e sono stati comparati alcuni atleti che hanno eseguito un periodo di allenamento con la videoanalisi ed altri che si sono allenati coi metodi “classici”.

I test sono stati studiati per essere il più possibile oggettivi ed applicabili anche ad altri sport, considerando che un miglioramento coordinativo aiuterà al miglioramento tecnico specifico in ogni disciplina sportiva.

TEST UTILIZZATI

AGILITY TEST – Nascimbene 2016

Agility Test

Inizio del test:
Giocatore posto fronte all’inizio del percorso, posizione di partenza identica a quella del velocista (partenza dai blocchi). La partenza verrà decisa da chi esegue il test nel momento per lui opportuno.

Esecuzione del test:
Il Test consiste in 5 metri di corsa in avanti, 5 metri di slalom fra 5 coni (posti ad una distanza di 1 metro ciascuno), corsa laterale verso destra di 5 metri, corsa all’indietro di 5 metri, corsa laterale verso sinistra di 5 metri, rotazione di 180° e corsa in avanti di 5 metri.

Esecuzione dell'Agility Test

Esecuzione dell'Agility Test

Svolgimento Agility Test – Nascimbene, 2016

Parametri da seguire:

Ripetere il test per 3 volte

Test valido se durante le prove non vengono commessi errori quali:

– rispetto della tipologia di corsa assegnata,

– coni non abbattuti.

TEST DIFFERENZIAZIONE DELLA CORSA

 

Test differenziazione della corsa – Nascimbene, 2016

Test Differenziazione della Corsa

Test di valutazione sugli appoggi corretti prima e dopo uno scatto.

Inizio del test:
Giocatore posto a 1 metro dalla speed ladder suddivisa in 8 spazi. Partenza scelta da chi svolge la prova in leggero skip basso.

Esecuzione del test:
Il giocatore, svolgerà la prima speed ladder facendo un appoggio in ogni spazio, dopodiché effettuerà uno scatto di 10 metri e affronterà la seconda scaletta effettuando due appoggi in ogni spazio.

Test Differenziazione della Corsa

Esecuzione test differenziazione della corsa – Nascimbene, 2016

Parametri da seguire:

Ripetere il test per 3 volte.

Test valido se: il giocatore commette meno di 4 errori all’interno della speed ladder; errori quali:

  • Salta uno spazio,

  • Tocca la bacchetta che divide gli spazi.

 

TEST VARIAZIONE VERTICALE/ORIZZONTALE DEL BARICENTRO

 

Test sulla Variazione del Baricentro

Test Variazione del baricentro – Nascimbene, 2016

Test di valutazione sulla partenza da fermo e su continui cambi di direzione.

Inizio del test:
Giocatore seduto con gambe incrociate, posto spalle al percorso a una distanza di 3 metri dall’inizio. La partenza è decisa dal giocatore.

Test sulla Variazione del Baricentro

Partenza Test – Nascimbene, 2016

Esecuzione del test:
Il giocatore dovrà alzarsi, utilizzando una sola mano per aiutarsi, per poi affrontare in slalom 5 coni, posti a 1 metro di distanza l’uno dall’altro, per poi eseguire un’ulteriore slalom di 5 paletti, posti anch’essi a 1 metro di distanza gli uni dagli altri.

Test sulla Variazione del Baricentro

Esecuzione test variazione baricentro – Nascimbene, 2016

Parametri da seguire:

Ripetere il test per 3 volte.

Test valido se si alza correttamente e se commette meno di due errori (fa cadere coni o paletti o se salta uno spazio).

Non analizzeremo tutti gli allenamenti proposti nella tesi (e neanche i risultati e le tabelle dei test) ma valuteremo le conclusioni portate dal collega dopo aver analizzato i dati.

L’unica nota da aggiungere è che ogni giocatore che ha seguito l’iter di allenamenti con video analisi (quindi con la possibilità di rivedersi ed autocorreggersi) è migliorato in proporzione di più rispetto ai giocatori alleanti con metodo “classico”

CONCLUSIONI

  • Nonostante alcune criticità dovute soprattutto alle caratteristiche dei campioni utilizzati (bassa numerosità, qualche disomogeneità tra i gruppi “Controllo” e “Intervento”), dall’analisi dei risultati ottenuti si potrebbe avvalorare l’ipotesi che l’utilizzo della videoanalisi possa apportare un supporto positivo all’allenamento dei giovani calciatori, anche dopo poche sedute di allenamento.
  • Analizzando singolarmente le due annate oggetto di studio (2006 e 2002), si può notare una crescita generale da parte di entrambe e da parte dei gruppi controllo e intervento.
  • I gruppi intervento è migliorato maggiormente rispetto ai gruppi controllo.
  • Nella valutazione inter-gruppo sembra che il gruppo di età “nati nel 2002”, cioè di anni 13-14, abbiano beneficiato meglio di questo supporto, rispetto al gruppo “nati nel 2006”, cioè di 9-10 anni. Questo può essere dovuto a più fattori ad esempio maggiore esperienza, maggior capacità di autovalutazione e di correzione dei propri errori.
  • Tra i test c’è stato solo un caso dove il gruppo controllo 2006, nell’Agility Test, ha riportato un leggero peggioramento, in virtù probabilmente del fatto che in questo specifico test, in cui l’alternanza di richieste motorie differenti e con modificazioni veloci, può essere complicato per ragazzi che non hanno ancora consolidato certe abilità motorie richieste.

Concludendo sembrerebbe che la video-analisi porti ad un miglioramento più rapido nel breve periodo. Sarebbe interessante estendere questa sperimentazione a più soggetti e per diversi periodi di tempo, per valutarne l’efficacia da più punti di vista.

Come visto anche dalle conclusioni della tesi la videoanalisi sarà una parte importante della costruzione metodologica dell’allenamento nel calcio (ma anche in altri sport dove l’autovalutazione potrà aiutare il miglioramento prestativo)