Allenamento posturale e diabete di tipo 2

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Mariangela Smimmo
Mano che tiene un misuratore di glucosio nel sangue mentre un dito viene punto per ottenere una goccia di sangue. Sullo sfondo, elementi grafici rappresentano il corpo umano. In basso, il testo "Allenamento Posturale e Diabete di Tipo 2" con il logo Scienze Motorie
27 luglio 2022

L'allenamento posturale può essere funzionale nei soggetti con diabete mellito di tipo 2?

L'obesità è stata riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come il problema di salute pubblica più visibile e, allo stesso tempo, più ignorato a livello mondiale. È stato dimostrato che un BMI superiore a 35 all'età di 20 anni riduce l'aspettativa di vita di 13 anni. Le persone con un BMI compreso tra 40 e 49,9 hanno un rischio annuale di morte quasi doppio rispetto a quelle con BMI compreso tra 22,5 e 24,9. Le principali cause di mortalità nelle persone con obesità sono le malattie cardiovascolari (CVD), il diabete mellito di tipo 2 (DM2) e alcuni tumori. L'American Heart Association raccomanda la perdita di peso nei pazienti obesi per ridurre la gravità dei fattori di rischio cardiometabolico, come sindrome metabolica, insulino-resistenza, DM2, ipertensione, dislipidemia, CVD e infiammazione. Proprio per superare e contrastare tale rischio, l'attività fisica dovrebbe essere implementata nei protocolli di terapia dell'obesità, indipendentemente dal peso corporeo di base o dagli obiettivi di perdita di peso. È noto che l'allenamento fisico è associato alla perdita di peso corporeo e alla riduzione della mortalità cardiovascolare e diabetica, portando ad un aumento dell'aspettativa di vita e contrastando l'impatto negativo dell'obesità sulla salute. Obesità e diabete allenamento posturale   I risultati di recenti ricerche indicano numerosi potenziali vantaggi dell'allenamento della forza nella terapia dell'obesità, inclusi
  • l'aumento della forza muscolare,
  • la prevenzione della sarcopenia con l'invecchiamento,
  • la conservazione della densità minerale ossea e
  • la riduzione del grasso corporeo.
Nonostante ciò, gli esercizi di forza sembrano essere un aspetto trascurato delle raccomandazioni relative al trattamento dell'obesità mediante l'esercizio e, recentemente è stato suggerito che i piani di attività fisica dovrebbero essere progettati in modo diverso per ciascun genere dal momento che la risposta all'attività fisica è, per alcuni aspetti, dissimile negli uomini e nelle donne.

Il sistema di controllo dell’equilibrio e della postura sostanzialmente coincidono e corrispondono al controllo del tono muscolare, formando così il sistema tonico posturale. Compito del sistema tonico posturale è consentire all’uomo la stabilità posturale, sia in posizione statica che in movimento, adattandosi ai continui cambiamenti ambientali.

Ricerca e diabete di tipo 2

Uno studio ha messo in evidenza come: la posizione eretta e la camminata a intensità leggera in sostituzione del tempo seduto sono più efficienti nel migliorare l'azione dell'insulina rispetto alla sostituzione con un esercizio di intensità da moderata a vigorosa (ciclismo) in partecipanti sedentari sani. La riduzione del tempo seduti può migliorare il controllo glicemico e la sensibilità all'insulina, specialmente in malattie come il diabete di tipo 2. Le strategie per ridurre il tempo seduti sono considerate meno impegnative rispetto ai programmi di esercizi strutturati e quindi hanno maggiori probabilità di avere benefici a lungo termine. Un'ora di esercizio fisico quotidiano non può compensare gli effetti negativi dell'inattività sulla sensibilità all'insulina e sui lipidi plasmatici. Ridurre l'inattività mediante attività a bassa intensità come camminare a passo lento e stare in piedi (entrambe attività che fanno parte del sistema tonico posturale) è più efficace dell'esercizio fisico nel migliorare questi parametri nei soggetti sedentari. Uno studio del 2013 suggerisce che, oltre agli interventi sanitari che sottolineano l'importanza di spendere abbastanza energia per mantenere un equilibrio energetico neutro, dovrebbe essere promossa anche una quantità minima giornaliera di tempo libero.

Diabete di tipo 2 e allenamento

Allenamento: come agire?

Un’adeguata programmazione di allenamento e autocorrezione permettono all’individuo con diabete di tipo 2 presa di coscienza e consapevolezza dell’alterazione posturale dei segmenti interessati, ricercando inoltre il miglior allineamento possibile quanto più vicino ai diversi piani dello spazio.

Abbinato a ciò, anche la messa in tensione sotto forma di allungamento dei muscoli retratti e il mantenimento della posizione sui diversi angoli di posizionamento segmentario permette non solo di adattarsi gradualmente all’esercizio fisico con una presa di consapevolezza, ma anche un’esecuzione migliore durante la performance di allenamenti specifici mirati, come dimostrato dagli studi precedenti. La ricerca della posizione corretta verrà favorita da un sistema complesso di interazioni tra più sistemi che rappresenta la consapevolezza: quindi da segnali provenienti dall’organo visivo, dal senso cinestesico e tattile.

Utile sarà cercare una coordinazione semplice, composta, combinata o crociata che servirà ad affinare i movimenti con l’obiettivo di eliminare eventuali movimenti o posture parassiti, così da migliorare anche l’efficienza metabolica e un miglioramento del processo insulino-resistenza.

Bibliografia:

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