Esercizio Fisico Strutturato: la riforma NON considera il Chinesiologo?

Riforma-delle-Professioni-Scienze-Motorie
22 luglio 2026

Analisi tecnica dell’emendamento 4.47 alla riforma delle professioni sanitarie – e di ciò che manca.

Cosa è successo:

Il 14 luglio 2026 la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie (A.C. 2700), ha approvato l’emendamento 4.47 (nuova formulazione), che inserisce ufficialmente i fisioterapisti nel sistema di collaborazione interdisciplinare per la promozione dell’esercizio fisico strutturato, accanto ai medici specialisti in medicina dello sport, ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta.

Il Governo dovrà individuare i criteri per realizzare questo sistema integrato, con protocolli predisposti sulla base delle linee guida della Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) e validati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

La FNOFI (Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Sanitaria di Fisioterapista) ha espresso, per voce del presidente Piero Ferrante, “vivo apprezzamento” per una misura che – parole condivisibili – riconosce che la prevenzione richiede approcci integrati, basati sulle evidenze e sulla collaborazione tra professionisti.

Fin qui, la cronaca. Ora, l’analisi.

Il grande assente: il Chinesiologo

Nel testo dell’emendamento manca la figura che l’ordinamento italiano ha già individuato – nero su bianco – come il professionista dell’esercizio fisico per la salute: il Chinesiologo delle Attività Motorie Preventive e Adattate (AMPA), laureato magistrale LM-67.

Il Decreto Legislativo 36/2021, articolo 41, attribuisce al Chinesiologo AMPA la competenza a progettare, programmare e condurre programmi di attività motoria preventiva e adattata rivolti a persone con patologie croniche clinicamente stabilizzate, e prevede espressamente che, nelle Palestre della Salute, il chinesiologo AMPA collabori con i medici dello sport e dell’esercizio fisico e con gli specialisti in medicina fisica e riabilitativa proprio per l’offerta di programmi di attività fisica adattata e di esercizio fisico strutturato.

Non solo: le Linee di indirizzo sull’attività fisica del Ministero della Salute (2021) citano esplicitamente, tra le figure della collaborazione culturale e operativa, MMG, PLS, specialisti, fisioterapisti e chinesiologi. Il modello interdisciplinare, cioè, esisteva già sulla carta – e comprendeva entrambe le professioni.

L’emendamento 4.47 costruisce quindi un sistema nazionale dedicato all’esercizio fisico strutturato senza richiamare la professione la cui intera architettura formativa è costruita sull’esercizio fisico. Non è una svista lessicale: è un’asimmetria normativa che entra in tensione con una norma di rango primario già vigente (il D.lgs. 36/2021) e che aprirà, prevedibilmente, conflitti interpretativi su chi fa cosa nei percorsi territoriali, nelle future Palestre della Salute e nell’allocazione delle eventuali risorse.

La nostra posizione come Scienze Motorie

Esprimiamo ferma contrarietà a quella che si configura come un’esclusione esplicita del Chinesiologo AMPA da un sistema che porta il nome della sua disciplina. Il D.lgs. 36/2021 individua proprio in questa figura il professionista con le competenze accademiche per i programmi di attività motoria preventiva e adattata nei soggetti con cronicità stabilizzate — e una riforma che lo ignora contraddice l’ordinamento vigente.

Un punto di metodo che teniamo a fissare con chiarezza: non mettiamo in discussione il ruolo riabilitativo e terapeutico dei nostri colleghi fisioterapisti, che è e resta pienamente sanitario. Il nostro commento riguarda il perimetro: quando l’oggetto è l’esercizio fisico strutturato per la salute in soggetti stabilizzati, la competenza primaria formata a livello universitario è quella Chinesiologica. È una posizione tecnica, non corporativa – e per questo la sosteniamo con argomenti normativi e scientifici.

Il nodo FMSI: linee guida nazionali affidate per legge a un ente privato

C’è poi un secondo profilo critico, che come redazione riteniamo vada guardato senza ideologia: l’emendamento affida la predisposizione delle linee guida alla FMSI. Rileviamo un potenziale conflitto di interessi istituzionale: l’On. Maurizio Casasco siede in Parlamento ed è al contempo presidente della FMSI, la federazione — un soggetto privato — cui la norma attribuirebbe la definizione degli standard nazionali. Un paradosso reso più evidente dal fatto che documenti scientifici della stessa FMSI avevano in passato indicato i laureati in Scienze Motorie come figure idonee alla somministrazione dell’esercizio su indicazione medica.

La validazione ISS è un contrappeso, ma non risolve il punto di metodo: le linee guida su un tema multiprofessionale dovrebbero nascere multiprofessionali, con il coinvolgimento delle società scientifiche dell’esercizio fisico, delle università (aree M-EDF/01 e M-EDF/02) e delle rappresentanze di tutte le figure operative — fisioterapisti e chinesiologi inclusi.

Analisi tecnica: perché la distinzione dei perimetri è un tema di salute, non di bandiera

Usiamo un’analogia da periodizzazione, che chi lavora sul campo capirà al volo. Un percorso di salute è come una stagione sportiva: c’è la fase di recupero dall’infortunio (dominio clinico-riabilitativo), c’è il ritorno alla funzione, e poi c’è il lungo lavoro di costruzione e mantenimento — il macrociclo più lungo della vita di una persona con una cronicità stabilizzata. Nessun preparatore serio pretende di gestire la fase chirurgica; nessun sistema sanitario serio dovrebbe pretendere di gestire con logiche ambulatoriali un lavoro che è, per natura, allenamento: progressione dei carichi, periodizzazione, aderenza a lungo termine, motivazione, contesto.

Su questo terreno la letteratura è consolidata: l’esercizio fisico strutturato in prevenzione primaria, secondaria e terziaria (diabete tipo 2, ipertensione, sindrome metabolica, sarcopenia, oncologia in follow-up) funziona quando è dosato, progressivo, supervisionato e sostenuto nel tempo — competenze che stanno nel cuore del piano di studi LM-67: fisiologia dell’esercizio, teoria e metodologia dell’allenamento, valutazione funzionale, attività motoria adattata.

Il rischio tecnico dell’impianto attuale è duplice:

  1. Sanitarizzazione dell’esercizio: trattare l’allenamento del soggetto stabilizzato come un atto sanitario ne riduce l’accessibilità (costi, liste, setting) e ne tradisce la natura educativa e comportamentale. L’esercizio è farmaco per metafora, ma si somministra come allenamento.
  2. Frammentazione dei percorsi: senza una definizione chiara dei confini (fase acuta/sub-acuta → area sanitaria; cronicità stabilizzata e prevenzione → area chinesiologica, su indicazione medica), il cittadino rimbalza tra figure in sovrapposizione, con duplicazioni di spesa e diluizione delle responsabilità.

Critica costruttiva: cosa dovrebbe accadere ora

L’iter parlamentare non è concluso: l’emendamento è stato approvato in Commissione, il testo deve ancora completare il percorso in Aula e al Senato. C’è quindi lo spazio, e il dovere, per correggere la rotta. Quattro proposte concrete:

  1. Reintegrare il Chinesiologo AMPA nel testo, allineando la riforma delle professioni sanitarie al D.lgs. 36/2021 e alle Linee di indirizzo ministeriali 2021. Non serve inventare nulla: basta coerenza interna dell’ordinamento.
  2. Definire i perimetri per condizione clinica, non per corporazione: paziente in fase acuta/riabilitativa → fisioterapista; soggetto stabilizzato o sano a rischio → chinesiologo, in raccordo con il medico. Il “chi” discende dal “quando”, come in ogni buona programmazione.
  3. Linee guida multi-società: FMSI al tavolo, certo, ma insieme a ISS, università, società scientifiche dell’esercizio e rappresentanze professionali di entrambe le aree. Standard nazionali scritti da un solo attore nascono deboli, comunque la si pensi.
  4. Attivare finalmente le Palestre della Salute su scala nazionale, sul modello già sperimentato in Veneto: è il luogo naturale in cui la collaborazione medico–fisioterapista–chinesiologo smette di essere uno slogan e diventa un flusso operativo.

Conclusione

Il riconoscimento del ruolo dei fisioterapisti nella prevenzione è, in sé, una buona notizia: ogni passo che porta l’esercizio fisico dentro le strategie di salute pubblica va nella direzione giusta. Ma un sistema “interdisciplinare” che omette la disciplina di riferimento dell’esercizio fisico non è interdisciplinare: è incompleto.

Le Scienze Motorie italiane non chiedono privilegi. Chiedono che l’ordinamento non si contraddica da solo, e che il professionista formato dall’università per programmare e condurre l’esercizio fisico per la salute sieda al tavolo che di quell’esercizio definirà regole, protocolli e risorse. La partita si gioca adesso, in Aula. E questa volta la categoria deve farsi trovare unita, documentata e propositiva.

 

Bibliografia

Quotidiano Sanità, Esercizio fisico strutturato. La riforma delle professioni sanitarie riconosce il ruolo dei fisioterapisti, 15 luglio 2026 — link
Nurse Times, Riforma professioni sanitarie: gli emendamenti approvati alla Camera, 16 luglio 2026 — link
Fisioterapia Italia,
Esercizio fisico strutturato: cosa significa davvero, luglio 2026 — link
D.lgs. 28 febbraio 2021, n. 36, art. 41 (figure professionali delle Scienze Motorie, Chinesiologo AMPA)
Ministero della Salute, Linee di indirizzo sull’attività fisica, 2021

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