Postura della testa in avanti: possibili interventi

Di:   Riccardo Barigelli Calcari  |  29 Marzo 2022

La postura della testa in avanti (FHPForward Head Posture) è il più comune difetto posturale cervicale nel piano sagittale.

Ricordando che il capo è in contatto diretto o in relazione a distanza con diverse altre regioni del corpo, vediamo quali interventi possono essere fatti nella pratica dagli operatori che lavorano sulla postura per migliorare questa problematica.

Postura della testa in avanti: Esercizi correttivi

In una interessante revisione sistematica e meta-analisi di Sheikhhoseini e collaboratori si è cercato di riassumere i risultati relativi agli effetti degli esercizi correttivi sulle variabili posturali negli individui con FHP.

Sono stati presi in considerazione sette studi clinici randomizzati comprendenti oltre 600 partecipanti.

I risultati suggeriscono che gli esercizi terapeutici possono provocare grandi cambiamenti nell’angolo cranio-vertebrale (CVA) e un moderato miglioramento del dolore al collo nei partecipanti con FHP. La natura precisa della relazione tra FHP e dolore muscolo-scheletrico e i miglioramenti in entrambi dopo l’esercizio terapeutico rimane da stabilire.

La mobilizzazione della colonna cervicale superiore e toracica superiore con esercizi terapeutici sono interventi comuni per la gestione della FHP.

In uno studio del 2017 si è voluto capirne l’efficacia: trentadue partecipanti con FHP sono stati randomizzati nel gruppo cervicale o nel gruppo toracico.

Il periodo di trattamento è stato di 4 settimane, con valutazione di follow-up a 4 e 6 settimane dopo l’esame iniziale.

Sono state raccolte misure di risultato tra cui l’angolo cranio-vertebrale (CVA), il range di movimento cervicale, la scala numerica di valutazione del dolore (NPRS), la soglia del dolore da pressione, l’indice di disabilità del collo (NDI) e la valutazione globale del cambiamento (GRC).

I risultati hanno dimostrato che i partecipanti del gruppo toracico hanno manifestato miglioramenti significativi in CVA, estensione cervicale, NPRS, e NDI al follow-up di 6 settimane rispetto a quelli del gruppo cervicale.

Inoltre, 11 dei 15 (68,8%) partecipanti del gruppo toracico rispetto a 8 dei 16 partecipanti (50%) del gruppo cervicale hanno mostrato un punteggio GRC superiore al follow-up di 4 settimane.

Questi risultati evidenziano che un intervento per il miglioramento della postura con la testa in avanti deve necessariamente investire il tratto toracico della colonna vertebrale.

donna postura tappetino

Metodi

Vediamo ora quali sono le possibili metodologie applicabili per il miglioramento della FHP.

Per aiutarci consultiamo lo studio fatto da un gruppo di ricercatori capitanato da Lee nel 2017.

Lo studio mirava a determinare l’effetto degli esercizi per migliorare la postura della testa in avanti e l’anteposizione delle spalle quando si impiegano esercizi di stretching, McKenzie e Kendall come metodi di intervento basati su studi precedenti.

postura della testa

I 28 soggetti selezionati sono stati assegnati in modo casuale al gruppo di esercizi McKenzie (n=9), al gruppo di esercizi di stretching (n=10) e al gruppo di esercizi Kendall (n=9).

Per confrontare la postura della testa in avanti è stato utilizzato il CVA.

Per misurare la postura della spalla è stato utilizzato l’indice scapolare.

I risultati dimostrano che ci sono state differenze significative nell’angolo craniovertebrale e nell’indice scapolare all’interno dei gruppi e nessuna differenza significativa tra i gruppi, rivelando che gli esercizi applicati hanno avuto un effetto positivo.

Postura della testa in avanti e tecnologia

L’uso eccessivo abituale dei telefoni cellulari è in aumento tra gli adolescenti e i giovani adulti.

Coloro che mantengono una postura flessa del collo quando usano un cellulare per periodi prolungati hanno un rischio elevato di sviluppare la postura della testa in avanti (FHP).

La FHP cronica può portare a dolorosi disturbi che colpiscono in primis la testa, il collo e le spalle.

Lo stretching e gli esercizi di potenziamento sono interventi raccomandati per affrontare questa anomalia posturale; tuttavia, a causa di una vasta gamma di programmi di esercizi correttivi in letteratura, la decisione su quali esercizi prescrivere per questa condizione può essere impegnativa.

Interessante lo studio pubblicato su Journal of Sport Rehabilitation nel 2021 per comprendere e confrontare l’effetto di un programma terapeutico di routine con e senza esercizi respiratori su utenti di smartphone con FHP e dolore cronico al collo non specifico (NSCNP).

Sessanta pazienti (età 24,7 ± 2,1 anni) con FHP e NSCNP sono stati assegnati in modo casuale al programma terapeutico di routine (n = 20), esercizi respiratori combinati con un programma terapeutico di routine (n = 20) o gruppo di controllo (n = 20).

All’inizio non c’erano differenze tra i gruppi in tutte le variabili. Ogni programma è stato attuato tre volte a settimana per otto settimane. Il risultato primario era il dolore misurato dalla scala analogica visiva (VAS) e quelli secondari erano l’angolo della testa in avanti, l’attività di muscoli specifici e i modelli respiratori, misurati rispettivamente tramite fotogrammetria, elettromiografia e manualmente.

Ci sono state differenze significative nel gruppo combinato rispetto al gruppo terapeutico di routine per l’attivazione del diaframma, per l’equilibrio respiratorio e per il numero di respiri. Ci sono stati cambiamenti significativi all’interno del gruppo dall’inizio al post-trattamento nel gruppo combinato per tutti i risultati di cui sopra, ma nessun cambiamento nel gruppo di routine di esercizio terapeutico.

A parte il modello respiratorio nessuno dei risultati secondari si è dimostrato superiore nel gruppo combinato rispetto al programma terapeutico di routine negli utenti di smartphone con FHP e NSCNP. Si rimanda a studi futuri con valutazioni di follow-up più lunghe per rafforzare questi risultati.

postura della testa in avanti

 

Studio del 2022

In un recentissimo studio del 2022 si è voluto identificare quali sono gli esercizi di stretching e di rafforzamento più frequenti considerati in programmi di intervento efficaci per la FHP supportati dagli attuali studi randomizzati di controllo.

Un totale combinato di 5 esercizi di stretching e 8 esercizi di potenziamento sono stati identificati in 3 studi che hanno avuto un impatto positivo sulla FHP.

Sulla base dei risultati gli esercizi di stretching e di potenziamento più frequenti presenti nei programmi di intervento FHP su adolescenti o giovani adulti senza patologie muscolo-scheletriche includono: stretching dello sternocleidomastoideo, dei pettorali, il chin tuck (retrazione del mento) supino e la retrazione scapolare.

Per quanto concerne gli adulti, l’insegnamento è una delle professioni in cui l’incidenza e la prevalenza del dolore al collo è alta.

L’uso prolungato del computer, che è ulteriormente aumentato a causa della pandemia per l’insegnamento online, è noto per causare dolore al collo e alterare la postura, mentre le persone con la postura della testa in avanti (FHP) sono inclini a sviluppare dolore al collo e disabilità correlate.

La ricerca ha dimostrato che la compromissione dei muscoli flessori cervicali profondi (DCF) porta a insufficienza di coordinazione, attivazione, sovraccarico e scarso supporto sulle strutture cervicali che loro volta influiscono sullo sviluppo del dolore e della postura alterata del collo.

Interessante è uno studio osservazionale su cinquantacinque insegnanti di età compresa tra i 25 e i 40 anni con un’esperienza di più di 5 anni pubblicato sulla Biomed Research International.

I soggetti sono stati divisi in due gruppi. Entrambi i gruppi hanno svolto esercizi convenzionali, mentre nel gruppo sperimentale è stato aggiunto l’allenamento muscolare dei DCF usando lo stabilizzatore di pressione con unità di biofeedback. Il dolore e la FHP sono stati valutati usando il NPRS (intensità del dolore) e l’angolo cranio-vertebrale usando la tecnica della fotografia digitale, rispettivamente all’inizio e alla fine delle quattro settimane di trattamento.

I risultati dimostrano che, anche se il dolore e la FHP sono migliorati in entrambi i gruppi, il miglioramento medio in entrambe le misure è stato maggiore nel gruppo che ha ricevuto anche la formazione DCF usando lo stabilizzatore di pressione con unità di biofeedback.

Dolore al collo

Il dolore cronico al collo è un problema comune di salute.

I cambiamenti nella postura scapolare e l’alterazione dei modelli di attivazione muscolare dei muscoli scapolo-toracici sono citati come potenziali fattori di rischio per il dolore al collo.

Nello studio di Javdaneh et al. del 2021 si sono confrontati gli effetti dell’allenamento degli esercizi per il collo (NET) con e senza l’allenamento della stabilizzazione scapolare (SST) sull’intensità del dolore, l’indice di rotazione scapolare verso il basso (SDRI), l’angolo della testa in avanti (FHA) e il range di movimento del collo (ROM) in pazienti con dolore cronico al collo e discinesia scapolare.

Un totale di sessantasei soggetti con dolore cronico al collo e discinesia scapolare sono stati divisi a caso in tre gruppi: allenamento con esercizi per il collo, n = 24, allenamento combinato (NET + SST), n = 24 e un gruppo di controllo, n = 24.

L’intensità del dolore, SDRI, FHA e ROM sono stati misurati rispettivamente dalla scala di valutazione numerica, calibro, fotogrammetria e sensore IMU.

Quando il gruppo di intervento combinato composto da NET e SST è stato confrontato con NET da solo dopo sei settimane c’era una differenza statisticamente significativa nell’intensità del dolore, SDRI, FHA e ROM cervicale per flessione ed estensione.

Questi risultati indicano che concentrarsi sulla postura scapolare nella riabilitazione del dolore cronico al collo e dei disturbi ad esso associati, migliora efficacemente i sintomi.

interventi postura testa avanti

Sintesi possibili interventi per FHP – Forward Head Posture, Barigelli Calcari 2022

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