Mental Training: che cosa è?

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Redazione Scienze Motorie
L'immagine raffigura una silhouette umana con le mani vicino alla testa e un cervello luminoso al centro, simbolo del mental training e della concentrazione mentale. Lo sfondo blu crea un'atmosfera intensa e riflessiva. In basso, su uno sfondo rosso, spicca la scritta "CHE COS'È IL MENTAL TRAINING?", accompagnata dal logo di scienzemotorie.com
28 dicembre 2020

Un particolare ambito della psicologia dello sport che riguarda il lavoro con gli atleti è la preparazione mentale o Mental Training (allenamento mentale), altamente personalizzato, composto da diverse tecniche selezionate in base alla specificità della singola disciplina sportiva, agli obiettivi da raggiungere, all’età e al profilo di personalità dell’atleta.

Psicologia dello Sport

La Psicologia dello Sport è una scienza dello sport che studia il comportamento umano legato all’attività sportiva, in relazione alla personalità, alla motivazione, alla capacità di concentrazione, ai fattori emotivi e alle dinamiche di gruppo nelle prove collettive. In tal senso, si rivolge a tutti i protagonisti del mondo dello sport:

  • atleti dai settori giovanili all’alto agonismo;
  • tecnici e dirigenti sportivi;
  • genitori e famiglie di ragazzi che praticano sport.

La preparazione mentale si va quindi sempre più inserendo nella preparazione globale dell’atleta affiancando la preparazione fisica , tecnica e tattica.

Le abilità mentali, non diversamente da quelle tecniche, tattiche e atletiche possono essere sviluppate, migliorate e allenate attraverso interventi di Mental Training.

Funzioni del Mental Training

Un intervento di Mental Training può ricoprire diverse funzioni:

  • Ottimizzazione della prestazione, rinforzo della self-efficacy.
  • Automatizzazione delle strategie di gara.
  • Valutazione degli aspetti della prestazione.
  • Apprendimento dei particolari della tecnica.
  • Controllo di fatica e dolore.
  • Gestione dell’arousal e dello stress agonistico.
  • Incremento delle abilità attentive e di concentrazione.
  • Rafforzamento della motivazione intrinseca e l’analisi e il miglioramento vissuto emotivo legato allo sport.

Fasi del Mental Training

Un percorso di mental training si può articolare in diverse fasi e ha come strumenti operativi:

  • Goal setting: strategia cognitiva mediante la quale si stabiliscono priorità e obiettivi a breve, medio e lungo termine così da influenzare il comportamento, la performance e i significati attribuiti dall’individuo alla realtà.
  • Self-Talk: dialogo interno finalizzato ad incrementare il controllo del comportamento e a trasformare i pensieri negativi in positivi così da puntare su questi ultimi.
  • Tecniche di concentrazione: strategie per orientare gli organi sensoriali e il sistema nervoso centrale nella direzione richiesta dal compito modulando il focus attentivo dell’atleta.
  • Tecniche di rilassamento: insieme di tecniche di monitoraggio e controllo del livello di attivazione che prevedono il raggiungimento di un livello profondo di abbandono e distensione che incide sulla realtà sensoriale.
  • Training Propriocettivo: insieme di tecniche volte a lavorare sulla consapevolezza del corpo, la sua posizione e le sue possibilità motorie nello spazio, integrando le informazioni provenienti dai diversi sistemi sensoriali, potenziando così la sensibilità percettiva e la capacità di «ascoltare il movimento».
  • Visualizzazione o Imagery: rievocazione di immagini mentali, in assenza della stimolazione sensoriale di riferimento, finalizzate al miglioramento della prestazione e del gesto tecnico, alla riduzione di ansia, stress e dolore, all’incremento di self-confidence e motivazione.
  • Allenamento ideomotorio: ripetizione immaginativa di specifiche sequenze tecniche necessarie nella programmazione delle azioni motorie al fine di potenziare l’apprendimento e l’esecuzione del gesto tecnico.

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