01 febbraio 2017

L’emozione si riferisce sia a sentimenti soggettivi privati che all’espressione di particolari risposte neurovegetative e somatiche. Ha una difficoltà di definizione tanto che si può confondere e fondere con altri aspetti relativi al sentimento, alla motivazione, alla vigilanza (Canestrari 1990).

Le emozioni, secondo la teoria Psico-Evoluzionista (Plutckik 1980) possono essere ritenute adattamenti funzionali che entrano in qualsiasi tipo di transazione ambientale e sociale, stabilendo un equilibrio tra forze tra loro in opposizione e sono un riflesso dell’adattamento.

Esistono emozioni primarie quali: sorpresa, gioia, tristezza, rabbia, disgusto, paura ed emozioni secondarie che sono date dalla combinazione di quelle primarie, come ad es: disprezzo, panico, ira ecc. e sentimenti che sono dati dalla combinazione di emozioni elaborate dagli aspetti mentali in associazione con la durata delle stesse nel tempo, ad es. Amore o Odio.

Le emozioni hanno un forte impatto sulla persona in quanto producono informazioni ad altissima velocità creando o togliendo energia a seconda del contesto, della persona e degli stimoli con cui si viene a contatto. Queste informazioni elaborate dal nostro cervello producono stati di tensione corporea.

Cosa fanno le emozioni?

Amplificano l’attivazione e orientano l’attenzione su uno specifico obiettivo dando precisi riscontri a livello neurofisiologico. La natura delle emozioni dipende dalla natura delle situazioni ambientali e dall’esperienza.
Secondo la teoria cognitiva delle emozioni (Lazarus 1980) l’emozione sorge dal modo in cui l’individuo costruisce mentalmente l’esito, concreto o prefigurato, di un rapporto con il suo ambiente.

L’attività cognitiva e quindi percezione, memoria, apprendimento e pensiero è la chiave della risposta emozionale. La natura delle emozioni dipende dalla natura delle situazioni Ambientali e dall’esperienza del soggetto in rapporto al suo processo evolutivo di apprendimento e adattamento all’Ambiente.
Questo significa che il pianto come il riso o come la rabbia scaricano le tensioni del corpo, creano empatia, permettono l’aggregazione e la socializzazione, allontanano o aiutano ad entrare in relazione con se stessi e con il mondo circostante

L’emozione nasce dall’interazione di due componenti (Schachter e Singer):

  1. componente Fisiologica definita Attivazione o Arousal
  2. componente Psicologica riferita alla valutazione delle cause degli eventi e dei significati attribuiti dalle persone all’evento

Cosa succede nello sportivo e poi nell’atleta?

L’attivazione dei suoi processi neurofisiologici e quindi metabolici, muscolari, ormonali induce nell’organismo dello sportivo uno stato di Stress per le articolazioni, accelerando i consumi energetici e di fibre nervose. Sotto il profilo cognitivo ed emotivo l’eccitazione è considerata uno stress positivo in quanto allenante per la struttura cardiaca e per l’eliminazione delle tossine con conseguente produzione di endorfine. Le emozioni conseguenti sono di benessere e di felicità.

Nello sport a livello agonistico la situazione si complica in quanto esistono pressioni ambientali e di risultato che stressano l’atleta togliendogli lucidità con situazioni di stress negativo e caduta prestazionale. La tensione prestativa si traduce in ansia agonistica, “malattia” così ben conosciuta a tutti gli atleti .

Ma l’Ansia di per sé non è patologica. Può essere definita come un’eccessiva attivazione senza la presenza di uno stimolo concreto. Si traduce muscolarmente in tensione strutturale (ansia somatica) e a livello cognitivo in fissazione del pensiero e preoccupazioni (ansia cognitiva).

Una certa dose di Ansia, ovvero di tensione, è funzionale per attivare risposte muscolari e cognitive rendendo il soggetto reattivo, lucido e tonico, ma se questa tensione supera un certo livello di soglia o AROUSAL, considerata normale, si trasforma in una caduta disastrosa producendo somatizzazioni varie a livello metabolico, ormonale e mentale con conseguenti rischi per la salute emotiva e fisica dell’atleta.

Gli aspetti emozionali sono molto problematici in età giovanile e variabili negli stessi adulti anche in funzione delle attività definite open o closed-skill.

Cos’è l’Ansia?

Stato emotivo temporaneo, non per forza negativo, che porta il soggetto a sensazioni fisiche e psichiche tipiche, come: l’affanno, l’agitazione, paura e preoccupazione.
Esistono diversi tipi di ansia:

  • Ansia Anticipatoria
  • Ansia da Prestazione
  • Ansia Somatica
  • Ansia Cognitiva
  • Ansia di Stato
  • Ansia di Tratto

La tabella di Hanin (1997) indica che esiste per ognuno un livello ottimale di ENERGIA (Arousal) chiamato FLOW.

Troppa energia si trasforma in ansia e poca diventa noia o apatia. L’attivazione deve sempre essere commisurata con il livello di competenza e le difficoltà richieste dalla situazione.

Persona seduta a terra in abbigliamento sportivo, con la testa appoggiata sulle braccia e una bottiglia d’acqua accanto, in un momento di riposo dopo l’allenamento.

Ansia e Stress

L’Ansia se prolungata nel tempo da troppe sollecitazioni si trasforma in Stress che viene definito in base alle sollecitazioni, o stressor, positivi o negativi.

Lo Stress è positivo quando è fisiologico e induce un cambiamento di stato , una mobilizzazione di energie psicofisiche, dando benessere all’organismo. E’ negativo quando il funzionamento di uno dei sistemi fisiologico, psicologico o sociale registra una qualche discrepanza tra le pressioni provenienti dall’esterno, dall’interno e dalle risorse adattive di un individuo, scompensando l’organismo e inducendo situazioni croniche di malessere. Si possono avere dei risvolti patologici e cronici, che ricadono nel campo della psicosomatica, come ad esempio gastriti, colite, spasmi muscolari, crampi, vertigini, acufeni, etc…

In tutto questo l’aspetto cognitivo diventa fondamentale. I pensieri infatti, potenziano l’effetto dello stress amplificandolo o riducendolo.

I pensieri sono in grado di influenzare direttamente le sensazioni, le azioni e il personale modo di concepire e vedere il mondo.
Pensieri adeguati producono sentimenti di appropriatezza, infondono fiducia e permettono di raggiungere risultati efficaci.
Pensieri negativi, al contrario, determinano sfiducia, inadeguatezza, sentimenti di avvilimento e portano a prestazioni soddisfacenti.

Quasi tutti gli atleti sperimentano ogni tanto dubbi sulle capacità personali, tensione e scarsa fiducia in sé, ma se questi sono costanti, agiscono negativamente sulla prestazione e ne ledono l’autostima. Il potenziale personale ne risulta danneggiato e così pure le prestazioni.

Esistono programmi specifici di allenamento mentale che permettono di gestire le emozioni, allentare le tensioni e avere una mente lucida, focalizzata e determinata verso l’obiettivo che si intende raggiungere.


Bibliografia:

Canestrari –Psicologia dello Sviluppo –
International journal of sport Psychology 2000
Neuroscienze e sport Utet
Programmi di intervento ansia e stress Miriam Jahier 2015 www.mindtrainer.it


Dott.sa Miriam Jahier
Psicologa – Psicologa dello Sport – Psicoterapeuta
www.mindtrainer.it
www.pdspsicologidellosport.it
info@mindtrainer.it

Miglior-Libro-Ginnastica-in-Gravidanza-ATS
Scienza-in-Danza-Libro-Scienze-Motorie
Tennis-Libro-Scienze-Motorie
Giuseppe-Coratella-Libro
Nutrizione-Funzionale-Scienze-Motorie
ads 08-09-10 maggio

Articoli Correlati

Storia del Massaggio: Origini, Evoluzione e Benefici dalle Civiltà Antiche a Oggi

Storia del massaggio: Origini, Evoluzione e Benefici dalle Civiltà Antiche a Oggi

L’etimologia della parola “massaggio” affonda le sue radici nella lingua araba, precisamente nel termine “massa”, il cui significato letterale è “tastare”. Questa derivazione linguistica non è casuale, ma riflette la natura stessa della disciplina: un contatto diretto, consapevole e finalizzato alla conoscenza e alla cura del corpo attraverso il tatto. L’Origine Istintiva e la Codifica […]

Carboidrati e Calcio: Guida alla Performance e al Fueling Strategico

Carboidrati e Performance nel Calcio: Strategie di Fueling e Metabolismo Energetico

Il ruolo dell’ATP e i metabolismi energetici nel calcio L’ATP è la moneta di scambio che il nostro organismo utilizza per i processi energetici (e non solo), prodotto da diversi metabolismi energetici. Nonostante il nostro organismo si sia allenato a produrre ATP da diversi substrati energetici, il substrato preferenziale rimane indubbiamente il glucosio. Durante l’attività […]

Variazione del Carico nell’Allenamento: Guida Scientifica

Variazione del Carico nell’Allenamento: Guida Scientifica

Uno dei grandi dilemmi dell’allenamento è la quantificazione di un carico “ideale” da selezionare per ogni esercizio incluso nella sessione di allenamento. Partiamo da un assunto incontrovertibile: non esiste il carico universalmente perfetto, ma esiste quel carico che in quella persona, in quel momento, per quell’obiettivo, in quel contesto e soprattutto per le caratteristiche date […]

Cos'è la Biomeccanica: Definizione e Applicazioni Pratiche

Definizione di Biomeccanica e i campi di applicazione

Definizione di Biomeccanica e campi di applicazione Trovare una definizione univoca e riassuntiva di cosa si intenda per Biomeccanica è fondamentale e serve per utilizzare un linguaggio comune. Negli anni ’70 e con tempi abbastanza ravvicinati nacquero tre società scientifiche di Biomeccanica nel mondo: l’International Society of Biomechanics nel 1973, l’European Society of Biomechanics nel […]

Analisi delle transizioni in un calcio relazionale

Analisi delle transizioni in un calcio relazionale

Premessa Il calcio attuale porta sempre di più a sviluppi di gioco che prevedono posizionamenti diversi dalla fase difensiva alla fase offensiva e questo porta ad una costruzione più lenta per consolidare la fase offensiva attraverso una transizione positiva che aumenta gli spostamenti sul campo ed alla ricerca, di contro, di riaggressione immediata per diminuire […]

Stretching per la flessibilità

Stretching per la flessibilità

A oggi si conoscono diverse modalità per l’allenamento della mobilità ar ticolare che si espletano con l’applicazione delle molteplici metodologie di  stretching e tecniche complementari. Tante sono le metodologie quante le  considerazioni fatte sulla base degli studi effettuati per le modalità di somministrazione delle esercitazioni inerenti al miglioramento della flessibilità. Ogni studio scientifico riporta, in […]

Live Chat
assistance banner image
Whatsapp
Messenger
800.19.35.40