16 marzo 2017

L’Ansia Prestativa è una delle componenti dell’Ansia ma non l’unica

Quando si parla di Ansia, intanto, si fa riferimento ad uno stato emotivo temporaneo che porta a provare sensazioni fisiche di tensione non necessariamente negative. Si va dall’eccitazione all’affanno, all’agitazione e alla paura.

Nello specifico, l’ansia modifica diversi parametri quali quelli riferiti agli aspetti cognitivi, emotivi e fisiologici con conseguenti risposte comportamentali che vanno dalla prontezza e attacco fino alla paura e fuga o al blocco psicomotorio.

Nello sport e non solo, esistono diversi tipi di Ansia che riguardano L’Ansia da Prestazione, riferita a una situazione specifica contestuale come una gara, gli esami o parlare in pubblico.

  • L’Ansia Anticipatoria che mobilita risposte cognitive anticipatorie dell’evento con conseguenti pensieri di preoccupazione e tensioni emotive di agitazione e panico.
  • L’Ansia di Stato che hanno tutti e che si riferisce a una mobilitazione di risposte neurofisiologiche e comportamentali temporanee con il conseguente recupero e ritorno al livello basale non appena termina la situazione che si sta affrontando.
  • L’Ansia di Tratto invece si riferisce a un aspetto o “tratto “ stabile della personalità legato a situazioni di vita pregressa. Ha a che fare con componenti sia fisiologiche che ambientali che si sono fissate nella personalità, determinandone rigidità strutturali e somatizzazioni fisiche.

Nel corso di una prestazione fisica o mentale, chi ha l’ansia di tratto partirà con un livello di soglia di tensione più alto rispetto a chi non ce l’ha e finita la prestazione non riuscirà mai a raggiungere il livello di base.
Questa situazione determina delle continue tensioni a livello muscolare ed emotivo con la conseguente caduta prestazionale

Nello specifico vediamo cosa succede a carico dei parametri più sopra elencati:

A LIVELLO FISIOLOGICO

Parametro maggiormente alterato, dove si registrano alterazione delle risposte psicofisiologiche: palpitazioni, dispnea, tremori e tensioni muscolari, ipersudorazione, freddo, nausea, vomito, ecc.

A LIVELLO COGNITIVO

Confusione, insicurezza, difficoltà di attenzione e concentrazione, scarsa capacità decisionale.

A LIVELLO EMOTIVO

Generalizzata condizione di disagio e tensione, con agitazione intensa. Esteriorizzazione attraverso i comportamenti non verbali e la meta – comunicazione.

L’Ansia è strettamente connessa con l’energia o Arousal e nello specifico ad una eccessiva Attivazione di energia rispetto al compito che si deve affrontare.

L’Arousal o Energia è legata a componenti fisiologiche e motivazionali. Ognuno ha la sua, bisogna individuare il livello ottimale e allenarlo per arrivare alla fine della prestazione. Se si ha poca energia non c’è ATTIVAZIONE, ci si annoia, se ce n’è troppa questa termina prima della fine della prestazione oppure si trasforma in ANSIA.

Per arrivare allo stato di Flusso o FLOW (Hanin 1997 IZOF ) è necessario che le abilità di ognuno siano proporzionali al livello di difficoltà del compito e che l’attivazione sia massima, né troppa, né troppo poca, con uno stato di calma emotiva ed una certa freddezza e lucidità.
Questo permette di essere concentrati per tutta la durata della prestazione, ovvero di rimanere a FOCUS.

COSA FARE

Per raggiungere questo stato ottimale esistono dei programmi specifici basati sulla riduzione dell’ansia corporea e di quella cognitiva
La metodologia utilizzata può essere sintetizzata in un acronimo facilmente memorizzabile: P.A.S.S.I

P – individuare i Punti di forza, le abilità e le competenze che si ritengono necessarie per raggiungere le prestazioni ottimali (a livello fisico, tecnico, mentale, tattico)

A – Attivarsi cercando il livello ottimale per essere focalizzato sul compito definendo il range entro cui stare. Definire gli obiettivi di prestazione che siano misurabili e concreti

S – Sintonizzarsi ovvero rilassare il corpo e trovare il giusto livello di concentrazione al compito in modo da sapere sempre a cosa prestare attenzione.

S – Sincronizzarsi ovvero percepire l’ambiente circostante, cercando di essere fluido, integrato e in armonia e a proprio agio. Sii presente nella situazione

I – Interiorizzare le sequenze che allenate a livello corporeo e mentale in modo che diventino delle routine. Questo permette di essere sempre a Focus, lucido, concentrato e calmo

La preparazione mentale, in definitiva, identifica e allena le caratteristiche che un atleta deve avere per essere al massimo da un punto di vista mentale oltre a dare indicazioni ai tecnici e a migliorare la comunicazione ai diversi livelli tra atleta e tecnico, tra atleti e tra atleta e dirigenza.


Riferimenti:

R, ButlerPsicologia e Attività Sportiva –Il pensiero scientifico Editore

M.Jahier- Programmi di intervento gestione ansia somatica “Performance e Benessere” – www,mindtrainer.it

Saibene, Rossi, Cortili – Fisiologia e Psicologia degli Sport – Zanichelli

Dott.sa Miriam Jahier
Psicologa – Psicologa dello Sport – Psicoterapeuta
www.mindtrainer.it
www.pdspsicologidellosport.it
info@mindtrainer.it

Ginnastica Posturale Metodo Sceintifico
Scienza della nutrizione ad uso pratico del Dott. Frank Casillo
Prevenziione alle cadute e riprogrammazione dell'equilibrio del Dott. Riccardo Barigelli Calcari
Libro-Salvatore-Buzzeli-Allenamento-Cognitivo-Tennis
Miglior-Libro-Ginnastica-in-Gravidanza-ATS

Articoli Correlati

Giocatore di tennis maschio in azione a mezz'aria che colpisce una palla con il dritto.

Allenamento della Forza nel Tennis: implicazioni per la performance e la prevenzione degli infortuni

Negli ultimi decenni il tennis ha subito una significativa evoluzione sotto il profilo fisiologico e biomeccanico. L’aumento della velocità degli scambi, dell’intensità degli spostamenti e della potenza dei colpi ha determinato una crescente importanza delle qualità neuromuscolari nella performance del tennista. Il tennis è uno sport intermittente caratterizzato da brevi azioni ad alta intensità intervallate […]

Multilateralità Sportiva nel Giovane Tennista

Multilateralità sportiva nello sviluppo del giovane tennista (3-12 anni)

L’obiettivo di questo articolo è analizzare il ruolo della multilateralità nello sviluppo del giovane tennista tra i 3 e i 12 anni, alla luce delle più recenti evidenze scientifiche sullo sviluppo motorio e sullo sport sampling. Introduzione Nella preparazione dei giovani tennisti, uno dei temi più discussi negli ultimi anni riguarda il rapporto tra specializzazione […]

Ritardo in campo: obiettivi e criteri di progressione

Ritardo in campo: obiettivi e criteri di progressione

Il viaggio verso il ritorno in campo è un continuum che parte dall’infortunio e arriva alla guarigione prima e alla prestazione poi, dall’ambiente controllato al chaos passando per il rischio calcolato in un persistente compromesso nel rapporto tra rischio e beneficio (Taberner et al., 2019; Della Villa et al., 2021). Nella prima parte, abbiamo visto […]

Allenamento-Cognitivo-nel-Tennis-Nuovo-Libro-Tennis-Salvatore-Buzzelli

Allenamento Cognitivo nel Tennis: Come il Costo Energetico dell’Attenzione Riduce la Performance dell’11%

In un’era in cui il tennis evolve verso prestazioni sempre più integrate tra corpo e mente, il Prof. Salvatore Buzzelli offre alla comunità delle scienze motorie un’opera destinata a cambiare prospettiva: Allenamento Cognitivo nel Tennis: Come il Costo Energetico dell’Attenzione Riduce la Performance dell’11%. Il volume, pubblicato a marzo 2026 nella collana Scienze Motorie Tennis […]

Contrazione concentrica ed eccentrica

Differenze tra Contrazione Concentrica ed Eccentrica

Nel differenziare i tipi di contrazione, il confronto tra contrazione concentrica ed eccentrica richiede un approfondimento anche alla luce di quanto trattato sui fattori determinanti della forza. Infatti, ora che avete un quadro più chiaro sarà possibile comprendere meglio alcune peculiarità che contraddistinguono questi due tipi di contrazione. Le differenze Per prima cosa, vediamo quali […]

L'importanza del Sonno e dei ritmi circadiani

Jet Lag e Lavoro a Turni: Strategie per il Riallineamento Circadiano

Introduzione I ritmi circadiani rappresentano processi biologici endogeni fondamentali che regolano non solo il ciclo sonno-veglia, ma anche aspetti cruciali come il metabolismo, l’umore e una vasta gamma di funzioni fisiologiche, operando su un periodo approssimativo di 24 ore. Questi ritmi vengono mantenuti in sincronia attraverso l’azione di zeitgeber esterni, tra i quali la luce […]

Live Chat
assistance banner image
Whatsapp
Messenger
800.19.35.40