Il Downhill è uno sport ciclistico, nato come una specializzazione della mountain bike. Il nome si può tradurre letteralmente come “giù dalla collina” e viene abbreviato anche con l’acronimo DH.
Si tratta di una disciplina che si svolge completamente in discesa su percorsi montuosi o collinari, si gareggia a cronometro individuale e si pratica con una mountain bike modificata appositamente per svolgere le discese, su tracciati di differente grado di difficoltà e di lunghezza variabile, dai 2 ai 7 Km.

Il Downhill è uno sport estremamente “adrenalinico” che nasconde anche qualche grado di rischio; durante la discesa si raggiungono, infatti, velocità fino agli 80 Km/h e per questo motivo, le protezioni usate dai ciclisti sono particolarmente robuste, con caschi integrali del tipo di quelli che vengono utilizzati nel motociclismo. Le competizioni vengono svolte su percorsi preparati denominati Bike Park: alcuni sono strutturati con impianti di risalita e punti di sosta o ristoro, altri sono organizzati dalle comunità di bikers della zona e sono meno attrezzati dal punto di vista tecnico; la risalita viene fatta in bici senza impianto di risalita e su sentieri tracciati.

Le bici utilizzate sono derivate dalle mountain bike ma appositamente modificate per soddisfare le caratteristiche atte allo scopo. I telai usati devono essere più robusti rispetto a quelli tradizionali ma anche più leggeri, per questo a volte si preferisce sacrificare la durata nel tempo a favore della leggerezza. Il telaio è sempre biammortizzato, cioè dotato di ammortizzatore anteriore con escursione che varia tra 180 e 200 mm e ammortizzatore posteriore che varia tra i 160 e i 240 mm. Il manubrio è più largo rispetto a quello usato sulle mountain bike, si arriva anche a dimensioni di 82 cm al fine di garantire maggiore stabilità e controllo del mezzo. I copertoni usati sono più larghi di quelli tradizionali sempre per una questione di stabilità, quello posteriore varia tra 2.35 e 2.50 pollici, quello anteriore è anche maggiore di 2.50. Di solito si usano copertoni tacchettati ma anche copertoni semislick, lisci nella parte centrale e tacchettati lateralmente, con la parte liscia che assicura un maggiore rotolamento e quindi maggiori velocità nelle discese, mentre la parte tacchettata garantisce stabilità sulle curve. I freni sono rigorosamente a disco e idraulici per assicurare una frenata potente ma anche modulabile. I pedali sono più larghi rispetto a quelli tradizionali sempre per una questione di stabilità e aderenza del piede.
Sui mezzi adoperati per il Downhill si usano dei gruppi cambio con una varietà di rapporti limitata, dato l’impiego esclusivo in discesa. Solitamente, si monta una corona anteriore da 34 o 38 denti e una corona posteriore 11-26 con un numero di rapporti da 9 o 10 velocità.Per praticare il Downhill è necessaria sia una preparazione tecnica sia una preparazione atletica. Solitamente, chi decide di approcciare questa disciplina viene dalle competizioni di mountain bike e di conseguenza possiede già una formazione tecnica di base. Con il passaggio al downhill, ci si specializza ulteriormente, affinando le tecniche di discesa.
Rispetto al ciclismo o alla mountain bike, qui la preparazione atletica conta in maniera ancora maggiore, sia a causa dell’intenso sforzo che si sostiene in fase di discesa sia per la durata breve dell’evento. La discesa dura dai 2 ai 7 Km. Considerando una velocità media di 60 Km/h, la prestazione dura mediamente dai 5 ai 10 minuti. Per dare il massimo in un tempo così breve, è necessario trovarsi in alte condizioni dal punto di vista fisico e per questo è fondamentale che chi pratica Downhill sia allo stesso tempo agile e forte: agile per poter affrontare i continui cambi di direzione imposti dai percorsi, forte per poter mantenere sempre la bici in assetto e poter scendere al massimo della velocità. Le sollecitazioni sulla colonna vertebrale in una fase di discesa di downhill, sono davvero alte ed è per questo che bisogna allenarsi al fine di avere dei muscoli robusti e in grado di attutire le pressioni su scheletro e articolazioni. Per forgiare un corpo simile, è necessario allenarsi in palestra almeno 2 volte a settimana, lavorando con routine di allenamento a circuito che sfruttino prevalentemente il peso del corpo come sovraccarico.
Chi pratica questo sport, non deve certo diventare più pesante e quindi non ha bisogno di aumentare eccessivamente la massa muscolare; al contrario è fondamentale che, pur mantenendo il peso corporeo invariato, riesca ad aumentare la forza. Per questo motivo, è utile lavorare su un numero di ripetizioni che oscillino tra le 5 e le 8. Gli esercizi utilizzati devono essere prevalentemente multiarticolari. Il modulo a circuito e gli esercizi multiarticolari, consentiranno di allenare tutta la muscolatura del corpo in tempi brevi ma curando anche la componente cardiovascolare. Gli esercizi proposti nella pagina successiva, verranno eseguiti in gruppi da 3 o 4, un esercizio dopo l’altro in rapida successione senza recupero (o con recupero minimo di 10/20 secondi) tra uno l’altro ma solo con un recupero finale di 3 o 4 minuti alla fine della macro serie.