Nello sport circolano convinzioni tramandate per anni fino a diventare quasi delle regole. Una di queste riguarda l'attività sessuale prima di una competizione: "Prima della partita meglio evitare." Una frase che molti atleti hanno sentito almeno una volta, nata dall'idea che l'attività sessuale possa causare perdita di energia, riduzione della forza o calo dell'aggressività agonistica. Ma quanto c'è di scientifico dietro questa convinzione?
L'associazione tra astinenza e prestazione non nasce nello sport moderno. Già nell'antica Grecia e nell'antica Roma l'astinenza veniva associata alla capacità dell'atleta di conservare energia e concentrazione, una convinzione che, in forme diverse, è arrivata fino allo sport contemporaneo: ancora oggi in alcuni ambienti si ritiene che favorisca aggressività, testosterone e prestazione fisica. Il problema è che una convinzione radicata nel tempo non corrisponde necessariamente a una risposta fisiologica dimostrata, ed è qui che diventa interessante guardare alla letteratura.
Nel 2016 Stefani e colleghi pubblicarono su Frontiers in Physiology una systematic review dedicata proprio all'attività sessuale prima della competizione. La conclusione era abbastanza chiara: le evidenze disponibili non supportavano l'idea che l'attività sessuale il giorno precedente peggiorasse la performance. Gli autori sottolineavano però un limite importante: gli studi erano pochi, con campioni ridotti e metodologie molto eterogenee. Mancavano le basi per sostenere l'astinenza come strategia ergogenica, ma mancavano anche studi robusti per chiudere davvero la questione.
Un passaggio importante arriva nel 2022 con la systematic review e meta-analisi di Zavorsky e Newton, che hanno analizzato nove studi crossover per un totale di 133 soggetti. Il risultato complessivo non mostrava vantaggi né per l'astinenza né per l'attività sessuale: quando questa veniva svolta tra 30 minuti e 24 ore prima dell'esercizio, non emergevano differenze significative in capacità aerobica, resistenza muscolare o forza/potenza. Un dato che ridimensiona parecchio una delle convinzioni più diffuse nello sport: se l'attività sessuale determinasse davvero una perdita significativa di capacità fisica, dovremmo aspettarci di osservarla almeno in alcuni di questi parametri. Al momento, non sembra accadere.
Per molto tempo si è ipotizzato che il problema non fosse l'attività sessuale in sé, ma la distanza temporale dalla competizione. Una ricerca del 2026 ha aggiunto un elemento nuovo alla discussione: 21 atleti maschi ben allenati hanno affrontato, con un disegno crossover randomizzato, due condizioni — astinenza oppure masturbazione con orgasmo 30 minuti prima dei test — valutate poi con un test incrementale al cicloergometro e un test di forza isometrica della mano. Contrariamente alla convinzione tradizionale, la masturbazione non ha peggiorato la performance: gli atleti hanno mostrato una durata dell'esercizio leggermente superiore (+3,2%) e un piccolo incremento della forza media di handgrip, con concentrazioni ormonali più alte di testosterone e cortisolo, senza aumento significativo dei marker infiammatori. Questo non significa che l'attività sessuale 30 minuti prima della gara migliori la prestazione, significa che, anche con un intervallo temporale molto breve, il presunto effetto negativo non è così evidente come si è spesso pensato.
A mio avviso è questo il punto più interessante per chi lavora quotidianamente con gli atleti: probabilmente abbiamo concentrato l'attenzione sulla variabile sbagliata. Pensiamo a cosa può accompagnare un rapporto sessuale la sera prima di una gara: andare a letto più tardi, modificare la routine, dormire meno, consumare alcol, alterare le abitudini pre-gara. A quel punto diventa difficile stabilire se un eventuale calo di performance dipenda dall'attività sessuale in sé o da tutto ciò che le è avvenuto intorno. Per un atleta, dormire cinque ore invece di otto è probabilmente un problema molto più concreto del rapporto sessuale, e questo cambia il modo in cui possiamo affrontare l'argomento all'interno di uno staff.
Serve comunque prudenza nell'interpretare questi dati. La meta-analisi del 2022 comprendeva solo 133 soggetti, il 99% uomini, e la maggior parte degli studi non ha analizzato una vera competizione sportiva, ma test di laboratorio su forza, potenza, endurance o capacità aerobica: correre su un cicloergometro non riproduce necessariamente ciò che accade in una partita di calcio, in un incontro di boxe o in una finale olimpica. Anche la componente psicologica resta difficile da quantificare: per alcuni atleti l'attività sessuale potrebbe favorire rilassamento e riduzione dell'ansia, per altri rappresentare solo una variazione della routine. È probabilmente proprio l'individualità uno degli aspetti che la ricerca futura dovrà approfondire di più.
Alla luce delle evidenze disponibili, oggi è difficile giustificare scientificamente una regola universale che imponga l'astinenza prima di una competizione: non ci sono prove convincenti che migliori forza, potenza, endurance o capacità aerobica. Allo stesso tempo sarebbe sbagliato trasformare il messaggio opposto in una nuova certezza, perché la letteratura resta limitata, sbilanciata verso soggetti maschi e ancora lontana dalla complessità della performance sportiva reale.
Da preparatore atletico, credo che il nostro compito non sia trasformare ogni nuova ricerca in una nuova regola, ma usare le evidenze per mettere in discussione quelle che abbiamo sempre dato per scontate. Forse la domanda non dovrebbe più essere "un atleta può avere rapporti sessuali prima di una gara?", ma piuttosto se questa scelta interferisca con il suo sonno, il recupero, la routine e la preparazione alla competizione. Una differenza apparentemente piccola, che rappresenta bene il passaggio da una gestione dell'atleta basata sulle convinzioni a una basata sulle evidenze.
Riferimenti essenziali
Stefani L., Galanti G., Padulo J., Bragazzi N.L., Maffulli N. (2016). Sexual Activity before Sports Competition: A Systematic Review. Frontiers in Physiology, 7, 246.
Zavorsky G.S., Newton W.L. (2022). The influence of sexual activity on athletic performance: a systematic review and meta-analyses. Scientific Reports, 12.
Fernández-Lázaro D. et al. (2026). Sexual activity before exercise influences physiological response and sports performance in high-level trained men athletes. Physiology & Behavior, 307, 115203.
