L’obiettivo di questo articolo è analizzare il ruolo della multilateralità nello sviluppo del giovane tennista tra i 3 e i 12 anni, alla luce delle più recenti evidenze scientifiche sullo sviluppo motorio e sullo sport sampling.
Introduzione
Nella preparazione dei giovani tennisti, uno dei temi più discussi negli ultimi anni riguarda il rapporto tra specializzazione precoce e sviluppo multilaterale, spesso dopo le prime vittorie si cerca sempre di indirizzare i giovani verso un unico sport.
Nelle numerose ricerche però si è potuto osservare quanto la varietà di esperienze motorie influenzi lo sviluppo coordinativo, la motivazione e la crescita sportiva nel lungo periodo. Le evidenze scientifiche più recenti confermano una direzione chiara: nei primi anni di pratica sportiva, tra i 3 e i 12 anni circa, l’esposizione a diversi sport e a una grande varietà di movimenti rappresenta uno dei fattori più importanti per lo sviluppo del futuro atleta.
In questa fascia d’età il sistema nervoso è estremamente plastico e sensibile agli stimoli motori. L’apprendimento di abilità diverse com correre, saltare, lanciare, colpire, arrampicarsi, cambiare direzione – crea una base coordinativa ampia che successivamente può essere trasferita anche alle abilità specifiche del tennis.
Il modello di sviluppo sportivo
Uno dei modelli teorici più citati nella letteratura scientifica è il Developmental Model of Sport Participation (DMSP) proposto da Côté. Questo modello descrive tre fasi principali nello sviluppo dell’atleta. La prima fase, definita “sampling years”, corrisponde approssimativamente all’età compresa tra i 6 e i 12 anni. In questo periodo è raccomandata la partecipazione a più sport e attività motorie differenti.
Secondo questo modello, la partecipazione multisport permette ai bambini di sviluppare un repertorio motorio più ampio, riducendo allo stesso tempo il rischio di sovraccarico fisico e psicologico. Inoltre favorisce una maggiore motivazione intrinseca verso l’attività fisica, elemento fondamentale per la continuità sportiva nel lungo periodo.
Multilateralità e sviluppo coordinativo
Diversi studi hanno analizzato l’impatto della pratica multisport sullo sviluppo motorio dei bambini. Una ricerca di Mancini e colleghi (2025) ha analizzato oltre 300 bambini tra i 6 e i 10 anni coinvolti in programmi di attività multisport basati sul gioco. I risultati hanno mostrato miglioramenti significativi nella coordinazione motoria rispetto ai bambini che svolgevano solamente attività fisica scolastica tradizionale.
Questo dato è particolarmente rilevante per il tennis. Le abilità richieste in questo sport, come coordinazione occhio-mano, rapidità di reazione, equilibrio dinamico e capacità di spostamento multidirezionale – dipendono fortemente dallo sviluppo coordinativo generale. Una base motoria ampia facilita quindi l’apprendimento delle abilità tecniche specifiche. Uno studio condotto da Waldziński e colleghi (2024) su giovani tennisti tra i 10 e i 12 anni ha evidenziato una relazione diretta tra miglioramenti nella coordinazione generale e miglioramenti nelle abilità tecniche di gioco. In altre parole, i ragazzi con un migliore sviluppo coordinativo mostravano anche progressi più rapidi nella tecnica tennistica. Nel contesto del tennis giovanile, diversi autori hanno sottolineato i benefici della partecipazione a più sport durante l’infanzia.
Roetert, Woods e Jayanthi evidenziano come la pratica multisport nei giovani tennisti possa contribuire a sviluppare competenze motorie più complete, ridurre il rischio di infortuni e favorire una carriera sportiva più lunga. Molte abilità utili nel tennis possono essere sviluppate anche attraverso altri sport. Ad esempio:
– gli sport di squadra sviluppano percezione spazio-temporale e capacità decisionali
– la ginnastica migliora equilibrio e controllo del corpo
– l’atletica leggera sviluppa velocità e coordinazione della corsa e in alcuni casi sono gesti anche trasferibili come la gestualità del lancio del vortex
– gli sport di racchetta diversi dal tennis migliorano timing e capacità di colpire la palla
Questa varietà di stimoli permette al giovane atleta di costruire una base atletica e coordinativa più ricca.
Specializzazione precoce e rischio di infortuni
Un altro tema importante riguarda la specializzazione precoce. Negli ultimi anni diversi studi hanno evidenziato come un’eccessiva focalizzazione su un solo sport in età molto giovane possa comportare alcune criticità. Una revisione sulla specializzazione nel tennis giovanile condotta da Thurber e colleghi (2026) evidenzia come allenamenti intensivi e altamente specializzati in età precoce siano associati a un aumento del rischio di infortuni da sovraccarico, oltre che a fenomeni di burnout e abbandono sportivo.
Anche altri studi confermano questa tendenza. DiStefano e collaboratori (2018) hanno osservato che gli atleti che praticano più sport durante la crescita sviluppano un migliore controllo neuromuscolare, elemento che contribuisce alla prevenzione degli infortuni. Dal punto di vista della preparazione fisica, questo significa che l’esposizione a movimenti diversi – salti, rotazioni, cambi di direzione, schemi motori variati – contribuisce a costruire un sistema neuromuscolare più robusto e adattabile.
Benefici cognitivi dell’attività sportiva variata
Oltre agli aspetti motori, alcune ricerche hanno evidenziato anche benefici cognitivi.
Uno studio di Ishihara e colleghi (2017) ha mostrato che programmi di tennis con esercizi coordinativi e cognitivamente stimolanti migliorano alcune funzioni esecutive nei bambini tra i 6 e i 12 anni, come la memoria di lavoro e il controllo attentivo.
Questi risultati suggeriscono che attività sportive ricche di stimoli variati possano contribuire non solo allo sviluppo motorio ma anche a quello cognitivo. La varietà di esperienze motorie richiede infatti adattamenti continui, presa di decisione rapida e capacità di problem solving, tutte competenze che hanno effetti positivi anche sul piano cognitivo.
Multisport e motivazione nel lungo periodo
Un altro aspetto importante riguarda la motivazione. Diversi studi sullo sviluppo sportivo indicano che i bambini coinvolti in attività sportive variate mostrano livelli più elevati di divertimento e partecipazione. Coutinho e colleghi (2023) hanno osservato che la maggior parte degli atleti segue inizialmente un percorso multisport prima di eventuali fasi di specializzazione.
Programmi di sport sampling analizzati da Bopp e collaboratori (2023) mostrano inoltre come la partecipazione a diversi sport favorisca lo sviluppo sociale, la motivazione e la continuità nella pratica sportiva.
Nel tennis questo è particolarmente importante. La costruzione di una carriera sportiva richiede anni di pratica e impegno. Favorire il divertimento e la varietà nelle prime fasi aiuta i giovani atleti a mantenere una relazione positiva con lo sport.
Nel percorso di formazione del giovane tennista può accadere che, già in età precoce, il bambino e la sua famiglia decidano insieme ai coach di intraprendere un orientamento verso il settore agonistico. Questa scelta non significa necessariamente rinunciare alla pratica di altre attività sportive. Al contrario, soprattutto nelle prime fasi dello sviluppo, è spesso utile mantenere una certa varietà di esperienze motorie.
Qualora il giovane atleta continui a praticare un secondo sport oltre al tennis, è preferibile che si tratti comunque di uno sport con la palla. Discipline come calcio, pallamano, basket o altri giochi sportivi di situazione permettono infatti di mantenere attive alcune abilità percettivo–motorie fondamentali anche per il tennis.
Gli sport con la palla stimolano costantemente la coordinazione occhio-mano o occhio-piede, la capacità di anticipazione, la lettura delle traiettorie e il timing di intervento, tutte competenze centrali anche nel gioco del tennis. Inoltre favoriscono lo sviluppo della visione periferica, della rapidità decisionale e dell’adattamento motorio in contesti variabili, caratteristiche che trasferiscono benefici diretti alla prestazione tennistica.
Conclusioni
Le evidenze scientifiche attuali suggeriscono con chiarezza che nei primi anni di sviluppo sportivo la multilateralità rappresenta una strategia estremamente efficace. Tra i 3 e i 12 anni l’obiettivo principale dovrebbe essere quello di costruire una base motoria ampia attraverso una grande varietà di esperienze sportive.
Nel caso del tennis, questo significa che la pratica di altri sport non rappresenta un ostacolo, ma al contrario può diventare un importante fattore di sviluppo. Una maggiore ricchezza motoria facilita l’apprendimento tecnico, migliora il controllo del movimento e riduce il rischio di infortuni.
Per maestri e preparatori fisici il messaggio quindi è univoco, nelle fasi iniziali della crescita sportiva è fondamentale proporre attività variate, ludiche e multilaterali. Solo successivamente, con la maturazione fisica e motoria dell’atleta, potrà avvenire una progressiva specializzazione, questo comporta che anche in caso di attività unica presso un circolo tennis comunque vadano inserite attività multilaterali per uno sviluppo ampio e globale.
Bibliografia/Sitografia
Mancini, A. et al. (2025). Effectiveness of Multisport Play-Based Practice on Motor Coordination in Children.
Thurber, C. et al. (2026). Early Sport Specialization and Intense Training in Junior Tennis Players.
Roetert, P., Woods, R., Jayanthi, N. The benefits of multi-sport participation for youth tennis players.
Waldziński, M. et al. (2024). Developmental changes in motor coordination and tennis skills in young players.
Ishihara, T. et al. (2017). Improved executive functions following cognitively engaging tennis lessons.
DiStefano, L. et al. (2018). Sport Sampling Is Associated With Improved Landing Technique in Youth Athletes.
Côté, J. Developmental Model of Sport Participation.
Coutinho, P. et al. (2023). To Sample or to Specialise? Youth sport trajectories.
Bopp, T. et al. (2023). The Value of Sport Sampling in Youth Development Programs.
Luo, Y. et al. (2025). Impact of tennis practice on physical fitness in children and adolescents.















