Premessa
Il calcio attuale porta sempre di più a sviluppi di gioco che prevedono posizionamenti diversi dalla fase difensiva alla fase offensiva e questo porta ad una costruzione più lenta per consolidare la fase offensiva attraverso una transizione positiva che aumenta gli spostamenti sul campo ed alla ricerca, di contro, di riaggressione immediata per diminuire al minimo la fase di transizione difensiva. Spieghiamo questo concetto con alcuni esempi (utilizziamo lo stesso sistema di gioco per semplicità didattica):
4-2-3-1 Con attacco spazi

(Occupazione spazi in partenza in non possesso) (Occupazione spazi in partenza in possesso)
Come notiamo in questo caso lo spostamento transitivo (teorico perché prende in considerazione le partenze e non gli attacchi agli spazi) tra le due fasi principali è minimo in spazio / tempo.
4-2-3-1 Posizionale in 3-2-4-1

(Occupazione spazi in partenza in non possesso) (Occupazione spazi in partenza in possesso)
In questo caso invece il posizionamento offensivo risulta completamente diverso rispetto al posizionamento difensivo, richiedendo quindi sicuramente più tempo (essendoci più spazio da coprire) per riorganizzare le posizioni prestabilite per il calcio di connessione.
Queste due differenti gestioni portano pro e contro e quindi indirizzano anche la filosofia di gioco. Nel calcio di attacco agli spazi si può anche scegliere una difesa più attendista con un blocco medio o basso per poter poi sfruttare lo spazio libero verso la porta avversaria, mentre nella seconda filosofia analizzata, se la fase difensiva fosse troppo attendista non si riuscirebbe mai ad organizzare un attacco posizionale efficacie. Si avrebbe infatti una organizzazione offensiva diversa da quella del piano gara o un tempo di adattamento offensivo troppo lento che potrebbe portare al massimo ad un consolidamento.
Analizzando questo gioco di connessioni l’efficacia della riuscita del cambio posizionale potrebbe dipendere da alcune scelte fondamentali:
- Tempistiche di organizzazione posizionale offensiva
- Scelta individuale / collettiva di riaggressione o riorganizzazione
- Soluzione difensiva in sistema offensivo
Tempistiche di organizzazione posizionale offensiva
La prima domanda da porre ai giocatori durante le esercitazioni situazionali sarà: quando dovete spostarvi per posizionarvi nel vostro “ruolo offensivo”?
Prendendo ad esempio le figure precedenti: quando il numero 3 passerà da essere un esterno basso a trasformarsi in un trequartista esterno?
Già in questa prima domanda non ci sarà una risposta omogenea ma più modi di trovare la soluzione, sempre in base a ciò che si svolge sul campo.
Gli allenatori / istruttori dovranno essere bravi a dosare sapientemente certezze e dubbi per concedere dei mezzi (certezze) che verranno usati di volta in volta per risolvere situazioni (dubbi).
Facciamo alcuni esempi per poi passare a proporre alcune esercitazioni:
si può ad esempio “codificare” alcuni segnali sul campo che ci faranno capire se rimanere a disposizione, subentrare successivamente o essere a disposizione anche su uno spazio ampio.
Si chiederà quindi di essere a disposizione quando il compagno in possesso non ha soluzioni e altre linee di passaggio oppure quando ha poco tempo per effettuare la giocata.

Nel primo esempio (campo a sinistra) giocatore 5 non ha linee di passaggio libere se non giocatore 3 (che è il protagonista della nostra scelta). Se il 3 rosso leggesse bene questa situazione non si alzerebbe a variare il sistema e fare reparto coi trequartisti ma rimarrebbe a disposizione per mancanza di altre soluzioni. Infatti 5 avrebbe come possibilità migliorative semplici solo 3 oppure una conduzione limitata per liberare una nuova linea di passaggio, altrimenti sarebbe costretto ad una giocata distante (o 4 in cambio di gioco oppure ricerca dei duelli offensivi con seconda palla) o ad una collaborazione posizionale del portiere.
Nell’esempio a destra invece giocatore 5 rosso viene attaccato forte da 9 e tutta la squadra bianca va alla ricerca dell’uomo a uomo, per questo il tempo di 3 di portarsi in reparto offensivo è troppo limitato, costringendolo a collaborare per alzarsi in un secondo momento.

Se invece la squadra avversaria è in blocco basso e quindi il possessore di palla ha sia spazio che soluzioni, il calciatore 3 rosso potrà disinteressarsi dell’azione di gioco per fare reparto coi trequartisti. Tornerà a disposizione del compagno con palla solo dopo una prima parte di sviluppo dell’azione.

In caso, ad esempio, di giro palla rapido con ritardo avversario nello scivolamento, giocatore 3 rosso potrà iniziare a prendere spazio per raggiungere la trequarti, ma nello stesso tempo rimarrà a disposizione, avendo spazio per ricevere. Questo servirà, sia per una eventuale accelerata difensiva degli avversari (ad esempio 11 bianco esce forte su 5 rosso ricreando quindi la situazione in cui il possessore ho poco tempo di scelta) che per una scelta offensiva diversa (ad esempio 5 rosso decide di servire 3 nei piedi per farlo entrare nel campo, magari in interscambio posizionale con 8 rosso).
Creando quindi certezze nei giocatori: invitando quindi loro ad individuare le superiorità numeriche nelle zone del campo e la situazione in cui si trova il possessore, si lavorerà successivamente sui dubbi e quindi sulla capacità di risolvere le situazioni.
Possibili esercitazioni per allenare questo tipo di scelta possono partire da duelli semplici per arrivare a lavori finalizzati alla partira.

In un semplice lavoro di 2 contro 2 + 1 jolly per il raggiungimento della linea di meta si potrà lavorare su più varianti:
– Se 1 riceve rimanendo in linea di meta = 2 punti, se riceve dentro al campo e poi raggiunge la meta = 1 punto
questo servirà ad agevolare il guadagno dello spazio da parte dei giocatori bianchi che (o immediata o dopo una giocata a disposizione), in base alla scelta difensiva dei rossi si sceglierà se giocare la superiorità numerica che dovrà quindi essere letta velocemente dai possessori.

In un possesso finalizzato (alla linea di meta, oppure al gol) si creano 2 aree in cui ci sarà una superiorità numerica dei giocatori bianchi (in possesso). A seconda del comportamento dei giocatori rossi, che potranno scegliere dove lasciare superiorità, i bianchi dovranno agire di conseguenza.
I giocatori rossi potranno decidere di difendere con 3 giocatori nel primo tratto e 4 nel secondo o viceversa (organizzazione libera, non interesserà che giocatore darà equilibrio ma dovranno mantenere questo progetto tattico). Se si vuole sviluppare la capacità di scelta dei giocatori esterni si permetterà invece, per quanto riguarda la squadra bianca, di alzare nel secondo tratto solo uno dei 2 giocatori esterni (o 2 o 3 bianco).
Le possibilità di esercitazioni saranno infinite ma sempre focalizzate alla capacità di scelta: il dubbio all’interno delle nostre certezze.
Scelto individuale / Collettiva di riaggressione o riorganizzazione
Per poter attaccare in un sistema e difendere in altro sistema bisognerà capire quando sarà il momento di “bloccare” immediatamente l’azione avversaria con un tentativo di riconquista immediato del pallone o di azione ritardatrice della fase offensiva dell’altra squadra. Ci saranno però situazioni in cui non si riuscirà e quindi bisognerà capire quando bisognerà rientrare nel proprio reparto di competenza difensiva.
Come per la transizione offensiva anche questa dipenderà da spazi e tempi, esattamente speculari al ragionamento fatto prima (infatti le esercitazioni utilizzate precedentemente per la fase offensiva o transitiva positiva saranno utili anche per questa fase, curando la squadra in non possesso).
Il giocatore interessato alla perdita di possesso ed i compagni vicini dovranno immediatamente capire se ci sarà la possibilità di creare un’azione ritardatrice (spesso individuale) o addirittura di procedere con una riconquista del possesso (azione collettiva) oppure se bisognerà riabbassarsi in reparto per dare equilibrio (anche in un momento successivo ad azione ritardatrice propria o di un compagno).
In sostanza chi perde palla dovrà reagire immediatamente per la riconquista e, nel mentre, capire se ci sono i presupposti per una riconquista (spazi e tempi giusti coi compagni). I giocatori non direttamente interessati all’azione ritardatrice saranno l’ago della bilancia per una riaggressione da riconquista o un riposizionamento e quindi in base al loro coraggio ed alla loro prontezza si svolgerà la fase difensiva.
La certezza che bisognerebbe passare sarà l’obbligo di riaggressione individuale per ritardare in ogni caso l’azione avversaria e il coraggio, nel dubbio, di difendere in avanti anche per i compagni di squadra (se non si passasse quest’ultima indicazione i giocatori, per indole, tornerebbero nei loro reparti). Il dubbio sarà proprio la capacità dei giocatori vicini di scansionare la zona e capire le possibili superiorità numeriche oltre a spazi e tempi per avanzare o recuperare posizione. Altra indicazione importante che si potrà dare al giocatore per facilitargli la scelta sarà: più la palla è distante (soprattutto nell’ampiezza del campo) ed ho compagni tra me ed il pallone e più recupererò campo alle spalle.
Possibili esercitazioni da proporre andranno prima dalla riaggressione individuale chiedendo un attacco forte se si potrà recuperare palla ed un attacco mirato all’indirizzare la giocata se non si riesce a prenderla (come da prima immagine).

2 contro 2 con giocatore rosso dietro una linea: giocatore 1 rosso dovrà cercare una palla filtrante per il compagno, se la palla viene intercettata si crea un 2 vs 1 dove 1 rosso sceglierà se attaccare forte chi ha intercettato il passaggio (valutando la distanza dalla palla ma anche la disponibilità del pallone da parte dell’avversario o eventuali errori tecnici come un controllo troppo lungo o non orientato) per rubargliela immediatamente oppure se accorciare con “intelligenza” scegliendo di limitare la giocata piè pericolosa. Anche qui si aprirà una nuova scelta in cui il difendente sceglierà di concedere il passaggio in orizzontale per poi recuperare campo (se si volesse agevolare questa soluzione nell’esercitazione si potrà far rientrare in fase difensiva 2 rosso dopo il primo passaggio) oppure concedere il tiro in porticina, magari in condizioni precarie di equilibrio o da distante.

Per proporre un lavoro di reparto in riaggressione può ad esempio dividere nuovamente l’esercitazione in 2 zone (offensiva e difensiva) facendo giocare un 4 contro 4 ad una sola porta in zona offensiva bianca. A palla recuperata i rossi dovranno consolidare velocemente il possesso (ad esempio 1 o al massimo 2 passaggi nella loro zona difensiva) per poi attaccare la zona alle spalle dei bianchi dove sarà presente un 2 contro 1 offensivo rosso. Uno dei 3 giocatori bianchi nella prima zona che non è andato in riagressione individuale sceglierà se rimanere per attaccare subito o scendere preventivamente in zona difensiva. Possibilità di occupare la zona bassa solo prima che la palla superi la linea.
Come già descritto in precedenza la scelta delle esercitazioni sarà mirata all’obiettivo finale ed al modo di gestire le due fasi della propria squadra.
Tutto quello analizzato finora fa parte di un piano gara e della buona riuscita di esso ma il bello del calcio è proprio lo sviluppo situazionale che rende imprevedibile il gioco ad ogni momento della gara. Per questo il terzo passaggio che andremo ad analizzare andrà ad un momento della partita in cui gli avversari saranno stati più bravi di noi ad eludere la nostra riaggressione e conseguente transizione negativa oppure dove uno o più giocatori di reparto avranno sbagliato la scelta o il timing.
Soluzione difensiva in sistema offensivo
Potrà capitare appunto che la scelta collettiva ricada sulla riaggressione immediata mantenendo quindi le posizioni del sistema offensivo

In questo lavoro più che delle esercitazioni di scelta si dovranno organizzare delle alternative valide per sopperire a possibili inferiorità numeriche o per creare azioni di disturbo, permettendo ai compagni di rientrare sotto la linea del pallone. Il consiglio è quello di creare una soluzione ed una possibile soluzione di riserva per le situazioni complicate. Analizzando la figura la soluzione di gestione di 7 bianco potrebbe essere con 4 rosso che stringe a difesa della porta e 2 che allunga la diagonale ma se gli avversari riescono velocemente a trovare il lato debole 2 rosso sarebbe ad inseguire quindi la soluzione diventerebbe: 4 in uscita e 2 in interscambio di 4 per la copertura (solo dopo partenza palla perché essendo in inferiorità numerica diventerebbe difficile la scelta uomo a uomo).
Altra indicazione importante sarà allenare i giocatori alla gestione difensiva del ruolo che hanno occupato in struttura offensiva. Ad esempio 6 rosso sarebbe uno dei 2 centrocampisti che per evoluzione della struttura da 4 2 3 1 a 3 2 4 1 e con interscambio con l’esterno basso opposto (2) si ritrova centrale dei tre di difesa per agevolare l’impostazione. Quindi durante gli allenamenti quel giocatore dovrà sviluppare caratteristiche simili agli altri difensori centrali (coinvolgendolo anche quando si lavorerà di reparto). Se per caratteristiche (fisiche o tecniche o caratteriali) quel giocatore risulta molto forte in quella zona durante la fase di possesso ma non adatto in fase di non possesso il consiglio sarebbe quello di creare un nuovo interscambio durante la fase di possesso nel secondo o nel terzo quarto di campo, in modo da agevolare il lavoro di reparto in caso di rapida transizione avversaria.
Conclusioni
Per concludere questo articolo, se la scelta di organizzazione tattica cadesse sul differenziare le strutture nelle due fasi principali bisognerà diminuire il più possibile le fasi di transizione, recuperando subito palla in transizione negativa e velocizzando il posizionamento in fase di transizione positiva (oppure consolidando nell’attesa di nuova struttura).
Bisogna anche essere in grado di difendere in situazione di inferiorità allenando la fase difensiva in struttura offensiva.
Come in tutte le situazioni tattiche di gara l’importante rimane la gestione dell’equilibrio nelle 2 fasi senza sbilanciamento in entrambe le situazioni.
La gestione di un calcio relazionale diventa più difficile nella lettura individuale delle situazioni proprio per l’aumento delle prese di decisione.















