Gioco simbolico e sviluppo del sé nel bambino

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Redazione Scienze Motorie
Bambino impegnato nel gioco simbolico durante lo sviluppo del sé
30 gennaio 2026

George H. Mead (2010) analizza il gioco come una delle principali condizioni sociali all’interno delle quali emerge e si struttura il sé. In particolare, l’autore attribuisce un ruolo centrale al gioco simbolico e ai processi di assunzione di ruolo, attraverso i quali il bambino ha la possibilità di confrontarsi con gli altri, riconoscendo somiglianze e differenze tra sé e l’altro. Nel gioco, infatti, il bambino è chiamato a vedere e ad agire dal punto di vista del personaggio immaginario di cui assume il ruolo, sperimentando nuove prospettive sociali.

Il gioco simbolico: definizione e caratteristiche

Il gioco simbolico, noto anche come gioco di finzione o gioco immaginativo, rappresenta una forma di comportamento ludico tipica della prima infanzia. Sebbene questi termini vengano spesso utilizzati in modo intercambiabile, essi fanno riferimento a un’esperienza di gioco caratterizzata da alcuni elementi fondamentali. Bambino impegnato nel gioco simbolico durante la prima infanzia
  • la capacità di agire “come se”, andando oltre il contesto reale;
  • l’uso di oggetti sostitutivi rispetto a quelli reali;
  • l’abilità di riprodurre azioni abitualmente svolte da altri;
  • la capacità di collegare schemi d’azione differenti in sequenze tematiche coerenti.
Con il passare del tempo aumentano le capacità di operare trasformazioni simboliche e diminuisce la necessità di oggetti realistici, poiché qualsiasi elemento può assumere molteplici funzioni e significati.  

L’evoluzione del gioco simbolico e il processo di decentramento

Il gioco simbolico evolve da forme semplici, inizialmente costituite da singole azioni per finta condotte su di sé, a forme sempre più complesse, organizzate in sequenze coordinate e coerenti, alle quali partecipano partner reali o immaginari. Bambini che giocano assumendo ruoli nel gioco simbolico Questo sviluppo determina quello che viene definito processo di decentramento, che consente al bambino di estendere l’azione simbolica da sé stesso agli altri. In una prima fase gli altri bambini sono destinatari passivi del gioco; successivamente diventano coprotagonisti attivi, pienamente coinvolti nella dinamica ludica. Dopo i tre anni, i temi del gioco simbolico non dipendono più esclusivamente dall’esperienza diretta del bambino, ma diventano sempre più legati alla fantasia. La partecipazione sociale e la condivisione del gioco con altri bambini, attraverso ruoli ben definiti, rappresentano un aspetto centrale di questa fase.

Differenze individuali e sviluppo socio-cognitivo

Pur essendo il gioco simbolico un fenomeno evolutivo universale, sono state riscontrate significative differenze individuali nella relazione tra gioco simbolico e diversi ambiti dello sviluppo, tra cui:
  • il pensiero creativo;
  • l’uso dell’immaginazione;
  • le competenze socio-cognitive.

Il rapporto tra gioco simbolico e linguaggio

Alla base del desiderio del bambino di calarsi nei ruoli degli altri vi è un forte bisogno di comunicazione. Questa fase dello sviluppo è accompagnata da un progressivo potenziamento delle abilità linguistiche, che permettono di arricchire e rendere più sofisticate le esperienze di gioco e di migliorare l’efficacia dell’interazione sociale. Gioco e linguaggio risultano quindi legati da una relazione circolare, in cui l’evoluzione delle capacità ludiche favorisce lo sviluppo linguistico e, viceversa, competenze linguistiche più avanzate rendono possibile un gioco simbolico più complesso. Secondo Piaget (1972), il gioco simbolico rappresenta l’emergere della funzione semiotica, strettamente connessa allo sviluppo del linguaggio e alla capacità di rappresentazione mentale per immagini.

Il valore emotivo e cognitivo del gioco simbolico

Dall’evoluzione del gioco simbolico emerge la capacità di distinguere il mondo esterno da quello interno, così come la fantasia dalla realtà. Il gioco simbolico riveste inoltre un ruolo fondamentale in relazione a due importanti processi maturativi:
  • sviluppo emotivo, poiché consente al bambino di elaborare e affrontare gli aspetti più minacciosi della realtà attraverso il gioco;
  • sviluppo della capacità di astrazione, che raggiunge la piena maturazione solo al termine dell’infanzia.
Il passaggio dallo schema posturale statico all’immagine del corpo come supporto dell’apprendimento motorio e della rappresentazione mentale avviene attraverso l’evoluzione dall’immagine riproduttrice all’immagine anticipatrice, tipica dello stadio delle operazioni concrete. Gioco simbolico e sviluppo del linguaggio nei bambini  

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