Catena statica-dinamica posteriore: anatomia, valutazione ed esercizi

Tre sezioni: un diagramma anatomico del corpo umano evidenziato in blu, una persona esegue un esercizio a terra con le gambe sollevate contro una porta, e un'altra immagine della stessa persona in posizione accovacciata con le mani dietro la testa. le immagini sono accompagnate dalla scritta "Catena statica-dinamica posteriore" e dal logo di ScienzeMotorie.com
28 novembre 2022

Cos’è la catena statica-dinamica posteriore e che funzione ha?

La catena statica-dinamica posteriore è quella catena muscolare che permette al nostro corpo di mantenere l’equilibrio nella posizione ortostatica bipodalica, e coadiuva la flessione in modalità eccentrica.

È fortemente coinvolta negli sport e in quelle attività che comportano un’attivazione statica del corpo in ortostatismo e in contrasto alla flessione.

La catena statica-dinamica posteriore è composta quindi da una serie di muscoli, in ordine ascendente troviamo:

  • Interossei plantari
  • Quadrato plantare
  • Flessore lungo dell’alluce
  • Flessore lungo delle dita
  • Flessore breve dell’alluce
  • Flessore breve del V
  • Ischiocrurali
  • Legamento sacrotuberoso
  • Legamento dorsale lungo
  • Grande gluteo
  • Quadrato dei lombi bilaterale
  • Aponeurosi lombare,dorsale,cervicale
  • Legamento cervicale posteriore
  • Falce del cervello

catena statica-dinamica posteriore

Come detto precedentemente la sua funzione è quella di mantenere il nostro corpo in equilibrio ortostatico bipodalico in maniera stabile e contrasta la flessione attivandosi in maniera eccentrica. Una sua integrità è quindi fondamentale e va allenata per evitare disfunzioni ai vari tratti che la compongono e favorire un’armonia globale a tutta la catena posteriore.

ricerca scientifica catena statica posteriore

Come valutare la catena statica dinamica posteriore?

Partendo dal concetto di ruolo e funzione della catena statica-dinamica posteriore visto in precedenza e non avendo linee guida in letteratura specifiche di una sua possibile valutazione dovremmo analizzare 2 fattori:

  • L’elasticità (intesa come tensione e lunghezza dei muscoli che la compongono).
  • La forza (intesa come integrità e tenuta contro una forza esterna).

Partiamo sempre di un’analisi di carattere globale, che può già darci indicazioni per una successiva valutazione analitica delle sue componenti più rigide o deboli che potremmo prima trattare in maniera isolata e poi “reinserendole” in catena con le altre componenti.

Quello che proponiamo è quindi seguire il decorso della catena e valutandone prima la retrazione con un semplice bending test: chiediamo una flessione del tronco e valutiamo lateralmente al soggetto il grado di profondità raggiunto dalla mano e l’armonia della colonna nella partecipazione al gesto. Osservare la flessione del bacino e ginocchia completerà l’analisi stabilendo quali segmenti siano più rigidi e quali ipermobili.

Ne valutiamo poi la tenuta e integrità chiedendo al soggetto di mantenere una posizione di equilibrio in bridge (con attivazione del tricipite surale) per almeno 20” valutando:

  • Stabilità e tenuta della posizione.
  • Armonia del gesto e dell’estensione.
  • Discomfort dovuto alla tenuta della posizione.

Valutazione della catena statica - dinamica posteriore

Esempio didattico: alterazioni

Un alterato rapporto elasto-tensivo tra le due catene statiche-dinamiche posteriori e anteriori comporterà inevitabilmente a compensi e vizi posturali.

Caratteristiche tipiche di questi soggetti comprendono:

  • Shift anteriore del capo.
  • Marcata retrazione degli ischio crurali.
  • Retrazione della struttura connettiviale del rachide.

Quando ha senso valutare la catena statica-dinamica posteriore?

La sua valutazione spesso integra l’analisi di altre catene perchè coadiuva le loro funzioni e ne rafforza o compromette l’integrità. Pensiamo ad esempio alla funzione della catena flessoria la cui attivazione inevitabilmente richiede elasticità e libertà di movimento a questa catena, che se risulta retratta o iper-attivata contrasterà il gesto rendendolo meno efficace e compromesso.

Proponiamo quindi 2 esercizi e loro varianti atti a riequilibrare la funzione di questa catena applicando su uno un allungamento globale concentrandoci sui gruppi muscolari principali della catena e su uno un rinforzo della funzione applicando una resistenza periferica e ponendo attenzione sulla stabilità del movimento e linearità delle varie articolazioni nello spazio.

Le varianti comprendono un upgrade di difficoltà in base al livello del soggetto o in base al tipo di focus che vogliamo dare (posso focalizzare il lavoro su angoli e segmenti articolari particolari in base al tipo di stimolo specifico richiesto al soggetto).

esercizi proposta base della catena statica - dinamica posteriore

esercizi proposta evoluta della catena statica - dinamica posteriore

Bibliografia

  • Thomas W.Mayers. Meridiani Miofasciali. Terza Ed. Tecniche nuove, Milano, 2016
  • Saverio Colonna. Le catene miofasciali in medicina manuale,il rachide Edizioni Martina, Bologna, 2006
  • Nicholas Tataryn et all. Posterior-Chain Resistance Training Compared to General Exercise and Walking Programmes for the Treatment of Chronic Low Back Pain in the General Population: A Systematic Review and Meta-Analysis Sport Med Open 2021 Dec; 7: 17. Published online 2021 Mar 8.

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Questo articolo è stato redatto da Vittorio Belletti, Maestro di Tennis con una lunga esperienza sul campo. Pur essendo ospitato sul Journal di Scienze Motorie, questo contenuto rappresenta una divulgazione personale dell’autore basata sulla sua pratica professionale e su osservazioni empiriche accumulate nel corso degli anni. Si tratta quindi di un contributo non supportato da […]

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