16 gennaio 2023

L’ansia è definita dagli esperti come un penoso stato di attesa, un’attesa ovviamente apprensiva, nei confronti di un evento negativo che sta per accadere e verso il quale il soggetto si sente indifeso e impotente.

Essa costituisce quindi una reazione di difesa, accompagnata da un aumento della vigilanza e dell’attivazione di alcuni meccanismi fisiologici che predispongono l’organismo alla difesa o all’attacco.

Quando questo meccanismo è mal regolato l’ansia risponde all’evento in modo sproporzionato e assume pertanto le sembianze di un vero disturbo mentale. In questo caso invece che favorire l’adattamento all’ambiente, lo peggiora e rende necessario un intervento terapeutico.

Disturbi dell’ansia

I disturbi dell’ansia sono molto diffusi che si manifestano con una eccessiva preoccupazione per degli eventi banali nelle attività della vita quotidiana: si crea così un clima di attesa incontrollabile e si mostrano spesso fenomeni fisiologici di irrequietezza, irritabilità, disturbi del sonno e della concentrazione, tensione muscolare, nausea ecc.

L’esordio di tali disturbi avviene spesso (più di quanto si pensi) già in età infantile in seguito a eventi stressanti, ma può aggravarsi nel corso degli anni e far perdere tranquillità all’individuo, e negli anni aggravarsi provocando uno stato di tensione permanente con tutto quello che ne può conseguire in termini relazionali e fisici.

Alcuni dati

La percentuale della popolazione colpita da stati ansiosi è maggiore nelle donne e per alcuni si aggirerebbe tra il 4% e il 7% dell’intera popolazione. L’ansia, oltre che danneggiare l’uomo-atleta sia fisicamente che mentalmente, ne limita le sue performance, ne disturba la sua vita affettiva e collettiva, dando spazio a sentimenti ed emozioni negative, e sfociare in un emozione come la paura.

L’ansia, oltre che danneggiare l’uomo-atleta sia fisicamente che mentalmente, ne limita le sue performance, ne disturba la sua vita affettiva e collettiva, dando spazio a sentimenti ed emozioni negative, e sfociare in un emozione come la paura.

È allora possibile definirla come un sentimento molto vicino alla paura o all’angoscia; volendo trovare una differenza con queste ultime, possiamo dire che l’ansia si scatena anche in assenza di un pericolo reale, come ad esempio quando ci troviamo di fronte ad una semplice gara sportiva.

Cosa è l’ansia?

In definitiva l’ansia è un semplice evento emotivo espressione di uno stato mentale e corporeo dell’individuo verso le difficoltà della vita.

Quando una persona si trova quindi a dover affrontare una qualche prova, entra in un leggero stato ansioso e la psiche ed il corpo reagiscono per prepararsi a risolverlo nel miglior modo possibile.

Possiamo definire questa una ansia “moderata” e di durata limitata nel tempo indicativa di un adattamento alla situazione. Ci sono dei riscontri positivi in tutto questo. L’aumento dell’attenzione, della memoria, della tensione muscolare e di altre funzioni (come l’aumento del battito cardiaco) che ne conseguono sono di certo utili rispetto alla situazione da affrontare.

Quando invece -in altre situazioni- questo stato persiste, diventando continuo oppure troppo intenso, si può verificare l’effetto opposto e danneggiare l’esame, la gara sportiva come la performance lavorativa.

Infatti in queste situazioni persona può faticare a ricordare le cose avere difficoltà nell’attenzione, nella concentrazione e sentirsi improvvisamente stanca e incapace di affrontare anche gli eventi più semplici della vita di tutti i giorni.

Si è capito che un moderato livello d’ansia può comportare un giusto grado di attivazione fisiologica, trasformandosi a sua volta in energia positiva utile ai fini della prestazione. E non un aspetto solo negativo un aspetto negativo da eliminare.

Bassa autostima

Una debole autostima, che mi da insicurezza, sono terreno fertile per l’insorgere di una eccessiva ansia pre-prestazione.

Richieste ed aspettative eccessive creano nell’atleta sentimenti negativi, come obiettivi troppo lontani da raggiungere, creano dubbi e preoccupazioni e favoriscono l’insorgere dell’ansia.

La scarsa autostima è l’elemento che incide maggiormente sullo sviluppo di elevati e nocivi livelli d’ansia. Essere sicuri di sé, consci della propria preparazione ecc.. sono fattori che favoriscono l’atleta a mantenere un adeguato livello di tensione favorendo lo stato mentale e permette di incanalare in energia positiva anche livelli d’ansia piuttosto elevati.

Oltre ai sintomi psicologici l’ansia può essere responsabile dell’insorgere di alcune manifestazioni psicosomatiche con insonnia notturna e sonnolenza diurna, inappetenza e irregolarità del processo digestivo, lieve alterazione della temperatura corporea, nausea, vomito e tremori alle gambe variazioni del ritmo cardiaco e cefalee.

Tali manifestazioni psicosomatiche che si verificano nell’atleta man mano che la gara si avvicina, sono provocate dall’aumento degli ormoni surrenalici.

Essi possono dar luogo a sensazioni somatiche allarmanti che rinforzano lo stato di eccitazione emotiva e che sono responsabili di un’ulteriore innescamento dell’attivazione ormonale .E’ in questo modo che si creano in alcuni atleti disturbi somatici ed uno stato emotivo di forte ansietà.

Chiaramente gli effetti indotti dagli ormoni surrenalici, adrenalina e dalla noradrenalina in primis variano a seconda del soggetto e dall’intensità dell’evento ansiogeno.

Cosa fare?

Premesso che dobbiamo capire che maggiore è l’insicurezza degli atleti di fronte alla situazione agonistica, riguardo l’ottenimento di un risultato favorevole, più alta sarà la sindrome ansiosa. il ruolo di chi ruota intorno all’atleta è fondamentale,
Le cause dell’insicurezza degli atleti rispetto alle proprie potenzialità agonistiche o più semplicemente rispetto alla gara in quanto tale, alcune volte, specie per atleti giovani è trasmesso da genitori o allenatori.

La pratica del mental training può aiutare gli atleti nel gestire l’ansia pre-agonistica.

Si usano tecniche cognitive come il self talk, le tecniche di imagery che permettono di rievocare sensazioni positive legate a performance passate, l’uso di una routine pre gare funzionale e efficiente, esercizi respiratori, oppure biofeedback oppure il training autogeno a secondo se l’ansia sia più sul versante cognitivo oppure quello somatico.

Miglior-Libro-Ginnastica-in-Gravidanza-ATS
Scienza-in-Danza-Libro-Scienze-Motorie
Tennis-Libro-Scienze-Motorie
Giuseppe-Coratella-Libro
Nutrizione-Funzionale-Scienze-Motorie
ads 08-09-10 maggio

Articoli Correlati

L’Algoritmo della Postura: Tra Cibernetica e Caos Deterministico

L’Algoritmo della Postura: Tra Cibernetica e Caos Deterministico

Definizione e Ontologia del Sistema: Oltre il Modello Meccanicistico Il Sistema Tonico Posturale Fine (STPf) non è una semplice struttura anatomica, ma un processo computazionale vivente. Esso si configura come un sistema cibernetico (Wiener, 1947) di secondo ordine (Von Foerster, 1981): un’entità che non solo elabora dati esterni, ma include l’autosservazione e il vissuto neurofisiologico […]

Diagramma scientifico sulla classificazione delle fibre muscolari umane e sistema nervoso.

La Fisiologia delle Fibre Muscolari: Classificazione e Adattamenti

questo è lo stile La classificazione delle fibre muscolari è oggi oggetto di un dibattito scientifico molto aperto. Le continue scoperte nella biologia molecolare e nella fisiologia dell’esercizio stanno fornendo nuove basi interpretative per i professionisti del settore, ridefinendo ciò che sappiamo sulla risposta muscolare al carico fisico. I criteri di classificazione delle fibre muscolari […]

Diagramma anatomico dei muscoli facciali e del collo con evidenza della correlazione tra mandibola e colonna cervicale.

Sistema Stomatognatico
e Postura: Interazioni e compensi sistemici

Il Sistema Stomatognatico: La Centrale Recettoriale che Destabilizza la Postura Il sistema stomatognatico non è una semplice unità meccanica dedita alla masticazione. È un complesso apparato sensoriale composto da ossa mascellari, arcate dentarie, articolazione temporo-mandibolare (ATM) e muscoli masticatori. Sebbene non regoli direttamente il Sistema Posturale Fine, possiede un’enorme capacità di perturbazione, agendo come un […]

Rappresentazione anatomica 3D del pavimento pelvico femminile con evidenza dell'utero e delle strutture muscolari di sostegno.

Il pavimento pelvico femminile: anatomia e funzioni

Il pavimento pelvico è così denominato in quanto sorregge come un pavimento tutti i visceri. È composto da diversi strati muscolari che formano una cupola rovesciata o la prua arrotondata di una nave. Questa struttura delinea la chiusura caudale della cavità addominale. La sinergia muscolare e la stabilità Il pavimento pelvico lavora in stretta collaborazione […]

Atleta che tiene il ginocchio infortunato con overlay a raggi X che mostra la rotula e l’articolazione del ginocchio.

Il costo biomeccanico dello shock tattico

Nel calcio professionistico, la frenesia di ottenere risultati immediati spinge spesso i club a compiere la scelta più drastica: cambiare allenatore. È una decisione strategica che mira a generare uno stimolo acuto sulla prestazione collettiva, ma che comporta inevitabili conseguenze fisiologiche e biomeccaniche sugli atleti. La letteratura scientifica suggerisce infatti che, nelle settimane successive a […]

Tennista professionista in fase di spostamento laterale durante un test di resistenza specifica sul campo.

Sigma Test: la valutazione della resistenza specifica nel tennis

Nel panorama della preparazione atletica moderna, la valutazione del tennista ha superato la distinzione netta tra capacità condizionali e capacità cognitive. Il Sigma Test, ideato da Buzzelli, rappresenta l’evoluzione scientifica nella valutazione dell’atleta. Questo protocollo non si limita a misurare la capacità aerobica, ma indaga la resistenza specifica del tennista, integrando metabolismo e funzioni cognitive. […]

Live Chat
assistance banner image
Whatsapp
Messenger
800.19.35.40