Postura e lombalgia: strategie d’intervento

Di:   Riccardo Barigelli Calcari  |  3 Marzo 2022

La lombalgia è un dolore molto diffuso. Si verifica in paesi ad alto, medio e basso reddito e in tutti i gruppi di età, dai bambini agli anziani.

Per The Lancet nel 2018 a livello globale, gli anni vissuti con disabilità causata dal mal di schiena sono aumentati del 54% tra il 1990 e il 2015, principalmente a causa dell’aumento della popolazione e dell’invecchiamento, con maggiore crescita vista nei paesi a basso e medio reddito.

Postura e lombalgia

Principale causa di disabilità

Il mal di schiena è ora la principale causa di disabilità in tutto il mondo. Per quasi tutte le persone con dolore lombare, non è possibile identificare una causa nocicettiva specifica. Solo per una piccola percentuale di persone a monte c’è una causa patologica ben compresa, come ad esempio una frattura vertebrale, un tumore maligno o un’infezione.

Le persone con lavori fisicamente impegnativi, comorbidità fisiche e mentali, fumatori e persone obese sono a maggior rischio di lombalgia.

La maggior parte degli individui con episodi di lombalgia si riprendono piuttosto rapidamente; tuttavia, le recidive sono comuni e in una piccola percentuale di persone, la lombalgia diventa persistente e invalidante.

L’alta intensità del dolore iniziale, lo stress psicologico e il dolore di accompagnamento in diversi parti del corpo aumentano il rischio di una lombalgia persistente e disabilitante. Prove crescenti mostrano che i meccanismi centrali di modulazione del dolore e le cognizioni del dolore hanno ruoli importanti nello sviluppo di una lombalgia persistente e invalidante.

I costi, l’uso della sanità e la disabilità dovuta alla lombalgia variano a seconda del paese e sono influenzati dalla cultura locale e dai sistemi sociali, oltre che dalle credenze su causa ed effetto.

Si prevede che la disabilità e i costi attribuiti al mal di schiena aumenteranno nei prossimi decenni, in particolare nei paesi a basso e medio reddito, dove i sistemi sanitari e altri sistemi sono spesso fragili e non attrezzati per far fronte a questo carico crescente.

Sono chiaramente necessari sforzi di ricerca intensificati e iniziative globali per affrontare il peso della lombalgia come problema di salute pubblica mondiale.

Postura e lombalgia

Barigelli Calcari, 2022

Postura e lombalgia

É noto che una cattiva postura in piedi è una causa di dolore lombare, ma i meccanismi coinvolti non sono chiari. A tal riguardo è molto interessante lo studio di Hasegawa e collaboratori, avente lo scopo di chiarire le caratteristiche cinetiche e di angolo della postura in piedi che potrebbero influenzare tale problematica.

Nello studio in questione la posizione abituale in piedi è stata valutata utilizzando un sistema di analisi del movimento tridimensionale, una piattaforma di forza e uno spinal mouse.

I fattori cinetici e di angolo di postura sono stati confrontati tra partecipanti con e senza lombalgia.

La relazione tra le caratteristiche specifiche della postura in piedi e la lombalgia è stata analizzata utilizzando la regressione logistica.

Si è dimostrato che la forza di compressione del disco intervertebrale e il momento lombare erano significativamente maggiori nel gruppo con dolore lombare rispetto al gruppo senza dolore.

La forza di compressione del disco intervertebrale era il fattore più fortemente associato alla lombalgia durante la posizione statica in piedi. Tuttavia non c’erano differenze significative tra i gruppi nell’allineamento del tronco e del bacino o negli angoli articolari e nei momenti articolari degli arti inferiori, quindi non è stato possibile identificare la causa dell’aumento della forza di compressione del disco.

Strategie d’intervento

Esistono numerose linee guida di pratica clinica europee sul dolore lombare atte ad identificare le opzioni di trattamento raccomandate.

In una review del 2020 pubblicata sull’European journal of pain sono state condotte ricerche in tredici banche dati per identificarle.

Le linee guida hanno sostenuto l’uso di 14 opzioni di trattamento, tra cui: rassicurazione consigli ed educazione con specifiche per l’attività fisica, gli esercizi e il lavoro; terapia manuale in combinazione con il trattamento attivo; interventi di esercizio; programmi di esercizio di gruppo tra cui le scuole per la schiena; terapie psicologiche tra cui interventi cognitivi comportamentali come interventi a sé stanti o in combinazione con l’esercizio; riabilitazione basata sul lavoro e programmi di ritorno al lavoro.

Trattamento lombalgia

  • Rassicurazione.
  • Consigli ed educazione con specifiche per l’attività fisica, gli esercizi e il lavoro.
  • Terapia manuale in combinazione con il trattamento attivo.
  • Interventi di esercizio.
  • Programmi di esercizio di gruppo tra cui le scuole per la schiena.
  • Terapie psicologiche tra cui interventi cognitivi comportamentali come interventi a sè stanti o in combinazione con l’esercizio.
  • Riabilitazione basata sul lavoro e programmi di ritorno al lavoro.

Effetti di specifici trattamenti

Vediamo quali sono gli effetti di specifici tipi di trattamenti di esercizio sull’intensità del dolore e sui risultati di limitazione funzionale per gli adulti con dolore lombare cronico.

In una review condotta da un gruppo di studio italiano nel 2018 sono stati reputati validi 26 lavori: 14 su Pilates, 6 su McKenzie (MK), 1 su Feldenkrais, 3 sulla rieducazione posturale globale (GPR) e 2 sulla facilitazione neuromuscolare propriocettiva (PNF). L’effetto della terapia con esercizi è stato esaminato per ogni singolo studio attraverso i cambiamenti nei principali risultati clinici (dolore, disabilità,) qualità della vita (QoL) e aspetti psicologici e gli aspetti mirati della funzione fisica (forza muscolare, mobilità, attività muscolare e flessibilità).

Dall’analisi emerge che tutte le tecniche sono efficaci per i gruppi di studio rispetto ai gruppi di controllo nel ridurre il dolore e la disabilità e migliorare la QoL e mantenere i benefici al follow-up.

I metodi Pilates, Back School, McKenzie e Feldenkrais riducono il dolore e sono più efficaci di un approccio farmacologico o strumentale nel ridurre la disabilità e migliorare anche gli aspetti psicologici.

La rieducazione posturale globale mostra risultati duraturi per la funzione motoria.

Con la PNF si riscontra una riduzione significativa del dolore da prima a dopo l’esercizio e miglioramenti significativi nella capacità di equilibrio e nel dolore.

Nello studio inoltre viene evidenziata una buona efficacia di yoga, esercizi di Tai-chi, esercizi di core stability, idrokinesiterapia ed esercizi aerobici.

I risultati di una meta-analisi di rete del 2021 basata su numeri molto significativi (oltre 200 studi, 20.000 partecipanti e 500 gruppi di trattamento) con effetti di trattamento da moderati a clinicamente importanti per il Pilates, la terapia McKenzie, il ripristino funzionale (solo dolore) e gli esercizi di flessibilità (solo funzione) rispetto al trattamento minimo, altri trattamenti efficaci e altri tipi di esercizi.

postura e lombalgia

Barigelli Calcari, 2022

Conclusioni

Il dolore lombare è un problema importante di salute pubblica ed in prospettiva continuerà ad esserlo nei prossimi anni.

Appare evidente che deve essere fatto qualcosa di sistematico in chiave preventiva.

Analizzando la letteratura scientifica ad oggi è difficile affermare la superiorità di un approccio, di una tecnica o di una tipologia di esercizio rispetto ad altri.

A nostro parere i professionisti devono avere una preparazione multi-metodo e realizzare un razionale intervento in base alle problematiche specifiche del singolo utente, a prescindere dalla tecnica utilizzata. Allo stesso obiettivo e risultato si può arrivare percorrendo strade diverse.

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