Crescita e maturazione del giovane atleta: precoce o tardivo?

Scienze Motorie Dipartimento Calcio

Direttore Scientifico Mattia Giacobone, Vice-Direttore Dott. Pablo Lischetti.

Crescita e maturazione del giovane atleta: precoce o tardivo?
29 maggio 2026

Introduzione

Il tema della crescita e della maturazione ha assunto un ruolo di crescente rilevanza per allenatori e professionisti impegnati con giovani atleti in contesti quali società sportive, istituzioni scolastiche e programmi di sviluppo del talento. Una conoscenza più approfondita di questi processi consente una gestione più efficace dell’atleta, un sostegno maggiormente individualizzato e scelte operative più consapevoli, capaci di favorire il raggiungimento del pieno potenziale e/o la costruzione di esperienze sportive positive che promuovano una partecipazione continuativa nel tempo.

In tale prospettiva, risulta fondamentale integrare le evidenze scientifiche provenienti dalle scienze motorie, dalla fisiologia e dalla psicologia dello sviluppo all’interno dei modelli di programmazione dell’allenamento. Solo attraverso un approccio interdisciplinare è possibile interpretare correttamente le differenze individuali nei ritmi di crescita e prevenire interventi precoci o inadeguati che potrebbero compromettere sia la salute sia la motivazione del giovane atleta.

La crescita di Messi

Terminologia chiave

  • Crescita (Growth) si riferisce all’aumento delle dimensioni corporee durante i primi due decenni di vita. Include altezza e peso complessivi, lo sviluppo della massa magra e grassa e la crescita degli organi.
  • Maturazione (Maturation) è il processo attraverso il quale il corpo progredisce verso uno stato biologicamente maturo. Coinvolge tutti gli organi e i sistemi, influenzando enzimi, composizione chimica e funzioni corporee.
  • Adolescenza (Adolescence) comprende l’età dai 10 ai 19 anni e include cambiamenti fisici (pubertà) e sviluppo psicosociale.
  • Picco di Velocità di Crescita in Altezza (Peak Height Velocity – PHV) è il periodo di massimo incremento staturale, che si verifica generalmente tra gli 11 e i 12 anni nelle ragazze e tra i 13 e i 14 anni nei ragazzi.
  • Picco di Velocità di Crescita del Peso (Peak Weight Velocity – PWV) è il periodo di massimo aumento di peso. Nelle ragazze è in media di 8,3 kg/anno e segue di circa sei mesi il PHV, riflettendo spesso un aumento della massa grassa. Nei ragazzi è in media di 9 kg/anno e tende a coincidere con il PHV, riflettendo un aumento della massa muscolare.
  • Stato di maturità (Maturity Status) indica la posizione di un atleta rispetto al PHV. Può essere stimato con diversi metodi, tra cui il metodo di Khamis-Roche, con classificazione in base alla percentuale dell’altezza adulta prevista (%PAH):
    • Pre-PHV: <85% PAH – Crescita costante (~5–6 cm/anno)
    • Avvicinamento al PHV: 85–90% PAH – Inizio dello scatto di crescita
    • Circa-PHV: 90–95% PAH – Crescita rapida
    • Post-PHV: >95% PAH – Riduzione della velocità di crescita, aumento degli ormoni anabolici
  • Per calcolare il PAH si utilizza generalmente la Formula di Tanner (Bersaglio Genetico):
    • Maschi: (Altezza padre + Altezza madre + 13) / 2
    • Femmine: (Altezza padre + Altezza madre – 13) / 2
    Margine di incertezza: Al risultato ottenuto si aggiunge o toglie solitamente 7-8,5 cm per definire un intervallo probabile.
  • Tempistica della maturazione (Maturity Timing) si riferisce al momento in cui avvengono specifici eventi maturativi e può variare notevolmente. Gli atleti sono generalmente classificati come:
    • precoci
    • nella media
    • tardivi

Questo concetto non va confuso con lo stato di maturità. Può essere valutato identificando l’età al PHV o confrontando età biologica ed età cronologica.

Differenze di antropometria, maturazione e caratteristiche fisiche tra due atleti della stessa fascia d’età con diversi stati di maturazione

Metodo di classificazione 1: Età al PHV

Categoria Maschi Femmine
Precoci <13,0 anni <11,0 anni
Medi 13,1–15,1 anni 11,0–13,0 anni
Tardivi >15,0 anni >13,0 anni

Metodo di classificazione 2: Età biologica (BA) vs Età cronologica (CA)

Precoce BA oltre 1 anno avanti rispetto alla CA
Nella media BA tra -1 e +1 anno rispetto alla CA
Tardivo BA oltre 1 anno indietro rispetto alla CA

Perché è importante comprendere crescita e maturazione

Valutare accuratamente crescita e maturazione consente agli allenatori di supportare meglio lo sviluppo dei giovani. Esistono grandi differenze individuali nei tempi e nei ritmi, in particolare:

  • tra i 12 e i 16 anni nei maschi.
  • tra gli 11 e i 14 anni nelle femmine.

All’interno dello stesso gruppo di età, l’età biologica può differire fino a sei anni.

Queste differenze comportano vantaggi significativi in termini di dimensioni corporee, forza, potenza e velocità. Gli allenatori devono riconoscere tali differenze per evitare di sovrastimare il potenziale degli atleti precoci e sottostimare quello degli atleti tardivi. Nel calcio, gli atleti meno maturi possono compensare con competenze tecniche e tattiche superiori (Lionel Messi?).

I periodi di crescita rapida, soprattutto intorno al PHV, sono associati a un aumento del rischio di infortunio.

  • Infortuni legati alla crescita come il morbo di Sever e l’Osgood-Schlatter compaiono spesso prima o in prossimità del PHV.
  • Lesioni alla spina iliaca antero-inferiore (AIIS) sono più comuni nel periodo circa-PHV.
  • Dopo il PHV aumentano gli infortuni ai tessuti molli.

Gli atleti che crescono più di 7 cm/anno presentano un rischio maggiore di infortunio e difficoltà di gestione dell’allenamento.

Una volta stimato lo stato di maturità, gli allenatori dovrebbero porsi quattro domande chiave:

  1. La posizione dell’atleta rispetto al suo PHV?
  2. La velocità di crescita è >7 cm/anno?
  3. È presente un infortunio legato alla crescita?
  4. I pattern di movimento sono cambiati in modo significativo?

Essere circa nel periodo di PHV non è di per sé ad alto rischio, ma velocità di crescita elevate e segni di infortunio richiedono adattamenti del carico di allenamento (riduzione dell’impatto, più recupero, modifica dei compiti motori).

Bio-banding e variabilità del confronto

I confronti basati esclusivamente sull’età cronologica possono risultare fuorvianti, soprattutto in età evolutiva, poiché non tengono conto delle profonde differenze individuali nei tempi e nei ritmi di maturazione biologica. Due atleti della stessa età anagrafica possono infatti presentare livelli molto diversi di sviluppo neuromuscolare, forza, coordinazione e capacità di tollerare i carichi di allenamento. Per questo motivo diventa fondamentale considerare l’età biologica come parametro centrale nella valutazione e nella programmazione dell’attività sportiva giovanile.

I coach possono creare dati normativi più attendibili basati sullo stato di maturità raccogliendo simultaneamente informazioni sulla maturazione e sulla prestazione fisica, ad esempio attraverso test di salto come il Counter movement Jump (CMJ). Il CMJ rappresenta uno strumento semplice, affidabile e sensibile per monitorare l’evoluzione della forza esplosiva e della funzione neuromuscolare, permettendo di interpretare i risultati non solo in relazione all’età cronologica, ma soprattutto al grado di maturazione biologica dell’atleta.

Parametri di riferimento del gruppo di stato di maturità per il salto CMJ nei maschi

Confrontare la prestazione nel CMJ con lo stato maturativo consente di comprendere se un miglioramento o una difficoltà prestativa siano legati all’allenamento oppure a fattori di crescita (come il picco di velocità di crescita – PHV). Questo approccio è di notevole utilità per individualizzare i carichi di lavoro durante gli allenamenti, evitando di sovraccaricare atleti biologicamente immaturi o, al contrario, di sotto stimolare quelli più maturi. In tal senso, l’allenamento diventa realmente educativo e preventivo, riducendo il rischio di infortuni e favorendo uno sviluppo armonico delle capacità fisiche.

Inoltre, l’integrazione di test di salto come il CMJ con il concetto di età biologica permette di applicare strategie di bio-banding, ovvero la suddivisione temporanea della squadra in piccoli gruppi di lavoro omogenei per livello di maturazione piuttosto che per età anagrafica. Questa modalità risulta particolarmente efficace nella parte coordinativo-fisica dell’allenamento, dove differenze troppo marcate di forza e statura possono penalizzare i soggetti meno maturi, influenzando negativamente l’apprendimento motorio e la motivazione.

Attraverso il bio-banding, ogni giovane atleta ha la possibilità di confrontarsi con compagni con caratteristiche simili, favorendo un ambiente di allenamento più equo, stimolante e funzionale allo sviluppo individuale. Allo stesso tempo, risulta fondamentale prevedere anche momenti di confronto con atleti dalle caratteristiche fisiche differenti, poiché tali esperienze permettono di sviluppare capacità di adattamento, resilienza e competenze tecnico-tattiche in contesti più impegnativi, favorendo una crescita globale dell’atleta. Come avveniva tradizionalmente nei contesti informali di gioco (ad esempio negli oratori), il misurarsi con compagni più grandi e fisicamente più strutturati rappresenta uno stimolo formativo importante per l’autostima, la motivazione e la maturazione sportiva.

Qualità del movimento

L’allenamento è importante a tutte le età ma è davvero fondamentale per gli atleti più giovani perché svolge un ruolo cruciale nello sviluppo del sistema nervoso centrale (SNC), che governa la coordinazione dei movimenti, l’equilibrio, la velocità e il controllo motorio generale. Durante l’infanzia e l’adolescenza, il SNC è altamente adattabile e reattivo agli stimoli. Le attività che includono esercizi di agilità, lavoro sull’equilibrio, esercizi di velocità e sfide basate sulle abilità stimolano la comunicazione tra cervello e muscoli, rafforzando le connessioni neurali. Queste basi non solo migliorano la prestazione sportiva immediata, ma creano anche una solida piattaforma per allenamenti più avanzati in futuro. Inoltre, uno sviluppo precoce del SNC può
aiutare a prevenire gli infortuni insegnando fin da giovani una tecnica corretta e una maggiore consapevolezza del corpo.

Quando si lavora con atleti giovani, una delle cose più importanti che possiamo fare come “insegnanti del movimento” è insegnare loro a muoversi in modo efficiente ed efficace. Una solida base nei movimenti fondamentali pone le basi per uno sviluppo a lungo termine e per il successo atletico. Il fulcro di questa base è ciò che definiamo i “Big 5” schemi motori:

  • Squat (accosciata)
  • Hinge (flessione dell’anca)
  • Spinta della parte superiore del corpo
  • Trazione della parte superiore del corpo
  • Stabilizzazione del core

Questi movimenti non sono semplici esercizi, ma schemi che compaiono in quasi ogni sport. Insegnarli precocemente aiuta i giovani atleti a muoversi meglio, a ridurre il rischio di infortuni e a costruire una base solida per allenamenti più avanzati in futuro.

Nelle prime fasi di apprendimento, la priorità è la tecnica, non il carico. L’obiettivo è “scaricare” questi schemi di movimento nel sistema nervoso dell’atleta. Ogni ripetizione diventa parte di questo processo, ed è per questo che la qualità è fondamentale. Se eseguiamo ripetizioni pulite, controllate ed efficienti, il sistema nervoso memorizza una meccanica corretta. Ma se spingiamo oltre la fatica e permettiamo esecuzioni imprecise, il corpo inizia a memorizzare cattive abitudini. Per questo manteniamo i carichi bassi e l’attenzione alta. Ripetiamo movimenti perfetti uno dopo l’altro e, non appena l’atleta inizia a stancarsi, passiamo all’esercizio successivo. Spingere oltre la fatica causerebbe più danni che benefici. Vogliamo che l’ultima ripetizione sia la migliore, perché è quella che il corpo ricorderà nella seduta successiva. Una volta che la forma è costante e ben consolidata, possiamo iniziare a sfidare maggiormente l’atleta aumentando le ripetizioni, il carico o rallentando il tempo di esecuzione.

Conclusioni

Comprendere e valutare crescita e maturazione è essenziale per chi lavora con giovani atleti e vuole offrire un supporto di alta qualità. Allenatori consapevoli delle differenze maturative sono più preparati ad aiutare i giovani ad affrontare l’adolescenza, prendendo decisioni più informate su selezione, carico di allenamento, volume, intensità, durata e proposte di allenamento adeguate allo sviluppo.

L’allenamento giovanile dovrebbe essere orientato allo sviluppo, non alla prestazione a breve termine. Il lavoro che svolgiamo oggi stabilisce le basi per tutto ciò che verrà in futuro. Puntando su ripetizioni perfette e su stimoli del SNC regolari nel tempo, aiutiamo i giovani atleti a creare schemi di movimento che li accompagneranno per anni. Insegnare loro a muoversi bene, a recuperare in modo intelligente e ad allenarsi con intenzione costruisce una base di alfabetizzazione motoria e fiducia in sé stessi.

La nostra missione è formare atleti forti, intelligenti e coordinati partendo dalle fondamenta, creando un ambiente in cui possano crescere, imparare e divertirsi. Instillando questi principi fin da giovani, non sviluppiamo solo atleti migliori, ma formiamo persone resilienti, disciplinate e allenabili, che porteranno queste abitudini con sé sia dentro che fuori dal campo.

Sitografia e Bibliografia

  • https://journal.aspetar.com/
  • https://www.gaelicperformance.com/thoughts-ideas-resources/rsensitive-periods-in-young-players-growth/
  • Differences in Sprinting and Jumping Performance Between Maturity Status Groups in Youth: A Systematic Review and Meta-analysis (Baker et al. 2025) https://www.researchgate.net/publication/380492217_Growth_and_maturation_in_adolescent_track_and _field_athletes
  • The Youth Athlete Playbook | A Coach’s Guide to Strength & Conditioning Development for High Schools & Academies
  • https://www.strengthandconditioning.org/podcast-blog/4845-asca-podcast-117-james-baker-proudly-sponsored-by-alphafit

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