Modelli prestativi e sport da combattimento

Di:   Carmine Colombo  |  29 Novembre 2023

Gli sport da combattimento e le arti marziali presentano sempre molti attriti dal punto di vista della componente per quanto riguarda la periodizzazione. Tutt’ora oggi si fa riferimento a tali sport con Impiego metabolico di tipo “aerobico-anaerobico alternato” con forte predominanza del metabolismo anaerobico lattacido. Altmann et al. (2008).

Questa condizione deriva specialmente dalle varie correnti di pensiero e di metodologie dell’allenamento che nel corso del tempo hanno modificato in maniera evidente sia l’approccio che il risultato dell’atleta in gara.

Scrivere di sport da combattimento risulta molto complesso e bisogna fare una netta distinzione tra le numerose e molteplici classificazioni e differenziazioni.

Classificazione degli sport da combattimento

Quando si parla di sport da combattimento (SDC) inevitabilmente ci si approccia ad un sistema eterogeneo dal punto di vista di regole, prestazioni, tempo e derivazioni. Ancora prima quindi di definire ed eviscerare un modello prestativo riferito ad un singolo sport da combattimento o arte marziale, è importante suddividere e classificare le stesse in alcuni punti per facilitare in maniera ottimale la lettura dello sport di riferimento.

È personale premura evidenziare come in questo articolo non si tenga in considerazione della parte più “tradizionale” o relativa alle “forme” soprattutto delle arti marziali in quanto nel panorama gare ed eventi hanno la necessità di un ulteriore classificazione nonché descrizioni.

In base alla tipologia del colpo (se è previsto un colpo “striking” o una presa “grappling”):

  • Discipline da striking, riuniscono tutte le discipline nel quale viene previsto il solo utilizzo di colpi come componente primaria per poter ottenere la vittoria o il punteggio.
  • Discipline da grappling, riuniscono tutte le discipline nel quale viene previsto il solo utilizzo di prese e proiezioni come componente primaria per poter ottenere la vittoria o il punteggio.
  • Discipline miste, riuniscono tutte le discipline nel quale viene utilizzato in maniera quasi ambivalente sia l’utilizzo di colpi che di prese per ottenere la vittoria o il punteggio.

Nello specifico della disciplina da striking possiamo trovare ulteriori classificazioni:

  • Sport da contatto pieno, il combattimento avviene con o senza protezioni con i colpi portati direttamente all’avversario senza alcuna limitazione se non per le regole previste dalla disciplina. Non vi sono interruzioni nel combattimento dopo una combinazione di colpi.
  • Sport da contatto limitato, il combattimento avviene spesso con protezioni e i colpi non sono portati a pieno contatto con l’avversario o con una potenza di impatto ridotta. Vi sono interruzioni nel combattimento a seguito dell’arrivo del colpo all’opponente.

Anche per le discipline di grappling vi è un’ulteriore classificazione:

  • Sport con punteggio per schienata o atterramento
  • Sport per sottomissione o punti

I numerosi lavori presenti in letteratura scientifica ad oggi permettono di riuscire parzialmente a migliorare la metodologia di allenamento migliorando la condizione finale di un atleta nella gara prestabilita.

Oltre alle classificazioni inerenti alla parte del dominio del combattimento in sé (fisico o con percussione) è bene sottolineare un concetto importante che ci porta sempre più verso la parte centrale dell’articolo.

Si possono trovare sport da combattimento con elevati round 5+ o meno round.

Ovviamente non viene presa in considerazione l’organizzazione del numero di match inseriti in una gara, ma la durata di un match Intero e quindi un combattimento singolo.

  • Sport da combattimento come il karate, judo prevedono un solo match contro un avversario per poter aggiudicare una vittoria o una sconfitta.
  • Sport da combattimento come taekwondo, lotta prevedono meno di 5 round prima di aggiudicarsi una vittoria o una sconfitta.
  • Sport da combattimento come MMA, boxe Muay Thai in contesti professionistici prevedono più di 5 round per aggiudicarsi la vittoria o la sconfitta del match.

Ovviamente questa è solo una panoramica generale che cerca di racchiudere le linee guida della maggioranza delle federazioni nonché arti marziali più popolari, e potrebbe subire delle modificazioni a seguito delle impostazioni delle stesse nonché regolamenti per categorie di peso ed età.

Fc e zone di intensità

Sebbene l’utilizzo della scala di Borg o RPE sia un metodo valido ed ancora utilizzato per stabilire il carico esterno ed interno per un atleta, rimane un metodo molto variabile a seconda dell’atleta e della sua personale conoscenza. Per questo motivo il miglior parametro per poter avvicinarsi ad una misurazione reale del carico interno risulta il monitoraggio della frequenza cardiaca (Halson et al., 2014).

Al seguito di quanto detto occorre quindi sottolineare come un corretto allenamento aerobico risulti importante per la riuscita del match.

Sebbene la suddivisione della dominanza e del tempo del match (vedi sopra) abbia un ruolo chiave nella dispensazione di mezzi e metodi per allenare la componente aerobica, numerosi sono gli studi che hanno evidenziato come l’intensità dello sforzo comparata alle varie FC (Haddad et al., 2011-2014, De Lira et al., 2013) sia nella maggioranza inferiore alla soglia anaerobica. Tuttavia, occorre sempre precisare come la natura stessa degli sport da combattimento non permetta un controllo della FC e del Vo2 ottimale dato l’utilizzo di determinati equipaggiamenti nonché movimenti che comprometterebbero la sicurezza dei dispositivi. A discapito degli studi appena citati, una review ha enunciato come la FC varia da un range tra 83 % fino al 100% per gli sport di Muay Thai, Karate, Teaekwondo, Judo e BJJ (Slimani et al., 2018) evidenziando quindi un lavoro più intenso. Nello stesso si evidenza una FC più alta rispetto negli sport da striking piuttosto che da dominio fisico, probabilmente dovuta all’utilizzo dell’equipaggiamento. Franchini in una recente review ha delineato in maniera netta il maggior contributo del sistema ossidativo evidenziando come i punti cruciali nel combattimento siano di matrice anaerobica, a livello olimpico, confermando tuttavia quanto esso sia sempre soggetto ad altri parametri più tecnici. (Franchini et al., 2023).

Occorre anche qui specificare come i seguenti dati siano sempre soggetti ad eterogeneità rispetto al sesso. Età, Peso ed esperienza dell’atleta nonché la strategia, lo stile di combattimento usato e le condizioni dell’atleta specifico.

Match analisys e test specifici

Come si è ben potuto comprendere delineare un modello prestativo su di uno sport da combattimento diventa sempre più complesso ed individualizzato.

Risulta quindi importante monitorare la gara attraverso una match analisys.

L’analisi dei dati in relazione con il tempo, punteggio e non di meno l’esperienza del maestro può essere un passo fondamentale per poter distinguere quello che è un eventuale punto di deflessione nel combattimento. Oltre a questo, la visione della posizione, postura e corretta tecnica eseguita (sotto il punto di vista di ergonomia) risulta molto impattante nel dispendio energetico.

Oltre alla video analisi un altro importante elemento a disposizione per una buona preparazione atletica risultano essere i test. In qualsiasi sport essi vengono svolti nella fase iniziale o antecedente alla programmazione per poter decidere o valutare le migliorie da attuare così come la creazione di una fotografia dello stato iniziale dell’atleta. A seconda della capacità da voler analizzare, si possono trovare uno o più test idonei per l’oggetto della valutazione.

Oltre ai più comuni test utilizzati nelle preparazioni atletiche alcuni sport da combattimento e arti marziali prevedono test specifici per il monitoraggio delle componenti aerobiche e anaerobiche.

Tra i più noti troviamo:

  • Special Judo Fitness Test (SJFT) (Sterkowicz et al., 1995-2019)
  • Karate specific test (KST o KSAT) (Nunan et al., 2006, Tabben et al., 2014)
  • Specific taekwondo exercise test (TKD test) (Arujo et al., 2017)

Conclusioni

Nonostante le numerose evidenze presenti in letteratura, ad oggi l’allenamento e la scelta di una determinata metodologia risulta sempre vaga e spesso in contrasto con quanto visto fino ad ora (Chaabene et al., 2018).

Risulta chiaro quindi come sebbene siano sempre più numerosi gli studi riguardo gli sport da combattimento, vi sono molteplici elementi da tenere in considerazione.

Come la singolarità dell’atleta, lo stato psicologico, il comparto tecnico, nonché i regolamenti specifici di ogni federazione.

Ciò non toglie come una conoscenza pregressa degli elementi generali della specificità della disciplina, il profilo energetico generale e un’analisi iniziale specifica possano contribuire in maniera impattante nella perfomance sportiva (Chaebene et al., 2018).

Ad oggi sebbene con elevate difficoltà la conoscenza basilare di questi elementi è fortemente richiesta per adattare in maniera generale gli allenamenti adatti alla richiesta del SDC preso in considerazione.

A tal fine sarebbe opportuno seguire la seguente scaletta:

  • Quale dominanza è prevista?
  • Quanti round sono previsti per un singolo match?
  • Quale ratio è più simile alle tempistiche di gara?
  • Vi sono test specifici da poter effettuare?
  • Vi sono elementi generali da analizzare in una video analisi?
  • Vi sono linee guida standardizzate?

Bibliografia

  • Franchini, Emerson. “Energy system contributions during Olympic combat sports: a narrative review.” Metabolites 13.2 (2023): 297.
  • Slimani, M., Znazen, H., Sellami, M., & Davis, P. (2018). Heart rate monitoring during combat sports matches: a brief review. International Journal of Performance Analysis in Sport, 18(2), 273-292.
  • Halson, S. L. (2014). Monitoring training load to understand fatigue in athletes. Sports Medicine (Auckland, N.Z.), 44(Suppl 2), S139–47.
  • de Lira, C. A. B., Peixinho-Pena, L. F., Vancini, R. L., de Freitas Guina Fachina, R. J., de Almeida, A. A., Andrade, M. D. S., & da Silva, A. C. (2013). Heart rate response during a simulated Olympic boxing match is predominantly above ventilatory threshold 2: a cross sectional study. Open access journal of sports medicine, 175-182.
  • Haddad, M., Chaouachi, A., Wong, D. P., Castagna, C., Hue, O., Impellizzeri, F. M., & Chamari, K. (2014). Influence of exercise intensity and duration on perceived exertion in adolescent Taekwondo athletes. European Journal of Sport Science, 14(sup1), S275-S281.
  • Haddad, M., Chaouachi, A., Wong, D., Castagna, C., & Chamari, K. (2011). Heart rate responses and training load during nonspecific and specific aerobic training in adolescent taekwondo athletes. Journal of Human Kinetics, 29(2011), 59-66.
  • Sterkowicz-Przybycień, K., Fukuda, D. H., & Franchini, E. (2019). Meta-analysis to determine normative values for the special judo fitness test in male athletes: 20+ years of sport-specific data and the lasting legacy of Stanisław Sterkowicz. Sports, 7(8), 194.
  • Nunan, D. (2006). Development of a sports specific aerobic capacity test for karate-a pilot study. Journal of sports science & medicine, 5(CSSI), 47.
  • Tabben, M., Coquart, J., Chaabène, H., Franchini, E., Chamari, K., & Tourny, C. (2014). Validity and reliability of new karate-specific aerobic test for karatekas. International journal of sports physiology and performance, 9(6), 953-958.
  • Araujo, M. P., Nóbrega, A. C., Espinosa, G., Hausen, M. R., Castro, R. R., Soares, P. P., & Gurgel, J. L. (2017). Proposal of a new specific cardiopulmonary exercise test for taekwondo athletes. The Journal of Strength & Conditioning Research, 31(6), 1525-1535.
  • Chaabene, H., Negra, Y., Capranica, L., Prieske, O., & Granacher, U. (2019). A needs analysis of karate kumite with recommendations for performance testing and training. Strength & Conditioning Journal, 41(3), 35-46.