Il Processo di Adattamento e Intervento
In uno studio (A. Konrad et al., 2017) è stato analizzato l’effetto in acuto sulle proprietà muscolo-tendinee con la somministrazione delle diverse tecniche di stretching PNF, statico e balistico. Lo studio indica, sulla base dei para metri rilevati dalle tecniche valutative applicate, come tutte queste abbiano apportato dei vantaggi in termini di miglioramento del ROM articolare, nello specifico nelle proprietà muscolo tendinee.
In una revisione sistematica (D. G. Behm, et al., 2016) è stato rilevato, in un certo qual senso, come lo stretching non abbia degli effetti certi, diretti e conclamati sulla prevenzione degli infortuni. Dalla stessa si può comunque evidenziare come ci siano degli effetti positivi nel miglioramento della tensione retrattile della muscolatura considerata e presa in esame nei diversi studi analizzati all’interno della revisione. Nella revisione sono stati presi in considerazione lo stretching statico, dinamico e con tecnica PNF. Le tecniche relative al ST sembra abbiano una scarsa affinità con le attività dove vi è una richiesta imminente di una particolare potenza o ancora in una situazione di imminente prestazione di gara. A ogni modo lo stretching viene considerato una modalità allenante ben favorevole alla condizione di prevenzione generale dato il miglioramento della flessibilità e di conseguenza della mobilità articolare di cui si può godere nel praticarla. Nonostante la scarsa letteratura a supporto della teoria relativa alla prevenzione infortuni è evidente come mol ti atleti, nello specifico calciatori, abbiano una ridotta incidenza di infortuni quando all’interno dell’allenamento generale vi sia inclusa la pratica allenante relativa allo stretching (P. Armiger et al., 2010). Anche nel recupero dalle lesioni viene consigliata e inclusa nei programmi riabilitativi la pratica dello stretching per consentire, per esempio, ai tessuti cicatriziali, di recuperare la continuità del ventre muscolare seguendo e orientandosi in direzione dell’asse maggiore quando questi sono ancora plastici (A. Ferrario et al, 2005). Infine si può affermare che lo stretching può essere utile e funzionale anche solo per mantenere e preservare uno stato di benessere conservando una buona mobilità articolare (Russo, 2016). Un’altra tecnica complementare che può essere considerata nell’allenamento volto al miglioramento della flessibilità muscolare è quella del massaggio miofasciale autoindotto tramite l’utilizzo di foam roller (SMR). L’SMR sembra dare dei buoni effetti sulla flessibilità degli hamstring e sulla muscolatura del quadricipite senza inficiare sulla pre stazione motoria (Su H, et al 2017).
Classificazione e Analisi delle TecnicheTabella Comparativa Metodologie
| Tecnica | Vantaggi | Svantaggi | Consigli d’utilizzo |
|---|---|---|---|
| Statico | Facile esecuzione, basso rischio, efficace. | Effetto breve termine, scarsa attinenza sportiva. | Sedute a parte. No pre-allenamento. |
| Passivo | Utile per ampi ROM (ginnastica). | Operatore dipendente, rischio lesioni se mal eseguito. | Sedute a parte. No pre-gara. |
| Attivo | Controllo delle forze, riduce rischio infortuni. | Difficoltà nel produrre forza di allungamento. | Recupero post-infortunio. |
| Dinamico | Simula movimenti funzionali. | Non adatto a principianti. | Pre-allenamento (attivazione). |
| Balistico | Simile alla prestazione rapida. | Rischio micro-lacerazioni tessutali. | Atleti evoluti. Pre-allenamento. |
| PNF | Molto efficace per grandi ROM. | Necessita di operatore esperto. | Seduta a parte. No pre/post allenamento. |
| SMR | Autonomo, effetto massaggio indotto. | Difficoltà nel mantenimento delle posture. | Pre-attività non esplosiva. Seduta a parte. |
Bibliografia
- 1. Anderson B. Stretching, Edizioni Mediterranee, Roma 2001.
- 2. Armiger P., Martyn M. A. Stretching per la flessibilità funzionale. PICCIN, Padova 2011.
- 3. McAtee R., Charland J. P.N.F. tecniche di stretching facilitato. Calzetti Mariucci Editore, Perugia 2011.
- 4. Russo L., et al. Esercizio correttivo, Giacomo Catalani ed. Arezzo, 2016.
- 5. Weineck J., L’allenamento ottimale. Calzetti-Mariucci editori, Torgiano, 2009.














